Updated 29/05/2015, h. 16.00 (risposta)

Essi vivono; e vivono tra noi. Uno di loro potrebbe nascondersi anche vicino casa vostra, addirittura nel vostro condominio.
In apparenza sembrano come tutti gli altri: guardano i cartoni di Doraemon e Peppa Pig, giocano a palla o con la collezione di dinosauri, fanno merenda con pane e Nutella…
Ma, prima o poi, arriva il momento in cui ti rendi conto che l’infante presunto innocente è uno di quelli; ed allora non puoi fare a meno di sentire un brivido correrti lungo la schiena. Improvvisamente comprendi che non era un caso che le sue preferenze andassero al T-Rex.

Sùbito pensi a «Rosemary’s Baby / Fiocco rosso a New York» (o meglio fiocco nero?), di Ira Levin, portato sullo schermo da Roman Polanski nel 1968 con Mia Farrow protagonista; e soprattutto ad un altro romanzo dello stesso autore, «The Boys from Brasil / I Ragazzi venuti dal Brasile», il quale nel 1978 diventò un film di Franklin J. Schaffner con Gregory Peck e Laurence Olivier.

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Che qualcuno come il diabolico dottor Joseph Mengele (Peck), medico-capo di Auschwitz, potesse aver dato corso alla clonazione di Adolf Hitler, mentre si procedeva con la storica operazione Lebensborn di Himmler per creare la razza perfetta, dovrebbe essere solo un “parto” della fantasia?
Questo è quello che il Male assoluto, mai domo e sempre in grado di rialzare il capo, vorrebbe far credere alla gente. In fondo, la più grande astuzia del diavolo non è forse quella di instillare nelle persone lo scetticismo sulla sua esistenza?

Ed è altresì difficile pensare che non vi fosse simmetria, nell’Asse, e sinergia: insomma, è logico supporre che anche uno spregiudicato biologo italiano avesse prelevato e congelato un campione di tessuto somatico dall’augusta persona del Buonanima (certo non dai capelli) e – a tempo debito – con vari “pacchetti” di corredo cromosomico completo (anziché dimezzato come nelle cellule germinali) avesse fatto fecondare in vitro cellule-uovo preventivamente enucleate; per poi impiantare gli embrioni in altrettante giovani donne devote alla Causa, con l’obiettivo di portare a completa maturazione e “normale” sviluppo psicofisico non già una replica ma un altro originale Duce del Fascismo.

La fase 2 (scongelamento e tutto il resto) dev’essere scattata all’inizio del decennio, favorita dalla recrudescenza della nefasta ideologia; ed ecco spiegato il quattrenne di Cantù che, per colpa del padre apologista del Ventennio (il primo, perché il secondo è quello in cui ha governato il Cav, come ha ricordato Renzi), salutava romanamente col braccio destro alzato i suoi compagni d’asilo e addirittura il bidello. Questo succede quando si fa proprio l’opposto che usare lo spauracchio dell’Uomo Nero.
Grazie a Dio si sono immediatamente mobilizzati, o mobilitati che dir si voglia, gli anticorpi della sana e robusta Costituzione repubblicana (non per niente la più bella del Creato; come garantisce l’inventore della Divina Commedia che parla direttamente con Dio): le solerti autorità scolastiche hanno convocato i genitori del balilla e li hanno posti di fronte ad un aut-aut, per la di lui permanenza in istituto; mentre i celerini dell’antifascismo formato tabloid, laica bibbia che piace alla gente che piace (fino al gesuita d’Oltretevere), hanno additato il fatto alla pubblica riprovazione e non hanno neppure concesso la staliniana autocritica, reclamando l’espulsione del piccolo sovversivo senza “se” e senza “ma”.

La pericolosità sociale deriva proprio dalla temperie favorevole, la quale è un autentico brodo di coltura per “I Ragazzi venuti dalla Brianza”: vedi i consensi che sta mietendo il Matteo sbagliato, nonostante pluralistiche aggressioni e civili sputi in faccia, materiali o virtuali (“il fascismo di Salvini”, disse ieri – 26 maggio – l’inveterato paladino delle libertà civili Nichi Vendola).
Uno storico della Partemiglioredelpaese (di cui non ricordo il nome, e non avete idea di quanto ciò mi dispiaccia) aveva spiegato in aula, ed una sua diligente discepola ha riportato su Facebook, che questo è appunto il limite della democrazia: si corre il rischio di mandare al potere, attraverso regolari elezioni, criminali contro l’umanità come il capo delle camicie verdi adesso – Dio non voglia – e come il capo di quelle brune nel 1933.
Un pericolo, anzi una certezza, di autocrazia che non si corre affatto con il Matteo giusto, capace di arrivare al vertice delle istituzioni dribblando le urne nazionali meglio del Becca (e di rimanervi anche in barba all’esito del’imminente voto regionale).

SOMEONE MUST STOP THEM“. Bisogna neutralizzare in fretta il piccolo in camicia nera, anziché grembiulino rosa, e così tutti quelli come lui sparsi per lo Stivale (mai così a rischio di essere nuovamente calzato da Mussolini).
Niente di drastico, per carità, come avrebbero voluto i giovani falchi sionisti del suddetto film, contrastati – con successo – dallo stesso cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, lì ribattezzato Esra Liebermann (Olivier).
Basterà semplicemente la rieducazione sino-coreana attraverso #LaBuonaScuola, magari assumendo a sussidî didattici #LaBuonaInformazione dell’ex camerata Eugenio Scalfari, con proclamazione in classe delle sue artico-lesse domenicali, e #LaBuonaCinematografia del compagno – “mai stato comunista“, neanche in FGCI – Walter Veltroni, con ripetute proiezioni sia dell’attuale «I bambini sanno» che del precedente «Quando c’era Berlinguer». Senza sottilizzare sul fatto che quest’ultimo titolo ricordi formalmente un misconosciuto film con Paolo Villaggio e soprattutto, ad un altro livello di popolarità, il tormentone di Catenacci – Giorgio Bracardi: “Quando c’era Lui, ‘n si scherzava mica…“.
Insomma Fantozzi sui ceci, Riccardelli sugli altari.

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“V’è un obelisco che Lo attende, su’ Colli fatali / ed innùmeri, zelanti, lucidatori di stivali.” (MV)

E, contemporaneamente, bisogna combattere l’islamofobia di chi (a Terni) ha denunciato il fatto che una scolara dodicenne sia stata selvaggiamente percossa da un compagno di classe, senegalese appena “ricongiunto”, per il Simbolo che ella portava al collo e che – con provocatoria pertinacia – non aveva accettato di togliere.
E, altrettanto contemporaneamente, bisogna combattere l’omotransofobia di chi (in Emilia) fece revocare un programma vòlto ad abbattere gli schemi di genere precostituiti, fin dalla scuola materna, invitando ciascun bimbo ad un gioco di camuffamento nei panni dell’altro sesso. Altrimenti i fanciulli diventeranno come gli adulti fallocrati, che amano solo il travestimento a scopo erotico della donna-oggetto: Kim Basinger in completo maschile («9 settimane e 1/2») e Andreína Fiallo con la “maglia” del marito (copertina di SoHo).

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Insomma bisogna allinearsi all’Irlanda, verde sì ma nel senso giusto; dove la copertina dell’ultimo U2 ha contribuito a dare i frutti referendarî, a favore delle unioni “same-sex”, che essa con tutta evidenza auspicava (a colpo d’occhio, nonostante il paravento del legame padre-figlio).
Ora il titolo «Sunday Bloody Sunday» non èvoca tanto una repressione (quella cruenta nell’Ulster, 30 gennaio 1972, cui si riferisce il glorioso inno di Bono Vox & C.), ma al contrario una de-repressione: la libera effusione labiale fra due persone entrambe portatrici di cromosoma Y, come nell’omonimo film ’71 – che tanto scandalo aveva fatto – di John Schlesinger (tra l’altro autore anche di «The Marathon Man» – 1976, dove era toccato a Larry Olivier – curiosamente – impersonare un criminale nazista).

Tornando a Cantù, sarebbe pure il caso che la sua squadra di basket, e così per ogni altra città, facesse esercitare i giocatori nei tiri liberi con il braccio sinistro; onde evitare che gli scatti fotografici successivi al rilascio del pallone abbiano ad assumere un’aria equivoca. Il diavolo è nei dettagli.

Capitan Infante dell’Angelico Biella:

Luca Infante, capitano dell’Angelico Biella (A2 Gold)

(Non sono riuscito a trovare un’immagine di Valentina Vignali e, comunque, mettere qui una gnocca da urlo solo perché gioca a pallacanestro sarebbe stata una scelta pretestuosa e sempre fallocratica).

P.S. – Fuor di esercizio sarcastico: ma la mamma dei fessi (e degli stronzi)… giocare qualche volta a sudoku, no eh? Troppo cerebrale, vero?
Ma soprattutto, proprio lei deve continuare ad essere ètero (e comportarsi da etèra)?!

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Ringraziamenti e scuse al dottor Paolo Granzotto, per aver preso spunto da un suo mirabile “corsivo”:
http://www.ilgiornale.it/news/politica/saluto-romano-bimbo-scatena-repubblica-1127889.html

E grazie al Giornale.it anche per la foto della Señora Guarín:
http://contropiede.ilgiornale.it/il-pagellone-dellinutilita-47/

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15 maggio 2015

– Al mondo può capitare che cambi Hannah Montana, e a tal punto da farsi una canna in topless.
Ma un comunista, o cattocomunista, rimane tale.

– “Le assunzioni si faranno”.
Secondo me, le hanno già fatte; ed anche di prima qualità.
Oppure non si spiegherebbe tanta euforia, sul niente.

18 maggio 2015

– Ai pensionati un contentino da 500 euro, circa un milione di lire.
Come se ognuno di loro portasse scritto, in fronte, “Signor Bonaventura”.

19 maggio 2015

: molto discussi “i superpoteri del nuovo preside” (un Tg RAI dell’altro ieri).
Credo di sapere quale sarà il più utilizzato.

21 maggio 2015

– “Non si speculi sul terrorismo”.
Le campagne elettorali si fanno sui piaceri privati del singolo, mica sui pericoli pubblici per la Nazione.

22 maggio 2015

– “Non ci sono terroristi sui barconi”.
Gli unici boat-people di cui diffidare erano quelli in fuga dai paradisi comunisti di Indocina o Cuba.

24 maggio 2015

– “S’i fosse” irlandese, dopo il referendum che ha sancito le unioni same-sex, rispetterei il volere della maggioranza.
Però senza inchinarmi.

26 maggio 2015

– E voi credereste all’onestà, almeno contabile, di uno che addossa al principale avversario oltre il doppio degli effettivi anni di governo?!

– Gli unici organi costituzionali in cui tuttora io perseveri a credere sono quelli preposti, in primo luogo, alla funzione dell’allattamento.

27 maggio 2015

  • Mia madre a me, guardando il dépliant Coop:
    – C’è anche il “tonno pescato a canna”. È più buono?
    – Non saprei. Ma forse si divertono di più.

Marco Val (aka valorim60)

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