Updated 01 maggio 2015, h. 14.15 (Social)
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“Real Social”

 

17 aprile 2015

Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza:
nel Renzismo è la salvezza
della nostra Libertà.
Per Matteo e la Boldrini eja eja AllahAllah!

 

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– Io raderei pure il Colosseo, per umana e civile pietas verso tutti i Cristiani condannati ad bestias.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/laura-boldrini-cancellate-scritta-dux-1117495.html

– L’Italia una “Bella addormentata“?
E lui parafrasi maschile, pseudo-machiavellica, di quella viziata Principessa che NON riusciva a dormire.

18 aprile 2015

– Chi esalta le epurazioni comuniste, di settant’anni fa, poteva riconoscere e condannare quelle islamiste su di un barcone, ai giorni nostri?

– Vero: “Le equiparazioni sono pericolose“.
Solo una parte, settant’anni fa, si batteva perché l’Italia non diventasse provincia di un impero.

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Dal mio Omonimo interlocutore principale, in altra sede, appresi ieri una tristissima notizia.
L’appassionante narrazione orale di «Tutto il Calcio minuto per minuto» (e mi preme sottolineare “Tutto”) aveva in Livio Forma uno degi aèdi più valenti e popolari: il suo tempo terreno si è fermato a settantadue anni, per colpa dello stramaledetto «Grande C» (com’era esattamente accaduto anche a colui che, fin dallo header, domina queste pagine).
Ti sia lieve la terra” è il classico saluto breriano che viene sùbito in mente.
Però Alamo, attingendo dal sito della Stampa – Aosta, vuole tributare a Livio il suo “Presente!” anche in questo modo:

http://www.lastampa.it/2015/04/16/edizioni/aosta/addio-a-livio-forma-voce-del-calcio-italiano-1MtIhhRWnemmnJzEBxRPCN/pagina.html
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– Invenzioni, come quando D’Artagnan motiva i tre duelli con “divergenze su un passo di Sant’Agostino“?
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/monsignore-boldrini-cristiani-uccisi-dai-musulmani-non-1117683.html

19 aprile 2015

– Scritta dietro a Renzi: “Bella l’Italia che riparte”.
Ma ci tocca veder ripartire lui: fra amici, amici degli amici e manutengoli assortiti.

– Dato che il Renzismo partì dalla Leopolda, per dare impulso al Passerismo occorrerebbe la stazione ferroviaria di qualche Granduca Bernardo.

– Cantata nel ’77 dai DSE, realizzata oggi da (ex) DS & C.

“Per radio e per televisione stato in crisi / scioperi a ripetizione
Ma cosa succede / che gran confusione
Le tasse, il bollo, l’I.V.A., la carne congelata
Rapine, furti a domicilio / ma siamo il Paese più bello del mondo
Lavorare, ogni sciopero a che vale / ma si va, per chi… perché…
Allah Allah è sceso giù in città / le mani al cielo e Allah ci aiuterà
Allah Allah, la Lira se ne va / in tutto il mondo c’è sete di petrolio
E questa sera amico mio per far l’amore al caldo / stringimi più forte
Ma non ti scordare / accendi la stufa
La paga che mi dài finisce a metà mese / la pizza, il cine, l’Inter-Milan
ma siamo il Paese più bello del mondo
Lavorare, ogni sciopero a che vale / ma si va, per chi… perché…
Allah Allah è sceso giù in città / benzina, diesel e supercarburante
Allah Allah in tutto il mondo c’è sete di petrolio
Allah Allah, Allah e così sia / ridàcci oggi il pieno quotidiano…”

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20 aprile 2015

“VIVA LA RESISTENZA. DI ALAMO”

Sempre tornando dall’edicola (come quando vidi la donna velata col piccolo nell’automobilina), però stavolta a piedi e munito di cellulare, giorni fa mi imbattei nel sottostante volantino politico, che – come si intuisce – era attaccato ad un lampione; e già questo non è il massimo della regolarità, in materia di affissioni, ma tanto è risaputo che qui in Toscana (a parte qualche enclave liberaldemocatica, più o meno stabile) i comunisti e derivati fanno – da settant’anni – il cazzo che vogliono.
Come peraltro è graficamente dimostrato dall’inopportuna quanto simmetrica presenza su un avviso di partito = associazione privata, in alto a sinistra, di un simbolo istituzionale qual è lo stemma del Comune (senza considerarne qui la simbologia, tra soviet e sharia, che già avevo stigmatizzato mesi fa:
https://valorim60.wordpress.com/2014/10/17/4/).

Naturalmente ho cancellato con Paint i nominativi degli appartenenti a quello che Guareschi avrebbe definito “lo stato maggiore dei rossi” (a cominciare dal leader che – sempre fuori luogo – viene presentato nella sua pubblica veste di sindaco), non tanto perché ora questo blog sia captabile dai radar di Google e perché io tenga famiglia, quanto perché mi piaceva troppo rinverdire i fasti della Lista Mitrokhin, allorché “l’uomo che sussurrava ad Hamas” (così lo ribattezzai sul Panda) volle adire le vie legali contro Forattini, per avergli fatto la caricatura nell’atto di sbianchettare la Lista medesima, e reclamò da lui un devastante risarcimento da tre miliardi di lire (richiesta poi finita, ovviamente, nella bolla di sapone – eufemismo – che essa meritava).

Ma qual è il motivo specifico che mi ha indotto a fotografare quel capolavoro di comunicazione politica vecchio stile, da far invidia a Giuseppe Bottazzi detto Peppone, “che quando poteva prendere questi contatti diretti col popolo, si sentiva – pure essendo a piedi – come l’imperatore Traiano che fermava il cavallo per parlare con la vedovella“? Naturalmente è l’evidenza data, in caratteri scarlatti, a quanto per la grammatica-sintassi è «complemento di compagnia» (introdotto dalla congiunzione “insieme a”) e per la morfologia pronome di prima persona plurale.
Dettaglio ulteriormente rivelatore, se mai ve ne fosse bisogno; perché Ennio Flaiano è da quel dì che aveva individuato “due tipi di fascismo: il fascismo e l’antifascismo“.
Poco importa che quest’ultimo sia in stile Boldrini o in stile Orfini; cioè che pretenda una rimozione coatta – nei due sensi: “damnatio memoriae” è troppo onore – da attuare sulle vestigia del nostro passato, oppure che ad essa si opponga sfoggiando la forza tranquilla e magnanima dei «giusti», baciati in fronte dalla Storia patria non meno che da quella universale. (In proposito, aggiungo a posteriori – ed a piè di pagina – un’altra perla di manifesto che ho trovato, sempre oggi, su Facebook).
Insomma, parafrasando un po’, il mio flash davanti al lampione fu:

A chi la facoltà di decidere? A NOI!

VOLANTINO A NOI Foto0030 - Copy

MAO ZEDONG

– Chi dissente verrà sostituito.
Non bastasse, il capo minaccerà di andarsene; che in questo caso significa di per sé portare via il pallone.

– Nel segno dello zio Iosif: “Dato che non posso avere la maggioranza, mi accontenterò dell’unanimità”.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-si-sbarazza-dei-10-dissidenti-1118681.html

21 aprile 2015

– La rimozione dei dieci dissidenti Pd è “solo temporanea”.
Quando saranno allineati, o ininfluenti, torneranno al loro posto in commissione.

– Quelli che gridano allo sciacallaggio, per le critiche sulla gestione dei migranti, sono gli stessi che imputarono alla destra un terremoto.

22 aprile 2015

– La regista delle purghe: “Scarsa dimestichezza con le regole”.
Siamo sgovernati da uno che si crede Blair e da una che si crede la Thatcher.

– A Palazzo Chigi ci vorrebbe un personaggio un po’ più sobrio, più misurato.
Per esempio, qualcuno come l’attuale presidente della Sampdoria.

23 aprile 2015

– Renzi, guarda caso, continua a stigmatizzare l’altro-da-sé come “la palude”.
Qualcosa da bonificare, da “redimere”, come già l’Agro Pontino.

– Confido poco su minoranza dem e opposizione forzista.
Un’offensiva del Tet che finirà con una pace tête-à-tête.
All’insegna del “do ut des”.

– Chi, il capobranco di quelle jene che irrisero Moro in camicia, alla mercé degli assassini comunisti?
http://www.ilgiornale.it/news/politica/linsulto-pro-scafisti-vauro-choc-sul-fatto-1119532.html

25 aprile 2015 – San Marco Evangelista

– Oggi è San Marco (Evangelista): augurî a tutti coloro che si chiamano così ed a tutti i míliti dell’Omonimo Battaglione. Due in particolare.

Nell’imminente “MAD MAX – Fury Road” ci saranno attrici-supermodel quali Charlize Theron e Megan Gale.
Titolo alternativo: “MAD MAX FACTOR”.

– Il premier: “Non voglio la poltona aggrappata alle terga”.
Che immagine da incubo! Dovremmo chiamare padre Amorth; per la poltrona, intendo.

SAN MARCO

Sudafrica

27 aprile 2015

Quanto segue era in origine la parte centrale del commento che, ieri mattina, avevo scritto per il nuovo post del Dottordivago “L’Età del moonwalking 2”: un maggior senso della misura, in confronto al passato, mi ha indotto oggi a non pubblicarla su “Il Panda deve morire” – come seconda di tre frazioni – bensì a dirottarla qui sul mio blog (più che mai avente funzione di dépendance).
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Riguardo al disegno renziano di “attirare in Italia gli investimenti stranieri“, dear Doctor, mi viene in mente una battuta o meglio – in tema di ossimori – una seria amenità di Fidèl Castro; che (parlandone come da giovane e sano) detesto con tutte le mie forze, al pari del fratello-vicario slinguazzatosi con Obama a Panama, ma che almeno in quell’occasione si dimostrò brillante.
Il Lìder Maximo, credo una trentina d’anni fa, esortò le imprese straniere ad investire di preferenza nella sua Isola, sostenute da questa certezza: “A Cuba non avete il rischio che possa scoppiare una rivoluzione socilalista“.
Ecco, appunto.

Ad ogni modo, riguardo a tigri e tigrotti asiatici – magari di area comunista o islamista – che si comprano i nostri brand, come li definirebbe Lapo, sai che la mia assenza di gradimento (fatto salvo il libero mercato) si riferisce soprattutto all’àmbito calcistico, nel quale io – da irriducibile – continuo a sognare qualcosa di autoctono e di autarchico, tendenza Atletico Bilbao (tutti giocatori baschi, almeno di origine, o comunque provenienti da quel vivaio): la “scalata” orientale mi dispiacerebbe per il Milan quanto mi dispiacque per l’Inter e financo per il Manchester City.
Nel caso specifico sembrasti concordare, Doc, visto che sulla mia pagina Facebook – dove parlavo del club rossonero a rischio Bee – tu rivendicasti la vostra continuità sabauda (“Eh, le squadre milanesi sono sempre più avanti. Noi, gretti juventini, saremo sempre piemontesi…”) e, sùbito dopo, ritoccasti il commento per chiuderlo con un trionfale “SALVE, PIEMONTE“: il tutto non aveva un’aria troppo auto-ironica.

Ma è un calcio malato“, ripeteva Walter Fontana a Mai Dire Gol, per canzonare una tipica formula di noi presunte cassandre.
Ed è un calcio malato a livello europeo, nonostante  il salutismo tirannico e fregnone che estese il divieto di fumare perfino ad uno spazio aperto qual è lo stadio (con multa UEFA a Walter Mazzarri, allora tecnico della Reggina).
Ed è un calcio malato a livello planetario: altrimenti fra sette anni, non avremmo una FIFA World Cup allietata dal suono delle zampogne – finale il 18 dicembre – perché si sono accorti che d’estate, nel Qatar (clamoroso al Cibali), per lessare un uovo basta toglierlo dal frigorifero.
Con ciò non volevo usurpare la divagata ®, bensì proprio attenermi al titolo: il football di oggi dà l’illusione di avanzare a grandi passi, ma non è che un altro colossale esempio della tua metafora jacksoniana.

28 aprile 2015

– Ennesima predica anti-FI, dal pulpito di Don Boschi: “La coerenza non è un optional”.
Quando lo diventi, va piuttosto denominata «coeRenzi».

– Niente “Abbonato, alza la testa“, oggi: solo quanto, in àmbito calcistico, aveva detto José Mourinho.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-giornalisti-servili-matteo-che-nessuno-chiama-lecchini-1121485.html

Errata: “testa” – Còrrige: “voce” (le parole sono importanti, sentenziava il loro guru; e dunque mantengo pure la versione con “testa”, per l’icastico sottinteso ispirato da Buttafuoco).

– Ma niente “Abbonato alza la voce“, ora: solo quanto (in àmbito calcistico) aveva detto José Mourinho.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-giornalisti-servili-matteo-che-nessuno-chiama-lecchini-1121485.html

29 aprile 2015

– Squaletto che mi fa empatizzare coi “Dinosauri”.
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11783495/Pansa–lo-squaletto-Renzi-e.html#.VUCXmbqIN2I.twitter

30 aprile 2015

– Gli ideali di «Fast & Furious», famiglia allargata e carburante arricchito, si possono condensare nell’espressione “inter NOS familiariter”.

– Da Facebook:

QELSI - No Bindi

01 maggio 2015

– “Se volete un premier che faccia melina, trovatevene un altro”.
Ma se vi sta bene uno che fa il torello, per spocchia, tenetevi stretto lui.

– Se volete un premier “temporeggiatore”, lo storico «Cunctator», trovatevene un altro.
Ma se vi sta bene un «Dictator», tenetevi stretto lui.

– Renzi non vuol essere un “temporeggiatore”, come Quinto Fabio Massimo «Cunctator»: piuttosto si crede un Massimo Decimo Meridio «Gladiator».

 

Marco Val (aka valorim60)5ae00fcbcf8d12538aba4c254f5e6728

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