Updated 24/06/2016, h 07.50

No EMO Day

“No IMU Day”: loro si identificano molto più nel Vampiro classico, che nell’EMO crepuscolare.

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Nel vampirismo soft di “Twilight” gli irriducibili, che ancora dissanguano gli umani, sono i Volturi: toscani (di Volterra), guarda un po’.

17 giugno 2016

“TWILIGHT” OF ITALY

In alto c’è Aro (Michael Sheen), il capo dei Volturi: millenaria ed egèmone casata di vampiri, residente a Volterra (PI), che rimane legata all’atavica tradizione di succhiare sangue umano per vivere e prosperare (sia pure da non-morti).

In basso c’è il sosia-rivale fiorentino, che ha fatto le scarpe al pisano e che nel montaggio di Panorama.it appare decisamente euforico: come se avesse in mente di affondare i canini, oltre che sull’Italia, anche su “Dark Angel” Jessica Alba; e NON a livello del collo.

ARO I-Volturi

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SPOILER ALERT, per chi non abbia visto l’intera «Twilight Saga».

I famigerati Volturi, durante l’arco narrativo della serie, si macchiano di sopraffazioni e nefandezze che l’ironia del loro capo non rende certo più tollerabili: per esempio nel secondo film, “New Moon” (girato anche a Montepulciano, simulando Volterra) attirano in trappola una comitiva di turisti e ne fanno immediato scempio (ovviamente fuori campo, dato che si tratta di un fantasy-romance e non di un autentico horror).

Arrivati all’ultimo atto della tetralogìa, “Breaking Dawn – Parte IIa” , ti aspetti che Aro ed i suoi accoliti finalmente ricevano una retribuzione proporzionata alla loro empietà; come dire, nel mio amato romanesco maccheronico (e metrica altrettanto approssimativa), che
quer gran fijo de na mignotta
paghi er fio de la su’ condotta.

Ma ciò purtroppo non accade; o meglio, senza addentrarmi in dettagli (perché est modus in rebus dovrebbe valere anche per uno spoiler annunciato), ciò non accade nel modo agognato dallo spettatore; il quale dovrebbe quindi “accontentarsi” che il Bene trionfi.
Un cazzo. Ceterum censeo Carthaginem delendam esse. Io voglio che la vicenda di “Twilight” abbia una prosecuzione, nei libri e quindi al cinema, proprio perché sia portata a compimento la vendetta sui Volturi.
Stesso desiderio già manifestato nel recente post “007 China in your hands”, riguardo a Irma Bunt: la compagna e scherana di Ernst Stavro Blofeld, colei che aveva reso vedovo James Bond sùbito dopo le nozze – quale esecutrice materiale – ed era riuscita a farla franca (almeno fino al racconto di Raymond Benson “Blast from the Past”).

Se lo schermo non sempre ha l’effetto catartico che vorresti, peraltro, in qualche occasione può capitare che sia la realtà a placare la tua sete di giustizia; o meglio ancora la realtà romanzesca del football, per quanto in sedicesimo – anche di finale – rispetto ai tempi della vera Leggenda (qui più volte ricordata, con rimpianto: quella in cui il Re era – ed è – Edson Arantes do Nascimento in arte Pelè, quella in cui l’Apòlide era István “Stefano” Nyers e lo svedese Nacka Skoglund, entrambi molto prima di Zlatan Ibrahimovic; quella in cui i tridenti offensivi erano composti dagli altri assi svedesi Gren-Nordahl-Liedholm e, un’abbondante generazione dopo, da Maradona-Giordano-Careca…).
Oggi 17 giugno, a Tolosa, l’Italia di Conte ha battuto la Svezia 1-0 con gol di Eder all’88°, malgrado chi – come Travaglio – disprezza il patriottismo della pelota: Azzurri già agli ottavi dell’Europeo – con un turno di anticipo – e scandinavi a casa, salvo possibilità di ripescaggio fra le terze classificate (perché il pari – stavolta – è garanzia di qualificazione diretta soltanto per la squadra avversaria, ovvero il Belgio).

Su Facebook avevo pubblicato – in rapida successione – le seguenti due immagini di tifosi nordici (Portogallo, 2004), accompagnate da una frase nella stessa lingua degli striscioni esibiti: “NIENTE. RESTERÀ. IMPUNITO.” e, rispettivamente, “NOTHING. WILL GO. UNPUNISHED.”
Qui preferisco che siano entrambe sormontate dall’espressione italiana, nella forma che dava titolo ad una storica rubrica del Cuore di Michele Serra: mille ringraziamenti, per questo e per gli altri “prelievi”.
A chiudere, il mio preferito tra gli eroi della Marvel (insieme con Blade, altro vampiro).

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I’m sorry for you, great Dolph Lundgren (Frank Castle, born CASTIGLIONE), but no one knows better than you that today – 06/17/16 – JUSTICE IS DONE.

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ITALIANI BRAVA GENTE, RINNEGATI PRAVA

Questo è una specie di piccolo blob (come già detto), che tutto fagocita mescolando il serio col faceto. Quindi, dopo aver sfruttato per futili motivi quell’iperbole di Cuore, è arrivato il momento di richiamare l’attenzione sui veri “crimini del dopoguerra”, o di fine-guerra. Insomma sui mostri – non certo nuovissimi – a denominazione d’origine controllata.
Di recente avevo fatto riferimento al gappista Mario Toffanin, alias “Giacca”: responsabile dell’orribile strage di Porzûs (sui partigiani bianchi non acquiescenti a Tito, nequizia del genere umano), scappò da vigliacco prima in Jugoslavia e poi in Cecoslovacchia; così evitò di scontare l’ergastolo, irrogatogli in contumacia, e dopo la grazia del partigiano-come-presidente, acquisì il diritto all’assegno dell’INPS.
Una bella storia della nostra Nazione, che fa onore al detto (ed al titolo cinematografico) “Italiani brava gente”.

Ma oggi, A.D. 2016, si-può-dare-di-più (senza essere eroi) e si può sempre fare di meglio. Per esempio conferire la “Medaglia della Liberazione” a Valentino Bortoloso, alias Teppa, glorioso sterminatore di donne e bambini nelle carceri della pulizia etno-comunista (spacciata per guerra civile, anzi resistenziale).

18 giugno 2016

Solo insignificanti “vittime collaterali”; di una Causa Giusta, Libera, Democratica ed Antifascista.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/partigiano-trucid-54-innocenti-e-governo-d-medaglia-1273039.html

Spero che un Tribunale Superiore esista davvero e che non sia così indulgente come racconta Bergoglio. “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”, dice il Vangelo: l’autentica speranza, forse poco misericordiosa ma di ciò pagherei dazio volentieri, è che esista l’Inferno.

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 19 giugno 2016

“L’ALTERNATIVA ERA FARMI PRETE”

http://www.secoloditalia.it/2015/09/don-mazzi-ne-fa-unaltra-dedica-laurea-allassassino-carabiniere/

Casi come questi della cronaca recente, in cui ministri del(la presa per il) culto fanno stomachevole apologìa dell’assassino di un Carabiniere o vomitano maligna coprolalìa contro uno Statista ammalato, gettano nuova luce sul seguente dialogo dal film “007 SPECTRE”:
(Madeleine Swann) – Why, given every other possible option, does a man choose the life of a paid assassin?
(James Bond) – Well, it was that or the priesthood.

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FUMO (PAKISTANO) DI LONDRA

In “Octopussy – Operazione Piovra” (1983) il principale avversario di James Bond era un principe afghano in esilio, di nome Kamal Khan.
Da poche settimane, un pakistano chiamato Sadiq Khan (nome da villain quant’altri mai) è sindaco di Londra.
Qualche passo indietro, prima di continuare.

14 giugno 2016

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/khan-vieta-spot-modella-bikini-accusato-integralismo-1271490.html

ALL-eluia! Finalmente una Cultura che, a noi sessisti d’Occidente, insegna il rispetto per le donne.

Altro che “Brexit”! La deriva è stata il passaggio dalla Swinging London alle Swinging Cheerleaders.

18 giugno 2016

http://www.ilgiornale.it/news/politica/se-sindaco-islamico-vieta-bikini-1272730.html

L’èra di James Bond 007 è davvero passata.
Hanno vinto Ernst Stavro Blofeld, Irma Bunt e Rosa Klebb.

Nemmeno Sadiq Khan sarà mai Winston Churchill.
Non per questo si fa venire i complessi d’inferiorità.

Magdi Cristiano Allam

17 giugno alle ore 14:00 ·

MARCELLO SARTORI – Il nuovo sindaco di Londra, un islamico, ha già iniziato la censura col silenzio dei liberal inglesi. Immaginate la guerriglia di piazza se la censura l’avesse fatta un sindaco anglicano!!

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Dear Dame Quant, please forgive him, if you can. God bless you.
(MV)

Get a life, Mayor Khan!
(Fatti un flash, anche, si sarebbe detto sotto le armi. Non ho trovato una Gif animata di Renee Somerfield, la ragazza dei manifesti londinesi che Camillo Langone ha definito “dono dell’Australia al mondo”, ma direi – senza tema di smentita – che il bikini giallo stia magnificamente anche alla modella ed attrice americana Brooklyn Decker).

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/patria-minigonna-mette-burqa-bellezza-1272703.html

LIKE A VIRGIN

20 giugno 2016

– Con tutta la simpatia e l’ammirazione, Virginia Raggi avrebbe potuto celebrare il trionfo con una frase più felice di “Abbiamo preso Roma!“.

– RaiNews24.
In 10′ il vulcanico Luigi De Magistris declina altrettante volte il suo nome.
Peccato non poterlo schierare contro l’Inghilterra.

– Clemente Mastella eletto sindaco di Benevento.
Dopo Fanfani, spetta a lui “IL RIÈCCOLO” montanelliano.
Altro che “The Revenant” Di Caprio…

– GRA 2019 (scherzo mio su Fb e G+, NON sul video di Yt)

“All’uscita dell’Aurelia c’è /
CASALOTTI-BOCCEAAAAHAHAHAHA…/
Si te pìji ‘a funivia, scavarchi er traffico; /
però ‘n vista der Natale lì ce sta Vanzina, /
a fàcce er “panettone”…
(ce sta Vanzina,
a fàcce “er panettone”)…

#JustForFun #PardonMonsieurGuzzanti

21 giugno 2016

Marco Valori ha condiviso il post di Spinoza.it.

Spinoza.it
20 giugno

Ma Renzi ha finito i giga?
[pirata21]

Non lo so, ma di sicuro non ha finito i mega.
(MV)

Marco Valori ha condiviso il post di Spinoza.it.

20 giugno

Per le strade di Torino si grida “Onestà!”. Sono i tifosi del Toro.
[foisluca84]

Quelli che, al Filadefia, contestavano l’ex-sindaco (juventino) e si beccarono un dito puntato. In alto. (MV)

– Dopo la sconfitta, Direzione nazionale del Pd anticipata al 24.
“Resa dei conti a Little China”.
Anzi: “La Notte dei Lunghi Selfie Sticks”.

– Theodore Roosevelt: “Speak softly and carry a BIG STICK”.
Obama, Renzi & Co.: Speak loudly and carry a SELFIE STICK.

Big Stick theodore_roosevelt_quote


Primo oro olimpico di Rio 2016, nell’arrampicata sugli specchi.
Per il sofisma renziano “Non è stato un voto di protesta ma di cambiamento”.

22 giugno 2016

– D’ora in poi, chi verrà ammonito per proteste avrà la tentazione di replicare:
“Io non volevo la protesta, ma il cambiamento. Dell’arbitro”.

– I moderati che si erano illusi di rottamare i Soviet, nel ’14, hanno capito che il ritorno allo Zar(r)ismo non era poi questo grande affare.

Francesco Maria Del Vigo

18 giugno alle ore 17:16 · Milano, Lombardia ·

Che delusione Vladimir. Poi dicono che è uno zar… Per una cosa del genere i suoi predecessori avrebbero immediatamente tradotto Renzi in Siberia.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/levateje-sto-telefono-renzi-san-pietroburgo-forum-economico-passa-127026.htm

Come già Alberto Sordi, anche Gigi Proietti direbbe: “E nun se fàmo sempre riconósce…!”
Nel caso specifico, non lasciamo trapelare ogni volta, e perfino al cospetto di Putin, il retropensiero da Marchese Onofrio del Grillo, ovvero – alla faccia del Cambiamento – da “Li Soprani der monno vecchio”:
– C’era una volta un Re cche ddar palazzo
Mannò ffora a li popoli st’editto:
«Iö sò io, e vvoi nun zete un cazzo…».

Nemmeno se si voglia dare l’illusione che si stia volando troppo più in alto, rispetto ad elezioni amministrative poco più che condominiali. (MV, 18/06/16)

Carlo Gallia

22 giugno · La Stampa ·

Io vi odio, tutti quanti, voi “Messi” così. Finchè esisterà un “telefono-che-telefona-e-basta”, sarà mio: non voglio rischiare di diventare come voi.

MESSI PB8LCVVE6136-kkFH-UjA73x8e37NWgOJ-1024x576@LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2016/06/22/cultura/opinioni/buongiorno/come-siamo-messi-qhreh3ET4rUQOzImuTaCIN/pagina.html

Sono d’accordo, ma almeno lorsignori Fenomeni della pelota non sono al cospetto del presidente argentino Mauricio Macri.

(Peccato, mi faceva molto più gioco Cristina Kirchner: “Non ti irrigidire per me”, come dice Cameron Diaz negli spogliatoi di Any Given Sunday).

Ad ogni modo, Mister, quando ci sembrerà che un gioco di parole sia troppo facile, come un gol a porta vuota, potremo sempre ricordare (io per primo) che questo non ha mai fermato un opinion-leader del calibro di Massimo Gramellini: da Lionel “Messi” qui sopra al neo-sindaco torinese “Appendino” (mi rifiuto di usare il vagamente irridente “sindaca”, pur fondatissimo per la Treccani; ma questa è un’altra storia) fino ai “Bond” argentini, e così chiudiamo il cerchio, riguardo ai quali egli non si risparmiò l’elementare calembour con l’Agente 007.

Una specie di “Ipse dixit” degli aristotelici, insomma. (MV, 22/06/16)

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22 giugno 2016

VIVE LA DIFFÉRENCE!

Estràpolo dal Vocabolario Treccani on-line (http://www.treccani.it/vocabolario/sindaco/):
“Pur essendo comune l’uso di «il sindaco» al maschile per indicare una donna che ricopra tale carica, si va affermando progressivamente il femminile «sindaca». Di uso solo scherzoso o ironico il femminile «sindachessa», usato per indicare la moglie di un sindaco”.

Ebbene, con tutto il rispetto che devo a specialisti glottologi cui – senza ironia – sarei forse appena degno di temperare le matite, a me sembra che anche il femminile presunto serio, «Sindaca» (effettivamente sempre più in àuge, dopo i ballottaggi del 19 giugno u.s.), trasmetta un’irridente suggestione ludica; e direi perfino un po’ lubrica, nel senso che innesca (almeno nei soggetti predisposti, com’i’ sono e fui) l’immediato richiamo alla sexy-commedia italiana degli anni ’70: il titolo più significativo, da questo punto di vsta, è «La Pretora» di Lucio Fulci, con Edwige Fenech.

Però mi rendo conto che, sulla base delle sensazioni personali, nulla può esservi da obiettare; anche perché la medesima Fonte enciclopedica, in altra pagina (http://www.treccani.it/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_547.html), suffraga la tendenza morfologica in atto con rigore argomentativo del tutto inoppugnabile:
“Chi scrive «sindaca» adopera con efficacia le risorse flessive messe tranquillamente a disposizione dalla nostra lingua: sindaco/sindaca, avvocato/avvocata, postino/postina, ecc. seguono la normale alternanza nominale di genere maschile/femminile, espressa attraverso le uscite -o e -a”.

In lingua, lo sanno tutti, già l’uso è sovrano; e di fronte alle “risorse flessive messe tranquillamente a disposizione” (sebbene tale giro di parole rafforzi le sensazioni lubriche di cui sopre), non resterebbe altro se non inchinarsi. Che dire, dunque? Quantunque io mi ritenga un bastian contrario nato, non voglio certo combattere battaglie di retroguardia, o partire lancia in resta contro i mulini a vento: gli altri continuino pure a fare i politically-correct (pseudo anti-sessisti) con le loro boldriniane desinenze di genere, io mi riferirò alle gentili signore neo-elette come al «Sindaco» di Cascina (PI), di Roma, di Torino, etc.

P.S. – Ad ogni modo, voglio proprio vedere se essi/e avranno mai il coraggio di dire e di scrivere «La Pretora».

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P.P.S.
23 giugno 2016

Lieto che già la più nota delle gentili neolette sia del mio stesso avviso:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/raggi-contro-boldrinismo-sindaca-chiamatemi-virginia-1275339.html

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AVVERTIMENTI

23 giugno 2016

– Premio «Vito Corleone» 2016 e Premio «Jacques II de Chabannes de La Palice» 2016 a quel solone che ha detto: “CHI ESCE DALL’EUROPA È FUORI”.

– Claudio Ranieri ci ha dato lustro insegnando calcio agli Inglesi.
Ma poi Renzi compra un’inserzione sul Guardian per pontificare sul Brexit.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/minacce-e-boicottaggi-dura-vita-toscana-sindaca-leghista-1274946.html
– Una bella pubblica autocritica come nei gloriosi regimi autocratici: viva il Cambiamento che avanza!
Si è visto a Torino l’effetto dei loro boicottaggi, minacce e ricatti degni di Chicago anni ’20-’30.
“Ogni lunga marcia inizia con un primo passo” (Mao Zedong).

(P.P.S. “Vive la différence!”

Lieto che già la più nota delle gentili neolette sia del mio stesso avviso:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/raggi-contro-boldrinismo-sindaca-chiamatemi-virginia-1275339.html).


24 giugno 2016

http://www.ilgiornale.it/gallery/raggi-si-affaccia-balcone-campidoglio-e-si-commuove-1275385.html

♥♥♥♥♥
Però! Ha già capito tutto di Roma.

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24 giugno 2016

FOG OVER THE STREAK (VICTORY COMPILATION)

(Oldies but Goldies)
“Nebbia sulla Manica: il Continente è isolato”.

 

Ma, soprattutto, l’auspicio di poter esclamare presto anche noi: “Pènsace tu a levàje ‘e bollicine, ché ‘a vecchia ‘nn ‘e gradisce…

SPARTACO S’È LIBERATO DA ‘A CATENA!!!”. 

Marco Val (aka valorim60)
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