Addì 6 Marzo 2016: lo stesso giorno di 180 anni fa l’ASSEDIO DI ALAMO, iniziato il 23 febbraio, perveniva al suo tragico quanto glorioso epilogo.
(Per una coincidenza, che non mi dispiace, il 23 u.s. è anche la data in cui si sono fermati gli aggiornamenti del blog: recuperò quanto prima, in una pagina successiva, la serie dei pezzetti disseminati nel frattempo sui social media).

Ma la Battaglia, per qualunque spirito libero, non finì né il 6 marzo con il “Deguello” di Santa Ana né il 21 aprile 1836 con la riscossa di San Jacinto (che dà nome, col mònito revanscista del generale Houston, al presente brogliaccio digitale).

La battaglia ideale e civile dura tutt’oggi: contro l’autocrazia della globale omologazione PC; contro l’Arabia e il Bergoglio della resa panciafichista all’islamocrazia; contro il protervo vittimismo chiagne e fotte della ginocrazia foeminazi; contro la degenerata jattanza settaria dell’omoerotocrazia, all’insegna del motto obamiano “Love Is Love” (dove “Is” NON appare solo come un predicato, anzi una copula); insomma contro la PseudoDemocrazia del PD e “cripto”-comunistume assortito (qui, su entrambe le rive del Tevere, come su quelle del Potomac), un’oligarchia antipopolare che appiccica prontamente il suffisso “-fobìa” o il prefisso “miso-” a chiunque osi contestare il suo fasullo egualitarismo ed essenziale favoritismo in relazione a ideologia, religione, sesso genotipico od orientamento erogeno.

Quindi non v’è giorno, in questa sede, che non sia consacrato alla memoria di quegli Eroi (e di tutti gli altri come loro); se oggi desidero dedicare all’Evento un omaggio specifico, nel predetto anniversario, dipende dal naturale abbinamento con la già troppo attesa celebrazione di David Robert Jones, in arte DAVID BOWIE (1947 – Forever, come sancito in copertina di Rolling Stone), mediante l’epica power ballad da lui scritta – la musica insieme con Brian Eno, storico producer degli U2 – e magistralmente interpretata: che cos’altro se non il capolavoro «HEROES», traccia epònima dell’album berlinese datato 1977, tra le mie canzoni di culto assoluto (perfetta, ad esempio, quale esaltante sigla di «Sfide»)?

DAVID BOWIE mio_west_leonardo_pieraccioni_giovanni_veronesi_008_jpg_qmhj

Potrà sembrare, al di là del celeberrimo titolo (e del mood), un accostamento temerario. Però c’è anche David Bowie nel “mio West”, ossia nel mio Pantheon personale della Frontiera sensu lato, comprensiva del Muro evocato da quel testo (oltre ad esserci ne «Il Mio West» film di Giovanni Veronesi, 1998, in cui egli impersona il carismatico villain Jack Sikora – foto sopra); in aggiunta, mi piace sottolineare che – fosse pure per mera casualità – il Thin White DUKE sovrappose il suo nome d’arte a quelli storici di due fra i “triumviri” che capeggiarono la resistenza nella Missione francescana: i comandanti delle milizie volontarie DAVID “Davy” Crockett e James “Jim” BOWIE (il comandante delle forze regolari texane era William Barret Travis).

Altrettanto importante, l’appellativo – alter ego – nobiliare ideato dal nostro Herock (crasi facile, ignoro se inedita) accomuna David Bowie a colui che l’anagrafe di Winterset, Iowa registra come Marion Robert Morrison e che tutto il mondo per sempre chiamerà John “DUKE” Wayne. (Sì, questi condivideva con la rock star inglese anche il middle name alla nascita, Robert, poi cambiato in Michael – affermava l’interessato – o Mitchell; ma l’ulteriore coincidenza è resa meno suggestiva dalla vasta diffusione di quell’antroponimo, che appunto venne dato come first name al fratello minore di Marion M. Morrison: Robert Emmet).

Una sola acclamazione, quindi, valga oggi per ambedue tali Uomini valorosi e indomabili, capaci di non darla vinta al male e alla morte, di “non arrendersi né agli uomini né alla natura” (Jimmy Stewart in «Il Pistolero / The Shootist», 1976, canto dell’aquila di John Wayne e poster-icona di questo diario online):

                                                Viva il Duca!

 

“[…] I, I can remember (I remember)
Standing, by the wall (by the wall)
And the guns, shot above our heads (over our heads)
And we kissed, as though nothing could fall (nothing could fall)
And the shame, was on the other side
Oh we can beat them, for ever and ever
Then we could be Heroes, just for one day…”

 

Marco Val (aka valorim60 )5ae00fcbcf8d12538aba4c254f5e6728

 

Pubblicato privatamente (l’ossimoro – lemma divenuto fin troppo modaiolo – si deve a WordPress) domenica 6 marzo 2016; reso accessibile – previa revisione – in data di oggi, giovedì 10 marzo.

 

Annunci