Updated 18 marzo 2015 – h. 13.40 (Social and Straight)

“Manners Maketh Man” è il motto del New College di Oxford: nel 1987 venne citato da «An Englishman in New York» di Sting e, soprattutto, ricorre nel mio cult-movie del momento (l’adattamento italiano suona “I modi definiscono l’uomo”): il blockbuster «Kingsman – The Secret Service» di Matthew Vaughn, regista e co-sceneggiatore, nonché coautore (con Mark Millar) del comic-book «The Secret Service» da cui il film è tratto.

Come anticipato nel seguente trailer, che non rientra fra quelli “ad usum Delphini”, ad un certo punto capita che una bionda e bella damsel-in-distress si sbilanci in una promessa che ha ben poco di implicito: “I’ll give you more than just a kiss”.

– FROM SOCIAL NETWORKS

01 marzo 2015

  • Giovani donne che pianificano “Fifty Shades”, per il prossimo weekend. Chissà se prima o dopo aver manifestato contro la violenza di genere.
  • C’è chi dà l’impressione di comportarsi come se qualche bellona gli avesse detto: “Se salvi l’Italia, possiamo fare sesso anale?”.

02 marzo 2015

03 marzo 2015

  • Obama e la premier danese. Noi maliziosi ricordiamo “Kingsman”:
    – If you save the world, we can do it in the asshole.

South Africa Mandela Memorial

  • Also in Italy, on all screens:
    KINGSMAN (of George) – SECRET SERVICE (of Strong Powers)
    “Manners Maketh Man: do you know what that means?”
  • “Evergreen” è poco: ha più clorofilla ora che nel ’93.

04 marzo 201

  • Da un giornale on-line: “Sindaco ribelle, Passera e Fitto – Quei grandi intrighi al centro”. Il «Decamerotico» anni ’70 in àuge più che mai.
  • I requisiti della “Buona Scuola”:
    – Autonomia;
    – Qualità.
    Colpo di scenaaa! Avevo sempre creduto che fossero:
    – Asservimento;
    – Mediocrità.
  • Come diceva Liam Neeson / John “Hannibal” Smith nel film «The A-Team»,  diretto da Joe Carnahan nel 2010, “L’esagerazione è sottovalutata (Overkill is underrated)”.

05 marzo 2015

06 marzo 2015

  • Sobrio titolo del Tg1, ieri sera, su Renzi da Putin: “MISSIONE A MOSCA”.
    Per il ritorno mi aspetto qualcosa tipo “Dalla Russia con fulgore”.
  • Oggi mi è toccato leggere: “… altro che Indiana Jones”.
    È abietta questa sorta di voluttà nel riferire i guai dei VIP.
    TIENI DURO, INDY.
  • Vorrei ringraziare tutti coloro, tra cui 12 assenti di FI, che non hanno lasciato abolire l’IMU agricola:
    – BRACCIA RUBANTI ALL’AGRICOLTURA.
  • #LABUONASCUOLA .

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10 marzo 2015

11 marzo 2015

  • Vero: “[…] Basta un giorno così / a CANCELLARE / centoventi giorni STRONZI e / basta un giono così / a cacciarmi via tutti gli sbattimenti...”
    [Ho controllato la traduzione automatica del post, su Google+: in inglese gli “SBATTIMENTI”, che oggi si cacciano via, diventano “CONCUSSIONS“.
    Come dice Hannibal Smith nel film «The A-Team», per quanto le cose possano apparire casuali c’è sempre un piano.]

12 marzo 2015

  • “L’hanno salvato”. E come, «di grazia»? A presiedere la Corte c’era forse il Giudice Dredd, impersonato dal suo vecchio amico Sly Stallone?
  • Da bravi demo-cinesi, insistono con lo squallido frizzo “Olgettine”, per coprire un golpe da film di Costa-Gavras: «Z – L’orgia del potere».
  • Il Domani, ora, è più vicino; la Rivalsa, idem. Dall’album «Revenge»: Eurythmics, «When Tomorrow Comes»

13 marzo 2015

  • Certi isterici imbrattacarte tradiscono il rimpianto degli anni ’70, con le vere «sentenze definitive» e gli strilli di “Giustizia è fatta”.
  • Citando il film «Padrona del suo destino», viene da ribattere che anche tra di loro, nonostante il voto, c’è chi si fa qualche “episcopata”.
  • Come si farà, poi, a distinguere “i peggiori bar di Caracas” da tutto il resto del Venezuela dei dittatori Chavez (prima) e Maduro (oggi)…

14 marzo 2015

  • Le sanzioni obamiane contro Nicolás Maduro, dopo la distensione coi fratelli Castro, elevano la schizofrenia a principio di politica estera.
  • Gli hashtag(s) renziani non sono che l’evoluzione, pseudo-sbarazzina, delle trite parole d’ordine su cui da sempre si incardina l’Agit-Prop.
  • Con un calembour dal film «Dangerous Beauty», viene da ribattere che anche tra di loro, nonostante i voti, c’è chi si fa qualche episcopata.
  • Che Nicholas Sarkozy, dopo la strage di Charlie Hebdo, ammonisca noi italiani a voltar pagina sul terrorismo, è di una protervia ripugnante.

Carlà

  • Brasile e Sudamerica in genere hanno una gloriosa tradizione nel garantire l’impunità di assassini, terroristi e criminali contro l’umanità.
  •  Dopo lo scempio libico, Nicholas Sarkozy dovrebbe avere il buongusto di ritirarsi in eremitaggio, cibandosi di locuste e miele selvatico.
15 marzo 2015
  • “La legge arriva fino a un certo punto, il dato morale è altro”. Ma CEI che cos’è, il C.F. di COBRETTI? (“Tu sei il male, io sono la cura”).

16 marzo 2015

  • Credevo che i ministri del culto dovessero riferirsi al peccato, non al peccatore; ma soprattutto condannare l’«errore», non l’errante.
  • Niente anatemi “ad personam”, dalle conventicole – bianche o rosse – non estranee al film di Miklós Jancsó: «Vizi privati, pubbliche virtù».
  • Errata Còrrige. Ieri l’altro inserii una “h” di troppo nel nome di Sarkozy: si scrive Nicolas, come quello del caudillo venezuelano Maduro.

17 marzo 2015

  • Imminente mix fra E.L. James e Jack Kerouac; con una storia on the road, coast to coast:
    «FIFTY SHADES OF GREYHOUND».

GREYHOUND

  • A generalizzare, come Ibra, si ha sempre torto.
    Però, considerando il programma protezione terroristi ed il rapace interventismo in Libia…
  • Coming Soon. New Princess of Hollywood DAKOTA JOHNSON star of the hottest western movie: «FIFTY SHADES OF ZANE GREY».Zane_grey
  • La giovane star di «Fifty Shades of Grey» ha un nome capace di evocare, più che l’eros, Zane GREY ed i suoi romanzi western: DAKOTA JOHNSON.
  • Portare il nome di un Eroe della Grande Guerra, per noi la Quarta d’Indipendenza, e non essere che un vile assassino: infamia sopra infamia.
  • Anziché i varî enti inutili, occorreva una “Sezione Doppio Zero”: affinché fosse garantita la retribuzione anche in assenza di estradizione.

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– STRAIGHT TO THE ALAMO

18 marzo 2015

Il Capitale, la seconda volta
– (prima tragedia, poi farsa) –

La protagonista del film «Il capitale umano» (2013), nella realtà sorella dell’ex Première Dame, stigmatizza con tono rassegnato: “Avete scommesso sulla rovina di questo paese, e avete vinto”.
Una denuncia che si potrebbe facilmente estrapolare da quel contesto e riibattere verso il di lei cognato, l’interventista pro Domo sua che stava all’Eliseo (e verso tutti quelli che gli tennero bordone, coartando anche la renitenza dei più lungimiranti).
Ci ricordiamo bene il giulivo duo Merkozy, in altra circostanza, quando sghignazzò oscenamente su chi stava rappresentando noi italiani. Ed ora il componente (più) maschile del duo medesimo, dopo aver spinto la Libia verso il barbaro fondamentalismo jihadista, ancora pretende di atteggiarsi a statista superiore e di ammannirci lezioni civico-morali: sugli anni di piombo dovremmo “voltare pagina”, anziché reclamare l’estradizione di un compagno-che-sbagliò (uno tra i protetti di famiglia), facendo finire quattro innocenti sotto due metri di terra ed un quinto sopra una sedia a rotelle.
Non si può veramente pensare che tutta la Francia sia come – in uno sfogo – ha detto Ibrahimovic; e nemmeno “Bonaparte” (vecchia battuta).
Ma qualcuno che tale ultimo si credeva e continua a credersi, intronandosi perfino a Re d’Italia…

“Manners Maketh Man” (and Woman), per l’appunto; anche l’uomo di una tipica espressione partenopea.

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Nel film «La seconda volta» (1995), il protagonista era un professore universitario sopravvissuto ad un attentato “politico”, dodici anni prima, di cui portava ancora il segno e la menomazione: una pallottola conficcata nel cranio.
Responsabile di ciò era una giovane terrorista, condannata a 30 anni di reclusione ma già ammessa al regime di semilibertà: la galera come un albergo. Ad impersonarla c’era la sorella, nella realtà, di una celebrata mannequin e futura Première Dame.
Ecco che cosa mancava, alla brigatista del film, per vedersi garantire la completa impunità: l’intercessione, più o meno scoperta (per nobile afflato umanitario, si capisce, nonché saggia prospettiva storica), di qualcuno come le due sorelle torinesi ed il loro potente congiunto franco-ungherese, caricatura (secondo acute penne transalpine) di Astérix il Gallico.

Marco Val (aka valorim60)


 
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