Vittorio Gassman, in almeno due occasioni di talk-show, motteggiò che avrebbe voluto come epitaffio le seguenti parole:
“NON FU MAI IMPALLATO”.
E sicuramente egli non lo sarebbe stato nemmeno il giorno del suo “Final Curtain”, 29 giugno 2000 (sedici anni domani), da parte del pallone stesso: ovvero dalla Nazionale del c.t. Dino Zoff che batteva l’Olanda all’Amsterdam Arena, 3-1 dopo i calci di rigore, nella semifinale di quell’Europeo.

Lo stesso pensiero (ogni Re è grande nel suo regno) voglio dedicare a Bud Spencer / Carlo Pedersoli, che raggiunse le Celesti Praterie ieri 27 giugno, alle 18.15, proprio mentre l’Italia del c.t. Antonio Conte stava dominando e battendo la Spagna, negli ottavi di questo Europeo: il Big Man, fino alla fine, “NON FU MAI IMPALLATO”.

Né, come il Vittorio nazionale, mai lo sarà.

Marco Val (aka valorim60)

GASSMAN

BUD SPENCER 23d5a9959d2733003efbe13663b945ad
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RETROSPETTIVA (“contestualizzerò” nella risposta al primo commento)

07 aprile 2014

“IO E TERENCE HILL” (Titolo del Concorso a premi di Mondadori Editore)

«Trinità» era il nome con cui lo chiamavano, e continuano a chiamarlo tuttora, ma delle tre Persone uguali e distinte si potrebbe dire – con reverenza – che lui rappresenti sullo schermo essenzialmente lo «Spirito Santo»: cioè una reazione dello spirito umoristico, sano e “santo” (per la moralità di fondo, che traspare anche senza i tre pezzi di sapone), contro le tendenze sempre più ciniche e violente del western italiano fine anni ’60. Con cui si raggiunsero pure eccellenti risultati artistici, però si rischiava di tenere lontani dalle sale proprio gli spettatori principali – e ludici emulatori – di cowboys & C., ovvero i minori di 14 anni (più in generale le famiglie).

Trinità – e, non a caso, Bambino – ha appunto significato questo, per me, dal preludio con la trilogia di Giuseppe Colizzi fino al recente revival con «Doc West» su Canale 5: la riappropriazione fanciullesca, ìlare senza essere parodistica, di un immaginario cinematografico che un vecchio programma  RAI definiva giustamente «Western primo amore».
Ed oggi il capolavoro evergreen di Enzo Barboni / E.B. Clucher è molto più che un film di intrattenimento. Al suono di quel tema musicale da pelle d’oca (onore al maestro Micalizzi, e quindi ai fratelli De Angelis), esso ormai costituisce la celebrazione di un nostalgico rito comunitario, che si rinnova periodicamente attraverso gli schermi televisivi; e nel quale milioni di persone – posseggano o meno i dvd – amano ridere all’unisono con Terence Hill e Bud Spencer, perché nel cuore si sentono ancora parte di una festosa platea infantile, in un pomeriggio domenicale inizio anni ’70.
L’età matura, poi, non sminuisce affatto il divertimento ed anzi lo esalta, in quanto consente di cogliere ed apprezzare – al di là delle trovate comiche più appariscenti – tutte le argute sottigliezze della mimica, dei dialoghi e della sceneggiatura.

“Cinema neo-parrocchiale”, fu autorevolmente etichettato; vivaddìo, forse è proprio in questo che si può ravvisare una specie di collegamento sottotraccia – passando per Don Camillo e Lucky Luke – fra il dittico del pistolero pigro e la serie di Don Matteo, anche se «la mano destra di Dio» adesso impugna l’aspersorio ed impartisce la benedizione nel nome della vera Trinità. Sinite parvulos – et familias – venire ad me.


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28 giugno 2016

Enrico Mentana

Quando scriveranno una grande storia dell’Italia popolare, tra passione politica, calcio e Sanremo, un capitolo a parte spetterà di diritto a Continuavano a chiamarlo Trinità, vertice assoluto del genere spaghetti western all’amatriciana, film più visto sia in sala sia in tv della storia del cinema italiano e apoteosi della coppia Bud Spencer-Terence Hill. In quel secondo Trinità tutto era perfetto per chi, a qualsiasi età, non aveva perso lo sguardo da bambino. E proprio “Bambino” era nel film il nick di Bud Spencer, che poi a sua volta, come ogni minuto ci ricordano i necrologi di queste ore, aveva un nome italianissimo, come del resto Terence Hill e il regista E.B.Clucher. Quella faccia da omone buono con la forza del personaggio dei cartoon era il manifesto di un genere, che ribaltava la violenza dell’epopea dei cowboy e insieme quella dei tempi che vivevamo, ed era l’ironico lato B del filone western all’italiana del grande Sergio Leone. Carlo Pedersoli è stato tantissime altre cose, e ognuno si tiene quelle che ricorda, ma la memoria collettiva e l’emozione individuale di tutti torna soprattutto lì, al secondo episodio del ciclo di Trinità, nell’unico giorno di cui Bud-Bambino ci ha resi tristi

In quel film, nel quale – a differenza del primo – nessuno finiva alla “Collina degli Stivali” o perdeva gli attributi, perfino il black humor risultava innocente quanto irresistibile (e non solo per la simulazione delle premesse):

(La mamma) – Vostro padre sta facendo l’equilibrista sull’orlo della fossa. //
(Il babbo) – Prima di morire, vorrei sapervi con una buona taglia sulla testa…

Vaya con Diòs, Bud.
(MV)

Valerio Pellegrini a Audiovisioni

Il Cinema di Menare Italiano si ferma qui
‪#‎BudSpencer‬ ‪#‎TerenceHill

http://giphy.com/gifs/bud-spencer-e-terence-hill-xT0GqHCzaGiz0s3XDW

SPENCER & HILL giphy
Marco Valori Nel nome di Bud, Hill & Hitch (ovviamente traendo ispirazione dal suo libro-intervista con l’autore de «I 400 Colpi») un mio – personalissimo – sistema di equazioni:

CINEMA “TRANCHE DE GÂTEAU” = CINEMA DI MENARE;
CINEMA “TRANCHE DE VIE” = CINEMA DI MENARCELA.
(MV)

Valerio Pellegrini Peccato che in Italia le mazzate di celluloide non diventarono industria. A quest’ora avremmo avuto il nostro Jackie Chan o il nostro Tony Jaa invece dei cinepanettoni

Marco Valori Come diceva Gassman, regista del film-nel-fim, in “Camera d’albergo” di Monicelli:
– Noi siamo per un cinema impegnato.
Infatti ci siamo impegnati tutto…

Marco Valori E pensare che perfino quando si “spencerizzava” il cinema alto, i risultati erano meravigliosi (“Tantum Ergo” di Dino Risi, uno dei suoi episodi ne “I nuovi mostri”, 1977):


Valerio Pellegrini Che bel rumore quegli schiaffoni… Che nostalgia

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Valerio Pellegrini

«Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival»

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Campania-cordoglio-per-la-morte-di-Bud-Spencer-39d3d867-ba88-4b42-9788-7731d29bb37b.html

Marco Valori David di Donatello “alla carriera”, come l’Oscar a Hitchcock: ci voleva un gran rifiuto tipo quello di George C. Scott, Best Actor 1970 per “PATTON” (e qui non voglio scomodare Marlon Brando, perché lui aveva altre motivazioni).

Come si può premiare “Rebecca” quale miglior film 1940 (oltre che per la fotografia) e non premiarne il Regista? Non serve altro: basta e avanza questo, per ridimensionare la credibilità dei premi.

(Una vecchia battuta diceva: Nastro d’oro, Nastro d’argento, ‘Na stronzata…).

La stella di Bud Spencer ha brillato e brillerà, eternamente, grazie al pubblico.
Lux perpetua.

(MV)

29 giugno 2016

… E l’altro piede saldamente qui, per sempre; come tutti coloro i quali – non tanti – siano stati capaci di dare ad una moltitudine di persone (in Italia e nel Mondo intero), lacerata su quasi tutto il resto in modo anche troppo animoso, un “idem sentire” ed il senso di una vera Comunità. Birra e salsicce per tutti.

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30 giugno 2016

Marco Valori ha condiviso la foto di Aldo Fittante.

MICHAEL GERARD TYSON
Brooklyn, 30 giugno 1966

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Marco Valori Dubito fortemente che in America esista la nostra medesima usanza, come scherzoso saluto di compleanno; però, nell’ipotesi, dubito ancora di più che qualcuno – non necessariamente Evander Holyfield – avrebbe mai l’ardire di tirare un orecchio a Michael Gerard “Iron Mike” Tyson.
(Soltanto Bud, avrebbe potuto).

30 GIUGNO 2016

http://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/11924820/bud-spencer–gli-insulti-sul-web-perche-si-era-candidato-con-forza-italia.html#.V3Vt0LgCYyx.google_plusone_share

Bud 1467303558135.jpg--l_ultimo_sfregio_contro_bud_spencer__perche_lo_hanno_pure_insultato
Marco Valori Ai miserabili pseudo-Vopo di questo sedicente Osservatorio modello DDR, basterà dedicare la battuta che il Nostro, finto muto con Terence portavoce, rivolgeva ad una squadraccia di teppisti nel film “I due Suoerpiedi quasi piatti”:
– HA DETTO… CHE È MOLTO MEGLIO PER VOI SE ANDATE A FARE IN CULO, E ANCHE ALLA SVELTA.


Marco Valori (aka Marco Val / valorim60)

E per un Grande Uomo come Spencer, qui dal Ducato (in senso esclusivamente Wayniano), non può che levarsi la 5ae00fcbcf8d12538aba4c254f5e6728salva di fucileria dei


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