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La storica battuta “Nowhere special?…” proviene da «Blazing Saddles» e costituì il fulcro del nostro saluto a Gene Wilder, quattro mesi fa. A fine ottobre, nel costruire il presente pezzo – poi scavalcato da eventi più clamorosi – intorno ad un’altra memorabile scena dello stesso film, non potevo esimermi dal replicare anzitutto quel piccolo omaggio al grande comedian che – con Cleavon Little –  ne era il protagonista (colorandolo qui di un nuovo significato, che vedremo).

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I prevedibili atti di insubordinazione, se non proprio di insurrezione, sono arrivati.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ferrara-vincono-barricate-migranti-costretti-ad-andarsene-1323220.html

Io ho per natura una disposizione umanitaria e legalitaria, che non mi permetterebbe mai di approvare barricate o blocchi come quelli attuati nel Ferrarese contro l’accoglienza ai richiedenti asilo. Si tratta comunque di ostruzionismo fuori legge, in difesa del proprio interesse particolare, anche se – beninteso – non ha niente a che spartire con la violenza dei facinorosi anti-Tav, istigati a man salva da irriducibili apologeti del brigatismo rosso.

HAVE YOU EVER SEEN SUCH CRUELTY, avevate mai visto tanta crudeltà?! Un pullman con dodici povere donne, di cui una incinta, respinto e dirottato altrove da un mucchio selvaggio di trinariciuti xenofobi che neanche in «Fury Road».

Dal punto di vista PC è tutto così perfetto: qualcuno – e non è la prima volta –  ha scomodato perfino il peregrinare della Madonna, con il Salvatore in grembo (all’occorrenza i laicisti, senza alcun ritegno, si sanno trasformare in sacristi).
A me invece sembra più «La Nave dei Dannati / Voyage of the Damned» di Stuart Rosenberg, 1976, con un all-star cast comprendente Faye Dunaway e Orson Welles (del quale ultimo Tullio Kezich scrisse che aveva l’aria di avere personalmente “orsonizzato” le proprie battute); anzi scommetto – mi piace vincere facile – che là fuori c’è già al lavoro una squadra di sceneggiatori per il prossimo docu-drama buonista di Rai Uno (tipo il recente «Lampedusa – Dall’orizzonte in poi»; sì, quello con l’attore de sinistra che anni or sono sfoggiò al bar – nella vita reale – una maglietta con la scritta “Meglio avere un figlio frocio che laziale“, per questo beccandosi le rampogne del mensile di cinema DUEL, cui ero abbonato).

Dal punto di vista generale dei “nazionalisti”, per converso, quell’atteggiamento di chiusura – in ogni senso – configura un’ovvia eterogenesi dei fini (nonostante l’effimero successo locale), ovvero un’azione controproducente rispetto alla causa propugnata, ché l’effetto principale – nonché a sua volta prevedibile quanto l’azione – è stato quello di dare nuovo fiato alle trombe degli apparenti terzomondisti. Ma lasciamo a costoro ultimi l’approccio di tipo cinico e strumentale, nei confronti una materia così penosa.

Premesso tutto ciò, e ribadito il credo civile “No one is above the Law” (Abraham Lincoln), ritengo che gli osservatori onesti dovrebbero sempre guardare attraverso le barricate.


Quella medesima, sopra rivendicata, disposizione umanitaria e legalitaria non mi permette di approvare, insomma, nemmeno una “gestione dell’emergenza migratoria” che (con gravi corresponsabilità, dall’interventismo utopico del Cupolone – solo adesso un po’ resipiscente – alla pilatesca indifferenza del Palazzo di Vetro) si rivela sempre più scriteriata e scellerata, criminogena e catastrofica.

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Exempli gratia, 28 ottobre 2016:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/nardella-vuole-sanzionare-i-comuni-che-rifiutano-i-migranti-1324135.html

Uno appare nel nuovo film di Richie Cunningham, «Inferno», e in tempo zero si sente il nuovo Fonzie/Renzie.

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L’apparato del pensiero unico equosolidale, nella sua pervicacia mistificatrice, insiste a negare un’evidenza lampante ed a bollare come gretti sempliciotti i fautori dell’unica soluzione possibile: non si aiutano i fratelli/compagni africani (o asiatici) favoreggiando la recidiva storica della tratta e della deportazione, ad alto rischio di naufragio, da parte degli inumani trafficanti di esseri umani; né alimentando lo sfruttamento dei sopravvissuti da parte del crimine, organizzato e istituzionalizzato, per cui “i migranti rendono più della droga“.

Per i pellegrini, come li definisce l’assassino del commissario Calabresi, l’Italia – e l’Europa – appare davvero un posto speciale (altro che “Nowhere…”) verso cui dirigersi, un paese di Bengodi nel quale cominciare una nuova vita; ma la Fabbrica del Cioccolato è saldamente controllata da profittatori e compagni di merende – o prebende – che, a differenza di Willy Wonka/Gene Wilder, spalancano le porte all’invasione (anche se il Garante per le Comunicazioni ha proibito tale parola) e – per il proprio tornaconto – espongono la Nazione a rischi capitali evidenti a chiunque (in prospettiva l’islamizzazione massiva e la sostituzione demografica, nell’immediato la connection finanziaria scafisti-jihad e la diretta infiltrazione terroristica; con buona pace di Paolo Gentiloni, / che nega gli stragisti sui barconi).

Il vero Ius soli dovrebbe essere quello di non essere costretti ad abbandonare il suolo d’origine come Kunta Kinte, recidendo drammaticamente le proprie “Roots” etniche ed affettive. A garantire tale diritto dovrebbe essere protesa – ben oltre i limiti dell’Europa – la solerzia dell’intera comunità globale, con ogni mezzo a disposizione dell’ONU; se questo nobile organismo sovranazionale – Dio lo riposi – non fosse in tutt’altre faccende affaccendato, tipo estromettere la lingua ebraica dalla toponomastica sacra di Gerusalemme.

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21 ottobre 2016
Ma sono le Nazioni Unite o piuttosto i Nazisti Uniti?
E a questo Paese interessa la collaborazione, internazionale, o il collaborazionismo?

22 ottobre 2016
Risoluzione UNESCO, Italia-Pilato, per usare solo i nomi islamici sui luoghi santi del Medio Oriente.
State male, eh. UNESCOpateabbastanza.

21 dicembre 2016

L’Italia si lavò le mani sull’ostracismo Unesco dell’ebraico, dalla sacra toponomastica di Gerusalemme.
Ora, in premio, Gentiloni è premier.

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Si può agevolmente riconoscere la serietà dell’opzione che definirò “Piano Marshall per il Terzo Mondo” (sostenuta, nell’establishment, da poche “voces clamantiorum in deserto“), nonché la sua probità, senza bisogno di essere uno fra sessanta milioni di Alti Commissari per i Rifugiati (oltre che Commissari Tecnici della Nazionale)
O forse lorsignori opinano che gli abitanti del Continente Nero siano una razza inferiore sotto ogni profilo, quindi scevra da quell’attaccamento alle proprie radici  che stanno dimostrando i nostri connazionali, nel Centro-Sud, colpiti da eventi sismici a catena?

SE i barricadieri di cui sopra sono “mostri” da sbattere in prima pagina, a generarli  è stato il colpevole sonno della ragion di stato, l’interessata ottusità dei governanti che adesso hanno anche l’impudenza di strepitare e mandare a quel paese (la protezionista Ungheria) gli esasperati contestatori: questi ultimi sono dipinti come «Brutti, sporchi cattivi» da film di Scola, indegni del buon nome «Italiani brava gente» da film di De Santis.

Ma noi siamo liberali: abbiamo tra le figure di riferimento Mark Twain, “E’ là diversità di opinioni che rende possibili le corse dei cavalli“, e Dirty Harry Calla(g)han, “I pareri sono come i coglioni: ognuno ha i suoi” (la prima citazione era piuttosto ricorrente nel dialogo coi lettori intrattenuto dal valoroso Aldo Fittante, già colonna di DUEL, quando dirigeva FilmTv; e Clint Eastwood compariva addirittura nelle gerenze di quel settimanale, non certo destrorso, alla voce “Moral Guidance”).

Pertanto le Anime Libere & Belle come l’omonimo shampoo continuino pure a riconoscersi nel “dàgli al Gorinese”, magari autocompiacendosi della loro supposta superiorità fino a raggiungere l’orgasmo multiplo. E continuino pure a dipingere tutti noi come “white trash” ed inveterati razzisti, da ascrivere al BASKET OF DEPLORABLES (copyright Hillary Diane Rodham Clinton) o all’ACCOZZAGLIA di BESTIE (doppio copyright del fu Matteo Renzi premier), in compagnia dei lupi Trump-Le Pen-Orbán-Salvini; ed altresì da processare per la mal frenata libidine di rispondere all”intolleranza del presunto antirazzismo, manifesta anche in qualche membro non “caucasian” dell’europarlamento e già del nostro competente dicastero, nello stesso modo in cui la medesima signora di «Blazing Saddles» ribatte alle cordialità del malcapitato – ed incolpevole – sceriffo Barack  Bart:

Giuseppe Cozzolino II è sarcastico.

27 ottobre alle ore 11:45 ·

Come giustamente sosteneva un mio amico di FB, ma a Capalbio non hanno fatto “elegantemente” la stessa cosa di Goro?!?

(MV)L’amico al quale si fa riferimento non sono io, ma ho commentato in quella sede e riporto qui testualmente perché mi sembra la chiusa ideale (dal mio punto di vista). –

Due pesi e due “nella misura in cui”…

D’altronde, la doppia morale ha radici antiche:
Si parla tanto di spaccio clandestino… Ma quale spaccio clandestino?! Su una barca, è spaccio clandestino; nei Quartieri Alti è ospitalità. Sono un uomo d’affari, io!

(“And all this talk of bootlegging… What is bootlegging?! On a boat, it’s bootlegging; on Lake Shore Drive it’s hospitality. I’m a businessman!”).

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24 novembre 2016

Giorgia Meloni

24 novembre ·

Il Governo ha deciso che non manderà “profughi” a Capalbio: la località preferita dai radical chic è salva. Perché per i teorici dell’accoglienza, l’immigrazione è una cosa meravigliosa, purché sia tenuta a debita distanza dai loro salotti, dai loro convegni, dalle loro feste. Ora i clandestini destinati a Capalbio saranno stipati in qualche periferia o in qualche paesino, ma se gli abitanti di quei posti si lamenteranno saranno tacciati di essere degli xenofobi razzisti e miserabili (come la sinistra ama chiamare la gente comune). Vorremmo tutti essere buoni e di sinistra, ma purtroppo molti italiani non possono permetterselo…

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(MV)
Niente profughi a Capalbio. Del resto, sia pure gonfi di soldi e di potere, ce ne sono già a strafottere. Profughi dell’ideologia, ma comunque profughi.

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I plutocrati “de sinistra” accontentati dal Governo: niente profughi, nel loro buen retiro di Capalbio.

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21 dicembre 2016


YEAR OF THE DONALD
“There’s a new Marshal in Town: me. A new Marshal means new rules… “, come diceva Stanley White alla cupola newyorkese delle Triadi (e certamente non vale soltanto per i cinesi, nel caso di Donald John Trump; benché siano stati sùbito avvertiti del cambio di musica, con questo DJ-T, per esempio riguardo a Taiwan).

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23 dicembre 2016

Guido Olimpio

23 dicembre alle ore 14:50 ·

Ritengo grave aver diffuso nomi e foto degli agenti che hanno ucciso il terrorista.
E’ avvenuto anche all’estero, ad esempio con i soldati americani che hanno bloccato il terrorista del treno Thalys in Francia. C’e’ forse l’idea di segnalare la “risposta” immediata quando tutto sembra crollare.

Marco Valori Dilettanti, come è già stato detto; che allo sbaraglio, purtroppo, mandano gli altri.  – 23 dicembre alle ore 15:12

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Sempre per la serie PC “Have you ever seen such cruelty?” (crudeltà a Sesto San Giovanni, ovviamente; NON a Berlino, cui si è fatto riferimento in appendice al post precedente).

24 dicembre 2016

Bisogna trattare con l’Isis” (il Dibba).
Omicidio a Sesto S.G.” (la capetta di Biella)…
Ma togliete 4 stelle, e metteteci una mezzaluna.

Lorenzo Benzi
capetta di Biella?

Marco Valori Sì, la capogruppo M5S ed ex candidata a sindaco di Biella (non merita di essere nominata; anzi, tolgo pure l’immagine-anteprima):
http://www.ilgiornale.it/news/politica/terrorista-dei-poliziotti-omicidio-bufera-sulla-grillina-1345659.html

MV La replica dei leghisti è proprio il minimo sindacale:
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/grillina-terrorista-ucciso-omicidio-salvini-risponde-vaff-1345714.html

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24 dicembre alle 9:16
·

(MV) – Le reazionarie “Tigri di carta”, caro Mao Tse Tung, a volte prendono fuoco.
Come gli Straw Dogs di Sam Peckinpah.
Non è ancora troppo tardi, mi àuguro, per “aprire gli occhi”.

BUON NATALE a tutti con questo pezzo delle Fire Tiger.

Are you hearing Fire Tiger music Open Eyes (This Christmas) now at Global Texan Chronicles
http://globaltexanchronicles.com/fire-tiger/fire-tiger-music———————————————————————————————————

Ora sì che è (Arma) Natale.

Lorenzo Benzi Ma il mio Natale preferito, è quello con Vigilia festeggiata nel Nakatomi Plaza di Los Angeles

Marco Valori Sì, avevo letto sul tuo profilo. Sono ambedue capisaldi dell’action-movie, naturalmente. Ho citato «Arma Letale» anche per un’allusione che di sicuro avrai còlto, specialmente se avevi già dato un’occhiata al mio più recente scritto per il blog.
A chi mi segue avevo già augurato il Buon Natale, in maniera tutt’altro che sdolcinata, postando un video-tributo a quel film sulle note della canzone che lo apre: «Jingle Bell Rock».
Sùbito dopo c’era stato il massacro di Berlino, e quindi avevo aggiunto in inglese – soltanto sul blog – la “direttiva” di Riggs a Murtaugh (che si è concretizzata, per noi, a Sesto San Giovanni).

https://valorim60.wordpress.com/2016/12/19/piccolo-granduomo/

MV Ti dirò di più, Lorenzo: io consideravo implicita la mia soddisfazione, per un assassino in meno a piede libero, e quindi ieri mi astenni dal pubblicare il brevissimo tweet qui sopra. Però oggi ho cambiato idea (e forse ci insisterò) per pura reazione, contro i deliri politically-correct della presunta leader che già sai, ed altresì di una presunta opinion-leader che ama fare la bastian contraria:
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lucarelli-attacca-agenti-non-sono-eroi-rimpiangono-mussolini-1345851.html

LB Ha scioccato molto anche me la dichiarazione della grillina di Biella (città che frequento, in cui non immagino una presenza M5S concreta). Quel partito mi confonde, mi piace e non mi piace, mi trova d’accordo su certe posizioni, ma all’opposto per altre

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I due poliziotti meritavano gratifica in piena riservatezza: l’esposizione mediatica è scriteriata quanto la criminalizzazione è scellerata.

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L’agente 007 impedì il Big One a Silicon Valley; e fu perfino insignito dell’Ordine di Lenin.
Ma non fu sbattuto sui media, con nome e foto.

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26 dicembre 2016

Antonio Socci pagina ufficiale
26 dicembre
·

E’ molto triste che non si vedano da nessuna parte segni di solidarietà con il popolo russo per l’aereo – caduto in circostanze misteriose – che portava il coro dell’Armata rossa a cantare in Siria per celebrare la liberazione di Aleppo.
Allora, siccome tutti, al tempo della strage di Charlie Hebdo, abbiamo riascoltato l’inno nazionale francese, io oggi voglio rendere omaggio al grande popolo russo, attraverso il suo inno bellissimo.
E ringrazio il Cielo di aver potuto vedere il giorno in cui – come potete constatare leggendo le parole in italiano – nell’Inno russo è tornato il Nome di Dio.
La Santa Russia per cui padre Romano Scalfi – morto il giorno di Natale – ha vissuto e ha lavorato, insieme a don Giussani, è tornata.

Marco Valori Dal mio umile canto, lo avevo notato anch’io; e mi compiaccio – nella tristezza – per aver reso omaggio ai nostri Fratelli nello stesso modo (sia pure senza traduzione).

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-vogliamo-turbare-altre-religioni-e-scuole-censurano-1345982.html

Certe scuole ormai non dovrebbero essere intitolate ai Grandi della storia patria (come Edmondo De Amicis, Giuseppe Parini, Angelo Poliziano: il mio caso), bensì ad una Star del cinema attuale: James Eugene “Jim” Carrey.

Perché i dirigenti di tali Istituti Rieducativi PC risultano conformi a «Il Grinch», palesemente, ma soprattutto a «Scemo & più scemo»; sono modellati su «Il Rompiscatole», clamorosamente, ma soprattutto su «Scemo e + scemo 2».

Il tutto in un delirio di onnipotenza che trasforma il loro attivismo pre-natalizio in «Una settimana da Dio»; paradossalmente “senza Dio”, nemmeno quello blackpainted di Morgan Freeman.Buon per loro, il Nostro Signor Gesù Cristo è infinitamente magnanimo. Oso immaginare che Egli, seduto alla destra del vero Onnipotente, già interceda per quei sessantottini – o sfascisti derivati – ora in carriera dentro il Sistema:

Perdonali, o Padre, perché non sanno quello di cui si fanno.


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Recupero 24 settembre 2016

LA PREVALENZA DEL CRODINO

http://www.ilpopulista.it/news/23-Settembre-2016/5219/la-laicita-della-sinistra-in-tv-fuori-il-crocifisso-dentro-il-velo-islamico.html

Ah! I bei tempi di Croda, con l’ateismo religione di stato…

Pretendere che la conduttrice di un telegiornale del “servizio pubblico” debba ESTETICAMENTE rappresentare una prerogativa dello Stato, quale appunto la sua natura laica ed a-confessionale, per me non è tanto da cretini (come ha detto il leader della Lega Nord) quanto da CRODINI, ossia da pseudo-libertari d’Italia ed autentici miliziani di Croda, la democratica repubblica popolare (immaginaria ma più che mai realistica) resa famosa dai Gemelli Ruggeri – proprio nel ruolo di anchormen irregimentati – durante gli anni ’90.

Ah! La tauromachia…
Ah! Le bestie del Colosseo…

Perdonali, o Padre, perché non sanno quello di cui si fanno.


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26 dicembre 2016

Per contro, rendiamo onore ad un grande Artista della musica pop, che non si era vergognato di citare il Nome di Gesù nel testo e financo nel titolo di una sua struggente canzone; e lo facciamo scegliendo una live performance della medesima, proprio da quella Città dove hanno compiuto l’ennesimo massacro, invocando il loro dio falsamente misericordioso, quei fanatici alla cui presenza non dovremmo cantare il Nostro per ukaz (o ukaze/ukase che dir si voglia) della demenziale cosca “multiculturalista”.

George Michael – «Jesus To A Child» (live at MTV Music Awards, 1994, Berlin).

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27 dicembre 2016

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/sgarbo-obama-trump-usa-si-astengono-e-consiglio-sicurezza-1345729.html

Calcio dell’asino” di Obama, ha detto Sergio Romano.
Quello che davvero gli rode è UN insediamento.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-due-agenti-sono-fascisti-e-sono-buoni-solo-se-morti-1346206.html

Una cariatide (ideologica, in questo caso) non può che avere funzione di colonna: quinta, dell’Isis.

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/presepe-islamico-chiesa-maria-col-burqa-e-barcone-1346160.html

Come per la snow-machine di «Office Christmas Party», lì hanno messo roba nel turibolo dell’incenso.

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/predicatore-islamico-auguri-natale-peggiore-dei-peccati-1346168.html

Non si permetta, di infangare quel nome. L’unico “Naik” è il “Tremal” che combatte i thugs come lui.

Up where She belongs.

 

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29 dicembre 2016

Grand Hotel… always the same. People come, people go. Nothing ever happens“.
Proprio grazie al libero transito, non succede mai niente.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-41-sottosegretari-gentiloni-fotocopia-governo-renzi-1346822.html

Lo era già; anzi (replico anch’io) una riproduzione con stampante 3D, tipo «Office Christmas Party».

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-gentiloni-difende-boschi-risorsa-utile-lho-voluta-io-1346795.html

Eliminato l’anello debole, Stefania Giannini, il Dream Team DOVEVA continuare; come se fosse antani.

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30 dicembre 2016

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lultima-sfida-obama-putin-ha-espulso-35-diplomatici-russi-1346858.html

È tipo il luogo comune “Meritarsi il gol dopo averlo segnato”.
In questo caso, il Nobel per La Pace.

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/bufera-su-charlie-sheen-caro-dio-prossimo-sia-trump-ti-prego-1346854.html

Ero un suo fan. Mi duole che di «YOUNG GUNS» abbia perso, con l’aggettivo, anche la “S” del plurale.

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http://twitchy.com/wa-37/2016/12/27/alec-baldwin-tweets-about-death-coming-in-threes-names-the-next-victim/

Ah, l’integrità dell’Oval Office negli anni ’90…!

Non è vero, sensibile e miracolata ghiandaia imitatrice del SNL?

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http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/16_dicembre_29/palm-beach-donald-trump-improvvisa-conferenza-stampa-suo-fianco-promoter-boxe-don-king-053b16ca-cda1-11e6-b7f4-62190597806c.shtml

«THE KING AND I».

(Eh sì, il suo coetaneo Rocky Stallone non avrebbe potuto fare di meglio).

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29 dicembre 2016 (fissato come epilogo)

Lux Perpetua, Ms. Reynolds; and give my regards to Carrie.

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For Debbie.

Marco Valori

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