Updated 24 luglio 2015, h. 09.55 (post)

26 giugno 2015.
Da qualche parte, oltre l’arcobaleno degli United States Obamerica: Lione, Hammamet, Kuwait…
Ma chi cazzo se ne frega se l’offensiva globale dell’odio jihadista, a base coranica, miete una cinquantina di vittime innocenti nelle tre parti del Vecchio Mondo (ed in Francia l’orrore poteva essere molto più esteso)?
Sorridete, anzi esultate: #LoveWins. Grazie al pressing di Hussein Obama sulla Corte Suprema (5-4: anche il GOP ha il suo Alfano), i same-sex di ogni Stato avranno il diritto di unirsi in matrimonio, come gli ètero. Finché Isis non li separi.

In una commedia con Ernesto Calindri, di non molti anni fa, l’attor giovane Gianluca Guidi diceva che certi europei (date le circostanze, èvito di specificare) “pensano troppo al galateo per preoccuparsi della buona educazione”.
Ecco, qualcosa di simile: le anime belle pensano troppo all’etichetta del politically correct per preoccuparsi del vero umanesimo; che si fonda, anzitutto, sulla pietas.

Credo che il lobbysmo ed il conformismo gender (ma “orgoglio” de che, poi? L’orientamento affettivo, quale che sia, è forse un valore o titolo di merito per sé stesso?) non abbia mai conosciuto, anche e soprattutto da questa parte dell’Atlantico, una rappresentazione/esibizione più sfrontata e repellente di quella vista negli ultimi tragici giorni.
“Repellente” anche nel senso di controproducente, per la loro medesima causa de-generata: un tafazziano esempio di “eterogenesi dei fini” (e mai prefisso fu più calzante di “ètero-” in tale contesto).

Vale a dire, anime presunte belle, che avete dimostrato di essere insipienti quanto insensibili.
Non sorridete: gli spari sopra, anzi somewhere over the rainbow, sono anche per voi.

Sapete dove ve lo dovete mettere l’arcobaleno?

Sapete dove Dorothy

Il link del mio secondo commento qui sopra, ovviamente, rimandava alla seguente immagine:

Colored House

29 giugno 2015

SILVIA

22 luglio 2015

Se, d’ora in poi, al quesito “Sesso” ognuno sarà libero di rispondere ciò che gli aggrada, io scelgo di copiare Austin Powers:
– Sì, grazie.

24 luglio 2015

Denis Verdini ha già il colore nel nome e la prerogativa nella condotta: prima di quanto creda gli toccherà anche il Karma, del camaleonte.

Marco Val (aka valorim60)

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