– Updated 14 maggio 2015, h.11.20

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Dove eravamo rimasti? (Un passo indietro, come nelle strisce americane).

01 maggio 2015

“Se volete un premier che faccia melina, trovatevene un altro”.
Ma se vi sta bene uno che fa il torello, per spocchia, tenetevi stretto lui.

– Se volete un premier “temporeggiatore“, lo storico «Cunctator», trovatevene un altro.
Ma se vi sta bene un «Dictator», tenetevi stretto lui.

– Renzi non vuol essere un “temporeggiatore“, come Quinto Fabio Massimo «Cunctator»: piuttosto si crede un Massimo Decimo Meridio «Gladiator».

02 maggio 2015

– Esecrazione per i nuovi barbari, che hanno devastato Milano.
Biasimo per chi non li fa contrastare, pur trattando Expo 2015 da Olympia 1936.

“Per i signori del «Non ce la possiamo fare», questa è la nostra risposta!”.
E si guardino «Il trionfo della volontà», di Leni Riefenstahl.

“Per i signori del «Non ce la possiamo fare», questa è la nostra risposta!”. «Oppositori = disfattisti» sarebbe il Domani che comincia oggi?

– Renzi come Ramsey, di F&F7: “La vita è binaria: 0 o 1”.
O sei un adulatore del Numero 1 o sei uno zero, nemico del popolo e del Cambiamento.

– “Oggi comincia il domani“. Qualcuno gli dica che “Immagina. Puoi” e «Tomorrowland – Il Mondo del Domani» funzionano solo con George Clooney.

– Ancora fermi all’antico “πάντα ῥεῖ = tutto scorre“?
Il premier all’Expo: “Oggi comincia il domani”.
Ed Eraclito gli fa una sega, a due mani.

– Il premier all’Expo: “Oggi comincia il domani“.
Mancava solo la MBK, con cambio Shimano.

– Qualcuno spieghi a Renzi che vestire Armani – come Kevin Costner nel film – non basta a farne il nuovo Eliot Ness, capo degli «Intoccabili».

– Eh, già: “quei bravi ragazzi” dei black bloc non sono paragonabili agli insorti di Budapest nel 1956.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/napolitano-ieri-giornata-bellissima-i-media-capovolgono-real-1123105.html

– Secondo Napolitano, le cronache sull’Expo hanno capovolto la realtà di una bella giornata.
Era “Paradise City”, non “Welcome to the Jungle”.

– Vorrei poter dire la medesima cosa anche riguardo ad altri “rottamatori”, degli istituti democratici.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-giorno-quattro-teppistelli-non-rovineranno-expo-1123104.html

– Alienati criminali che infuriano per le strade, seminando distruzione al loro passaggio…
«Mad Max – Fury Road»? No: Milano, apertura Expo.

– La Festa della Mamma (10/05) ha già un simbolo: la signora di Baltimora che prese a sberle il figlio black bloc, per toglierlo dalla strada.

– Quei criminali, o complici, che usano l’acronimo Acab (senza “h”: All Cops etc.) non sono altro che miserabili Teste di Dick (senza “Moby”).

03 maggio 2015

  • Renzi, apertura Expo: “Oggi comincia il Domani”.
    Lievemente distopico, in verità.
    Dove sono le chiavi della DeLorean?

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“Strumenti ciechi d’occhiuta rapina” erano i soldati asburgici in «Sant’Ambrogio» del Giusti.
I black bloc sono solo criminali, vigliacchi.

– Ricordo agli immèmori che anni fa qualcuno (Guido Rossi) aveva detto “Non possiamo consegnare Milano ai lanzichenecchi“, intendendo la Lega.

– Ma chi vaneggia di black bloc eterodiretti, o infiltrati da provocatori, sarà altrettanto dietrologo con chi gli tromba la moglie/fidanzata?

– Derubricare i vili atti di violenza e vandalismo, ad intemperanze di meri “idioti”, non sarà forse connivenza ma di certo è favoreggiamento.

– Quando twittai “EXPO = Ex Politburo”, avevo il dubbio che fosse una forzatura.
Sentiti Renzi e Napolitano, ammetto che lo era: per difetto.

– Venerdì 01/05/2015: assisto ad una serrata caccia da parte della polizia.
Non è l’Expo, infatti, ma l’Uci: «Run all night» con Liam Neeson.

– Se “tamarro” significa uno come Vin Diesel in «F&F» o – per sua stessa ammissione – come Maurito Icardi dell’Inter, allora evviva i tamarri.

04 maggio 2015

– “Salveremo l’Italia tutti insieme“.
Dopo Blair e De Gasperi, ora si crede Bill Pullman, presidente-pilota (da caccia) in «Independence Day».

– Renzi persevera a definirci “Gufi”.
Ma sappia che l’autore del film è lo stesso di “300”, sugli eroi delle Termopili.

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Buona Geometria

05 maggio 2015

– Ma quale #Italicum d’Egitto?! Con una maggioranza così oligarchica dovrebbe essere chiamato “Pontassievum” o, meglio ancora, “Matteorellum”.

– #LaBuonaIgiene: – It’s good to be Chew! (Pic 4/15).
http://ikwiz.com/list.asp?articleid=12756&id=326&name=15+Super+Hot+Star+Wars+Fan+Pics

06 maggio 2015

 c’è già: è quella, meritata vincitrice del concorso per l’Expo, che ha come preside la madre del ministro Maria Elena Boschi.

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“L’EXPOSIZIONISTA”

(I miei sono post-in-progress, contenitori nei quali riverso buona parte di quello che scribacchio in giro. Nel seguente caso, ho deciso di incorporarvi la lunga risposta ad un commento che il mio Omonimo interlocutore aveva pubblicato ieri, qui in calce).

Onestamente, dear Sundance, non vedo sostanziali divergenze di pensiero o di sentimento (che peraltro, fatti salvi i famosi Principî, continuerei a definire una laica benedizione).
Non disconosco – al netto di quanto tu stesso hai elencato – il valore e la portata di un evento quale Expo 2015, né apertis verbis né fra le righe dei miei tweet.
Negare l’effettiva esistenza dei “disfattisti”, poi, sarebbe negare l’evidenza più cristallina: essi vivono e sempre ci saranno, in buona fede o meno, per qualsivoglia grande opera si attui o si progetti, dal Mose della Laguna al vagheggiato Ponte di Messina.

Quello che proprio non digerisco, e che mi induce ad usare lo sfogo su internet come una sorta di alka-seltzer, sono essenzialmente tre cose:

1) Matteo Renzi, al di là dei riconoscimenti protocollari ai veri promotori, sta cercando di intestarsi una “intrapresa” – così la definirebbe il Cav – che era già stabilita e per gran parte realizzata, all’epoca del suo Provvidenziale Avvento nella stanza dei bottoni.
Il 1° maggio a Milano, anziché un sobrio intervento isituzionale da statista (come ha fatto il presidente Mattarella, lasciato a Roma per glorificare l’emerito predecessore), tenne un comizio da imbonitore capo-partito né più né meno che se avesse parlato dal palco di Bologna, Festa dell’Unità (non sono certo il primo ad osservarlo).

2) Matteo Renzi brandisce la categoria del disfattismo anti-italiano, in modo improprio e tendenzioso (con auliche varianti quali “gufi” e “sciacalli”, “palude” e “rosiconi”), contro qualunque tentativo – legittimo e doveroso – di contrastarne la proterva azione autocratica e liberticida, vedi siluramento di Ferruccio de Bortoli (che, nel lasciare Via Solferino, lo ha definito – sin troppo generosamente – “un arrogante di talento”)

3) Matteo Renzi, di fronte a letterali “sfascisti” (e rottamatori) contro quell’Esposizione di cui egli si è indebitamente appropriato, che cosa ha fatto? Quello che facevano le stelle (perché tale si ritiene, ed Alfano con lui) di Archibald Joseph Cronin.
Nella sua piacioneria, l’usurpatore si è ben guardato dall’usare non dirò il pugno di ferro, ma semplicemente il pugno (invece delle carezze), contro le criminali squadracce di maramaldi e vandali che hanno imperversato per le strade della – più che mai – Capitale economica.
“Quattro teppistelli figli di papà non rovineranno Expo” lo ripeta all’agente di polizia che aveva subìto un vile pestaggio o all’altro che una molotov aveva trasformato in una torcia umana (e che poi hanno promosso, per metterci una pezza); oppure ai cittadini che si sono visti distruggere i loro beni col ferro e col fuoco dei nuovi barbari, travisati come Isis e KKK.
La bella e brava Paola Bacchiddu è una libera giornalista di sinistra, da tempo milanese d’adozione, di cui parlai molto un anno fa e di cui seguo la pagina Facebook. Ecco, in proposito, un suo lapidario status:

Paola su no-expo

Viva l’Expo 2015, in galera i “no-Expo” violenti (passando per l’infermeria) ed a casa l’Exposizionista – o Esibizionista che dir si voglia – di Futureworld.
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“Possono mandarmi a casa, ma non mi fermeranno!”.
E dìtegli che il ruolo di Terminator se l’è già ripreso l’ex-governatore della California!

– Da Facebook, oggi:

Renzi Avengers

Soccorso Azzurro
07 maggio 2015

– Dare il via, trionfalisticamente, ad un’Esposizione universale e poi citare a lesivo sproposito uno dei brand mondiali più prestigiosi. Olé!

– Ma che poi, se vili violenti antisistema sfoggiano orologi di lusso, il ridicolo dell’incoerenza rende i loro atti meno dannosi e criminosi?

– Tale reazione potrebbe essere determinante per scatenare un effetto-domino in tutte le altre regioni.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/gad-sulla-val-daosta-non-vado-vacanza-chi-rifiuta-i-profughi-1125273.html

– Di Scalfari apprezzo la crasi “democratura”.
Ovvero un incrocio fra “democrazia” e “dittatura”.
Con la prima che non si è fermata allo stop.

– Del regista Sorrentino, dopo “La Grande Bellezza”, presto uscirà “Youth – La Giovinezza”.
Manca “La Primavera” ed il refrain sarà completo.

– Non sono proprio un fan di Sorrentino, ma l’appeal di Michael Caine e di Harvey Keitel è semplicemente irresistibile.

YOUTH

08 maggio 2015

– Ricordando quella foto cheek-to-cheek, Obama comincerebbe mettendo sotto una texana: Beyoncé Knowles.
http://www.ilgiornale.it/news/weird-news/chuck-norris-contro-obama-vuole-sottomettere-texas-1125648.html

– Princess Boschi si crede sul Trono di Spade; ma di Damocle; e incombenti sul capo di chi osi opporsi.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/gasparri-chiama-boschi-principessa-sul-pisello-1125811.html

08 maggio 2015

– C’è il finto-cinico, Bogey in «Casablanca», che dice: “Io credo in una sola causa: me stesso”.
E c’è il caso opposto, Renzi a Palazzo Chigi.

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“All’improvviso uno sconosciuto: il Plurale (-ismo)”

Questo commento aveva preso spunto – per non dire pretesto – da una frase del Dottordivago, nel suo penultimo post “L’età del moonwalking 4” (del 30/04/2015) su “Il Panda deve morire“. L’avevo vergato con carta e penna, a tamburo battente, ma poi ero rimasto indeciso se pubblicarlo in quella sede o no: un virulento off-topic politico non mi sembrava rispettoso di quanto, recentemente, il nostro Blogger di riferimento aveva ribadito circa una sopravvenuta repulsione verso l’attualità.
Ancor meno mi sembrerebbe rispettoso quest’oggi, dopo aver appreso dal nuovo post il quadro dettagliato e aggiornato delle sue vicissitudini familiari; che finora, anche seguendo Carlo Gallia su Facebook, avevo solo parzialmente intuìto e che la fluente – nonché brillante – ripresa dell’attività internettiana lasciava supporre in una fase ben diversa.
Quindi, a malincuore (in ogni senso), mi sono risolto a pubblicare qui nella dépendance.


Mi aggancio ad una frase, Doc, che hai buttato lì quasi incidentalmente:
«Comunicazione di servizio: mi ostino ad usare “euri” perchè gli euro, quando sono tanti o spesi male o palesemente rubati, diventano “euri”».
Pur essendomi adeguato all’uso corrente, linguisticamente non posso che essere d’accordo con te; ma lo sono proprio in senso assoluto: il plurale di “Euro” dovrebbe sempre avere la “i”, così come francesi e spagnoli – qualcuna giusta ne fanno pure loro –  vi aggiungono sempre la “s” (stessa morfologia grammaticale di “dollaro”, insomma).
Il brillante Gianni Granzotto, uno tra i fondatori del Giornale montanelliano ed oggi curatore di un dialogo con i lettori, non transige su questo; e fa benissimo.

A me piace – si fa per dire – cogliere in tutto ciò un “velen dell’argomento“.
In uno dei primi scambi dialettici sul Panda (con te e con Marco), ricordammo che sono invariabili nel numero quei sostantivi di origine straniera ormai assimilati dal nostro vocabolario. E sono una moltitudine: test, sport, steward, hostess, film, pool, detective, bluff, killer, premier, escort…
Ecco perché anche ad Euro si addice l’invariabilità, dal singolare al plurale: non ha niente di autoctono, ma è un lemma “coniato” all’estero e di fatto introdotto qui a forza – per supina accettazione – come la pseudovaluta che sta ad indicare.
Nel decidere il tasso di cambio, il nostro giocondo premier di allora – impositore dell’odiosa eurotassa – contò meno di un cazzo, sostanzialmente avallando il passaggio da lira a DM (sotto falso nome). Che in questo caso, purtroppo, non è la sigla di Depeche Mode (ovvero “moda economica”), bensì di Deutsche Mark.
Non dimentichiamo poi lo scippo delle lire tuttora detenute dai cittadini, all’inizio del decennio: nelle filiali della Banca d’Italia avrebbero dovuto essere convertibili fino al febbraio 2012, ma un decreto finanziario del 5 dicembre 2011 le mise definitivamente fuori corso, senza preavviso, ponendo i risparmiatori – legittimamente – ritardatari di fronte al cosiddetto fatto compiuto o meglio di fronte ad un misfatto ormai perpetrato. Noi di famiglia avevamo in casa un residuo modestissimo (quasi tutte monete, ad eventuale scopo numismatico), però la mia coscienza civile ne fa una questione di principio e quella sociale non ignora chi fu depredato in misura consistente. Grazie, Sua Sobrietà di staminchia.

E naturalmente chi – come il Matteo sbagliato, Salvini – prova a denunciare lo sporco intrallazzo, anche sparandole grosse (“crimine contro l’umanità”), viene stigmatizzato quale anti-europeista e dunque nemico del popolo. Nel – vano – tentativo di tacitare lui e di indurre tutti a “godersi il silenzio“, dell’acquiescenza a Sua Maestà DM.

VIVA LA LIRA, ABBASSO IL DELIRIO.

10 maggio 2015

– La Boschi ha detto che loro “sono aperti al confronto”.
Purché all’americana e con tutti gli altri dalla parte sbagliata del falso specchio.

11 maggio 2015

– Dopo Obama a Panama, Renzi a Roma.
Per l’occasione, posso ripetere che l’osannato autocrate era visibilmente soddisfatto.
Raul Castro, pure.

13 maggio 2015

– Le democratiche Boschi e Boldrini l’avrebbero fatta chiudere tipo «Operazione Sottoveste»:
– Abbottónati la Virginia!
http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2015/05/12/virginia-raffaele-satira-perfino-sexy/#.VVMKTX4Oh2I.twitter

– In cinema e scuole c’è «I bambini sanno» di Veltroni, e un quattrenne di Cantù fa il saluto romano all’asilo? Questa è mancanza di rispetto!

14 maggio 2015

– Renzi spiega alla lavagna, come Indy nei “Predatori” (appunto); le masse ed i media seguono, in estatica ammirazione:

I LOVE  YOU vlcsnap-2015-05-14-08h40m00s37

Marco Val (aka valorim60)

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