Updated 15 aprile 2015, h. 11.45 (Bonus-social)

1460220_224229597755837_1689038350_n THE SHOOTIST 

I LIKE LIKUD!
Hurrah per Netanyahu, trionfatore nel voto israeliano!
Hurrah per Benjamin! (Come Franklin, padre fondatore della libera America).
Hurrah per Big Ben! (Mi rifiuto di chiamarlo Bibi – come l’attrice di Bergman – e preferisco l’omonimia con la famosissima Torre, nel senso di dare a tutti il segnale che “l’ora batte”; anche se sono consapevole che Pippo Franco, al Bagaglino, soggiunse “… come le nigeriane!“).

Coraggio. Intanto il leader del mondo libero ha compiuto una vera impresa e rivinto le elezioni. Che Dio ce lo conservi“. Così il mio benemerito interlocutore (commentando ieri il precedente post), al quale rispondevo:
Ciao, Marco […]
Sì, il Big Ben ha compiuto un’impresa davvero gloriosa e galvanizzante, cui volevo già dedicare almeno un tweet; ma per ora mi è venuto in mente solo uno slogan piuttosto rétro, quello anni ’60 della Negroni («Lo Sceriffo della Valle d’Argento», di cui pubblicai una clip mesi fa):
– Ringraziamo la nostra buona Stella“.

Poi ho capito che un tweet era troppo poco, per l’evento; e che una noterella in appendice al precedente zibaldone, dopo quella contro il biasimevole continuatore della nefanda dottrina Mitterand, sarebbe stata per certi versi fuori luogo.

Quindi – nonostante io sia un puro dilettante – cercherò di dare alla cosa un po’ più di respiro epico ed insieme satirico, perché mi sembra di per sé doveroso; e non perché io creda che i tweet siano da liquidare come fece Oreste Lionello, a precisa domanda (Tg L’una), riguardo alle barzellette: “Non ne racconto perché considero la barzelletta una bomboletta di ossigeno per comici asfittici”.

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ISRAEL FlagBandiera_animata_flag_US_Texas

 

Due diverse Stelle Solitarie ma un’identica missione di civiltà, per Tel Aviv e The Alamo: oggi come quasi due secoli or sono, ergersi ad ultimo eroico presidio di libertà e democrazia, ma soprattutto avanguardia della riscossa contro l’accerchiamento di un prepotere che opprime ed invade.

Pronostici sovvertiti, in Israele, con una clamorosa remuntada della destra. Forse ora la smetteranno di canzonare Giovanni Trapattoni per quella variante di un adagio popolare (da lui riferita, non inventata, adesso mi sfugge se per lo Scudetto dei record o in altra circostanza): “Non dire gatto finché non l’hai nel sacco“.
Forse dovrà imparare ad essere cauto, in modo particolare, chi si atteggia piuttosto a volpe e presume di perpetuare la sua autocrazia, di investitura barbogio-borbonica, gettando il seme della discordia nel campo avverso (come se ce ne fosse bisogno, peraltro…); sì, insomma, credo proprio che il ganassa di queste parti ora ci penserà due volte, prima di ribadire con sicumera: “Arriveremo fino al 2018 e rivinceremo le elezioni”.

Ma vogliamo parlare di colui che ad aprile riceverà tale versione ganassa di Mr. Smith proprio in quel di Washington, DC (dovendo probabilmente spiegargli che la sigla sta per District of Columbia)? Una simile “presammale” – come dicono i giovani – di Barack HUSSEIN Obama, a cui l’immediata carogna ha impedito di congratularsi personalmente con Netanyahu (lasciando l’amaro calice a John Kerry), davvero non ha prezzo; per tutto il resto c’è Mastercard… Visa Postepay Evolution.

In «Kingsman – The Secret Service» il magnate high-tech ed eco-catastrofista Richmond Valentine (Samuel L. Jackson), fronte allo spettatore, si appresta a fare opera di persuasione su qualcuno fuori campo; quasi sùbito l’inquadratura si allarga a svelare una regione nucale inconfondibilmente obamiana, ma solo dopo che l’altro lo ha investito con una memorabile premessa:
Se vuole salvare il mondo, apra bene QUELLE CAZZO DI ORECCHIE…
(Sublime; e il film dà pure altre soddisfazioni, sempre in effigie, che non voglio guastare a chi debba ancora vederlo).

Diversamente dal prosieguo di quella scena, mi sembra che nella realtà l’inquilino della Casa Bianca – e Nobel alle intenzioni di pace 2008 – sia invece sordo agli allarmi di “clear and present danger” che risuonano da tutto l’Occidente.
Lui è lui, insomma, e gli altri non sono un cazzo. Dopo il suo discorso a Selma, in memoria di Martin Luther King, è stato elogiato perché aveva detto che in democrazia la parola più importante è “Noi”. Bello: specioso, ma bello. Peccato che, nella pratica, egli sembri intendere quella prima persona come un plurale maiestatis; anche se, privo di maggioranza al Congresso e di consenso nella Nazione, non può più permettersi i toni arroganti dei primi anni, quando – per esempio – il disastro ambientale della British Petroleum lo indusse alla sparata demagogica “Voglio sapere qual è il sedere che devo prendere a calci” (i modi – una volta di più – definiscono l’uomo).
Guai comunque, tuttora, a mettere in correlazione con l’islam gli abominevoli atti di barbarie del Califfato o di al Qaeda; chissà, magari gli piacerebbe che fossero definiti confedeli-che-sbagliano.
Quindi, ribatto, l’exploit a sorpresa di Netanyahu BEN gli sta: a lui e, giù giù, a tutti i suoi reggicoda tipo il maître à penser libanese ed ex-lottacontinuista (trascorsi che non lo trattengono, in piena coazione, dall’insistere a puntare il dito accusatore contro un prosciolto – con sentenza definitiva – e vomitare insulti quali “puttaniere” e “olgettine“).

LERNER

Sono un po’ beffardo, lo ammetto; ma per reazione.
Dopo tutto quanto sopra, Massimo Boldi direbbe: “Come godo, ah come godo…!”.

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Crociato destrorso sì, ad ogni modo, trinariciuto no. E dunque mi piace riportare un piccolo aneddoto, tratto dalla vita quotidiana, nel quale voglio vedere un segno di speranza.
Qualche settimana fa, tornando in bicicletta dall’edicola, vidi sulla pista un bimbo alla guida di un’automobilina: non di quelle a pedali, come aveva pure mio cugino trenta e passa anni fa, ma proprio dotata di propulsione elettrica. Un attimo dopo mi accorsi che la madre (suppongo), la quale camminava accanto a lui, era intabarrata nel caratteristico paludamento musulmano con tanto di velo: ce ne sono anche in un piccolo centro come questo. (Avevo lasciato a casa il cellulare; e poi chissà, quand’anche l’avessi avuto, forse avrei esitato ad usarne la fotocamera).
Non credo sia indice di mentalità ristretta sorprendersi perché l’educazione maomettana abbia consentito a qualcuno di baloccarsi con un giocattolo relativamente costoso, anziché mettere quest’ultimo al bando come espressione del decadente edonismo e consumismo occidentale.
Un’immagine confortante (prescindendo dal codice stradale), specie a fronte di certe aberranti notizie relativi a quei mostri sanguinarî dell’Isis e di Boko Haram.
I più sinceri augurî al marmocchio: spero che possa crescere bene così come pare stia vivendo bene l’infanzia. E che più avanti nessuno provi, o comunque riesca, ad inculcargli un ulteriore uso alternativo – tutt’altro che ludico – delle quattro ruote.

Ciò sarà molto più facile da evitare, in ogni caso, se oggi si useranno le maniere forti e spicciative; come fa il bounty-hunter Nick Randall / Rutger Hauer con il capo terrorista Malak Al Rahim / Gene Simmons in «Wanted – Dead or Alive», 1987:

Fuck the bonus!

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P.S. 22 marzo 2015

Più che un Post Scriptum, è quasi un Errata Còrrige, sul contenuto.
Fonti della Casa Bianca hanno fatto sapere che le trattative con Netanyahu, sulla questione palestinese, saranno condotte dal segretario di Stato John Kerry perché “il Presidente non intende perdere tempo”.
Avevo detto che Barack HUSSEIN Obama non poteva più permettersi i toni arroganti dei primi anni: mi ero sbagliato. Cosa aspettarsi, da uno che per la stabilizzazione dello scacchiere mediorentiale considera l’Iran degli ayatollah un fattore positivo e l’Israele destrorsa un fattore negativo?
Trent’anni fa provarono, invano, ad affossare Ronald Wilson Reagan con il cosiddetto Iran-Contras-Gate. Ora tocca al vagheggino della premier danese (con Mrs. Robinson incazzata di fianco, vedi post precedente) dover rispondere al Senato di quello che mi piacerebbe definire Iran-OneVoice-Gate: dal nome dell’organizzazione no-profit ma agit-prop che, in Israele, il Dipartimento di Stato USA avrebbe foraggiato per demolire il consenso di Big Benjamin.
Probabilmente c’è del vero in quello che disse Rudolph Giuliani, qualche settimana fa, ad una cena del GOP: Obama non ama l’America, perché (a differenza dei suoi predecessori democratici, quali Carter e Clinton) non ha avuto l’imprinting di quei valori comuni che, al di là delle contrapposizioni politiche, costituiscono un idem sentire per tutta la Nazione. Del resto, anche la sua dolce metà non aveva improvvidamente dichiarato, dopo il trionfo del 2008, qualcosa tipo “Oggi, per la prima volta, mi sento orgogliosa di questo Paese”?

Ma bando ai seriosi malumori: il primo martedì del novembre 2016, sia Rudy o sia JEB, non è più molto lontano. Dopo quella data le stelle e strisce della Old Glory esalteranno nuovamente, come al cinema, anche associate a qualcuno che non sia l’attrice belga Veerle Baetens (vedi post “Essai-Lunga”, 03/11/14) o, meglio ancora, la cestista italiana Viola Valentina Vignali (vedi foto – di una seduzione oltre Mišura, Antonija – tratta dal berlusconiano Giornale online, per l’esattezza http://contropiede.ilgiornale.it/il-pagellone-dellinutilita-38/ ; come voto le hanno dato 9, giustamente, perché “10 in pagella si dà solo a Falcão“).

VALENTINA VIGNALI con-pantaloni-americani——————————————————————————————————————————————————

BONUS... FUCK THE BONUS!!!

21 marzo 2015

– Ad onta del Bardo, in Italia si continua a soffrire nell’animo i proietti e gli strali, anziché prender l’armi contro un mare d’affanni etc.

– Foto di una vittima con una X sopra e la scritta “Abbiamo schiacciato un crociato italiano”.
Che cosa aspettiamo, a cancellarli dal pianeta?

– Secondo il popolare slogan , abbiamo assistito ad un bel ribaltamento favolistico: pecore che usano pretesti per far fuori Lupi.

– Secondo il popolare slogan , abbiamo assistito ad un vero ribaltamento liturgico: primo periodo pasquale con sacrificio di Lupi.

22 marzo 2015

– Renzi ha detto che D’Alema “sembra una vecchia gloria del wrestling”.
Magari per equiparare sé stesso ad una gloria attuale: The Undertaker.

– Il MinCulPop boldrenziano contro il presunto sessimo del linguaggio, come quello fascista contro i forestierismi (“oblò” diventò “oblotto”).

– Mi illudevo che il vetero-femminismo fosse stato seppellito dal celebre botta-e-risposta murale:
– Il cazzo c’inquina.
– E la fica t’ombola.

– Alcuni di NCD vorrebbero uscire dal governo, ma garantendo l’«appoggio esterno».
Per la serie: “… e io ti riporterò INDIETRO NEL FUTURO!”.

– E il nome scientifico della sottospecie moderna, “Homo sapiens sapiens”, non sarà troppo maschilista?
http://www.ilgiornale.it/news/politica/governo-riscrive-litaliano-ora-vietato-dire-cittadini-1107961.html

– “Onorevole” non è sostantivo maschile ma aggettivo invariabile (nel genere): le basi, almeno le basi!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/governo-riscrive-litaliano-ora-vietato-dire-cittadini-1107961.html

23 marzo 2015

– Per gli alleati vale il principio della moglie di Cesare; per i compagni vale l’idea meravigliosa di Cesare Ragazzi: una mano tra i capelli.

– Ergo: le brave casalinghe, magari né inquiete né disperate, sono tutte donne agli arresti domiciliari.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/lultima-sentenza-boldrini-donna-che-non-lavora-non-libera-1108270.html

24 marzo 2015

– Più che del governo, pare il capo di una confraternita: il tipo che, nelle college-comedies USA, rompe i coglioni al protagonista-matricola.

25 marzo 2015

JOBS ACT

27 marzo 2015

– Nella orwelliana “Fattoria degli animali”, com’è noto, alcuni di essi sono più uguali degli altri.
E a maggior ragione più uguali dei Lupi.

– Famoso slogan sessantottino: “Anche il privato è politico”.
Recente aggiornamento (stessa matrice ideologica): “Anche il pubico è pubblico”.

– Per trovare agricoltori parimenti tartassati bisogna risalire al ’70: i mormoni di “Lo chiamavano Trinità”.
Ma il Maggiore era più elegante.

29 marzo 2015

 – Questo governo ha maggioranza variabile; anzi, più trasformistica del cyborg T-1000 di «Terminator 2», sottotitoIo “Il Giorno del Giudizio”.

– Amleto è pallido, Otello è “il Moro”. Per tacciare di razzismo il rispetto filologico di James Bond, serve poco buon senso o molta malafede.

31 marzo 2015

– “Soprammobili da Tv” non è che l’ultimo insulto ad avversari e compagni. Una volta spodestato, avrà un futuro nella famosa trattoria romana.

. Premio “Pulizie”, di casa, a chi invocava rigore ed espulsione per le battutine del Cav ma ora lascia correre sui continui insulti di Renzi.

– Il Fondatore, e già Autore del libro qui sotto, ha dato consigli al “premier narcisista” per difendersi da sé stesso.

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– Renzi, intervistato dal New York Times, si paragona a Blair.
Bene, quanto meno ora sappiamo chi lo dovrà affrontare: uno come Max Von Sydow.

01 aprile 2015

– Renzi: “Non lascerò il monopolio della parola «Sinistra» a chi la usa più spesso”. Invero, non lascerebbe ad altri il monopolio di alcunché.

– Nell’ipotesi che Renzi parli con rispetto dei suoi oppositori, esterni come interni, o è il Primo d’Aprile o è l’Invasione degli Ultracorpi.

02 aprile 2015

– Non vedo l’ora che ci siano le elezioni.
Anche perché spero di poter leggere sui manifesti, anziché proprio sui muri, un bel “VOTA PASSERA”.

– Io temo che il leader dei metalmeccanici, un po’ somigliante a quello di «Arancia meccanica», sia sottoposto a una specie di cura Ludovico.

– (Pubblicato senza parole, sui varî social, se non quelle dell’immagine stessa).

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03 aprile 2015

– Bip-Bip ha appena siglato un accordo con Vilcoyote, sull’uso pacifico dei prodotti Acme, perché l’unica alternativa sarebbe stata la guerra.

04 aprile 2015

– Ora basta un compromesso, fra le aspirazioni di Israele al riconoscimento e quelle dell’Iran alla sua cancellazione dalle carte geografiche.

– L’Iran ha accettato di ridurre ad un terzo il numero delle sue centrifughe.
Per loro non è un problema, imporre alle donne di lavare a mano.

– L’Alt.Rappr. ha detto che l’accordo con l’Iran è stato un “passo storico”.
In effetti, l’astinenza è durata settant’anni: 6 e 9 agosto 1945.

– Ieri, dall’enfatico risalto della RAI renziana, sembrava che Graziano Delrio fosse appena diventato Segretario Generale delle Nazioni Unite.

– Mi sorprende che eiar1 (minuscole volute) non abbia ancora messo in cantiere una fiction agiografica, intitolata “Il Magnifico del Duemila”.

– Se il Milan cadrà davvero in mani cinesi, il giusto contrappasso sarebbe che falsari lombardi ne taroccassero gli articoli di merchandising.

SALVE PIEMONTE

05 aprile 2015

– Sindaco della Capitale e neo-Ministro delle Infrastrutture circolano in bicicletta.
La più icastica rappresentazione:

– S. Messa Pasquale in paese.
2ª lettura proclamata da un sosia di Mario Brega.
Spero sia di buon auspicio: “Queste mani possono èsse fèro…”

“Gli italiani hanno già fatto abbastanza sacrifici e non ci saranno nuove tasse”.
Ah, quanto molce il cuore questo paternalismo pasquale…

– Il governo Renzi, col suo impegno quotidiano, sta facendo il possibile per incrementare l’occupazione.
Dei posti-chiave e dei gangli vitali.

– Il Mormone: “Fratello, visto che cosa può fare la Fede?”
Il Bambino: “Può fare miracoli. Specialmente se la metti nella canna di un fucile”.

06 aprile 2015

– Quiz-show: in una serie di aggettivi, si richiedeva «INTIMISSIMO» come superlativo di «INTIMO».
La più grande azienda culturale del Paese”.

– RaiUno: in una serie di aggettivi, richiesto «INTIMISSIMO» come superlativo di «INTIMO».
Ora la pubblicità è anche l’anima della grammatica.

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Il motore culturale e identitario del Paese

Oggi, lunedì 6 aprile 2015, il Tg2 delle ore 13 ha dedicato un servizio al dirompente esordio di «Fast & Furious 7» al box-office americano.
La redattrice (non ricordo il nome e, comunque, lo tacerei) ha detto sùbito qualcosa di dubbio gusto, avanzando la congettura che al successo non sia estranea una certa curiosità morbosa: vedere che risultato si fosse ottenuto completando il film (anche) grazie ad elaborazioni digitali, dopo la morte del suo co-protagonista Paul Walker nel periodo delle riprese (al di fuori di esse).

Ma il peggio doveva ancora venire. La saga motoristico-avventurosa, con la sua celebrazione della guida veloce e spericolata, è stata bollata come “diseducativa” per i giovani; come se nei precedenti 106 anni di cinema (il capostipite è del 2001) ci fosse sempre stato, sullo schermo, un rigoroso rispetto dei limiti di velocità e del codice stradale in genere.
Ed arriviamo al climax: Paul Walker perì in un sinistro automobilistico “NONOSTANTE” (testuale) avesse già avuto un segnale d’allarme, cioè nonostante fosse rimasto vittima di un incidente durante la lavorazione del precedente episodio. Quasi a dire “Se l’era cercata”.
Come se alla guida della Porsche, quella notte stramaledetta del 30 novembre 2013, ci fosse stato Paul in persona e – soprattutto – egli non fosse stato capace di separare la realtà dalla finzione.
Come se lui ed il suo amico al volante, in ogni caso, fossero stati rèduci da una notte brava anziché da una serata benefica per le popolazioni filippine colpite dal tifone.

Il modo lutulento in cui i mass-media, pubblici o privati, si permettono di moraleggiare sulle disgrazie dei personaggi ricchi e famosi, dunque censurabili a priori, non riesce più a stupirmi; ma non per questo mi potrà mai risparmiare un moto naturale di crescente repulsione.

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07 aprile 2015

– Come insegnava Coleridge, in ogni conquistatore c’è un poeta.
Peccato che, ai giorni nostri, in uno pseudo-poeta possa esserci un traditore.

– Dal 2016 tassa unica sulla casa.
Il nome sarà reso noto appena si riuscirà a compendiare la rapace fregnoneria di tutte le sigle precedenti.

– Dal 2016 ci sarà una Tassa Unica sulla Casa. Sarà prevedibilmente salata ed avrà una sigla oltremodo fregnona: non mi stupirei se fosse TUC.

– Padre Celeste, fa’ che io non abbia mai il raziocinio di coloro che elevano ad emergenza suprema la cancellazione del titolo di “Cavaliere”.

Ahi Forza Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di governo, ma bordello!

(Prima che lo dica Benigni).

– Tra i Principî sui quali – a differenza di Ncd – non ammetto la resa, né la trattativa, fa spicco “L’Origine du Monde” (di Gustave Courbet).
[Vedi post su Facebook – dello stesso giorno – a piè di pagina]

08 aprile 2015

–  Da essere umano (di fede viola), affermo che coloro i quali hanno fatto cori su Pessotto-Scirea-Heysel sono fuori dalla civiltà come l’Isis.

– Il Documento di Economia e Finanza viene indicato con la sigla DEF.
A suo tempo, non si poteva trovare miglior auspicio rispetto al Deficit?

– My friends, I hope you all like DEF.
This is “Pour Some Sugar On Me”.

– Il governo Renzi ha presentato il DEF, cercando di farlo passare per LEPPARD:
“Pour Some Sugar On Me” = “Versa un po’ di zucchero su di me”.

09 aprile 2015

– Per trovare un connazionale che Renzi non potesse guardare dall’alto in basso, non rimaneva che farlo comunicare con Samantha Cristoforetti.

– L’UE ha condannato l’Italia, per come si difese dai black-block, ma non processerà l’Isis.
Ah, il fascino del travisamento integrale nero…

– Dato che “The Bohemian Girl” con L&H ha due titoli italiani, è fatto obbligo di usare “La Ragazza di Boemia” anziché “Noi siamo zingarelli”.

10 aprile 2015

– A ribadire che una tragedia si ripeta come farsa, la frase dell’epurata De Girolamo “Ncd come il Grande Fratello” NON si riferisce a «1984».

– È fatto divieto di continuare a definire Zlatan Ibrahimovic come “lo Zingaro”.
Si adotti quindi la perifrasi breriana “Pedatore di ventura”.

11 aprile 2015

– Storico faccia a faccia tra Obama e Castro.
L’osannato leader del socialismo reale appariva molto soddisfatto.
E così l’interlocutore, Raul.

– Il caudillo boliviano Morales va blaterando che “l’America Latina non è più il giardino degli USA”.
In effetti, sembra più «Il mare d’erba».

– Si archivia un isolamento che durava dal 1961.
Finalmente anche i cittadini USA potranno tornare a godere di una così ambìta mèta turistica.

12 aprile 2015

– Saviano su «Amici»:
“Rinunciare a un pubblico complesso e giovane sarebbe una sconfitta”.
Non mancava che un “Sinite parvulos venire ad me”.

– Negli eventi sfavorevoli può esserci un risvolto positivo.
Anche nelle sconfitte viola.
Perché i compagni di fede non te li puoi scegliere.

13 aprile 2015

– Onore a Sylvester Stallone che, anni fa, sperava di realizzare un film sul genocidio del popolo armeno: negato e rimosso, anche a Hollywood.

– Intesa con l’Iran, disgelo con Cuba…
Di questo passo, l’unico stato-canaglia rimarrà nel titolo del quinto M.I. («Rogue Nation», appunto).

– “Tesoretto da usare come gli € 80”.
= Chiudiamo sempre un paio di bordelli, sotto elezioni: per i voti delle beghine.
(«Prima Pagina», ’74).

15 aprile 2015

– Serve una certa grandezza, anche nella pirateria, per parlare di “tesoro”. Ma di Long John Silver vedo solo quel che gli stava sulla spalla.

 

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“DULCIS IN FUNDO”

GEN 3ROUSEY CHICK

12 aprile 2015

  •  «FUNDAMENTALS INSTINCT»
    – Stile Gene Gnocchi: “Mi sto facendo il sinistro”.
    – Stile M. Ceccherini: “Maradona mi fa una sega”.
FUNDAMENTALS INSTINCT

 

 

Marco Val (aka valorim60)

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