Nel tardo pomeriggio ho inviato il mio intervento sul nuovo post del Dottordivago, «Il diavolo delle piccole cose» (datato 18/11/2014) ma non riesco a vederlo pubblicato; idem per la quasi immediata segnalazione del problema.

Per adesso li parcheggio entrambi qui come nuovo articolo, giacché lo spazio dei commenti è inaccessibile perfino nel mio stesso blog (c’è un inconveniente su WordPress, con tutta evidenza).

P.S. – Sono costretto a fare altrettanto per il pensierino, quasi una prova tecnica, che ho poi dedicato al post del Panda uscito oggi stesso, «Il diavolo delle piccole cose: Sydney Pollack».

Quousque tandem?

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MV 19/11/14 – 1° commento a  «Il diavolo delle piccole cose»

Molto bene: dal Tom Hanks di «Cast Away» a quello di «Captain Phillips», che valorosamente – storia vera – tiene testa ad una marmaglia di pirati somali, finché i Navy Seals capiscono che è arrivato il momento di far loro un culo quanto una capanna (tre secchi sùbito, crivellati dagli sharpshooters, ed il quarto catturato, a scontare una detenzione di 33 anni negli States. Così si fa, per Dio, e tu l’avevi già scritto).

Striscione da stadio: “WELCOME BACK, MISTER CHARLES!”.
In questo caso si tratta di un parallelo inedito con John «il Gigante Buono» Charles, storico bomber gallese della Juventus, gran colpitore di testa, 93 gol – e zero cartellini – in cinque stagioni tra i ’50 e i ’60; anziché dell’usuale parallelo con Nick «l’Uomo Ombra» Charles, detective gentiluomo di Dashiell Hammett per cui il Dottordivago, dialogando con me sotto l’ultimo post delle vacanze maremmane 2013, ebbe a manifestare una – peraltro condivisibile – predilezione.

Nel settore ospiti era già comparso l’immancabile, quanto provocatorio, «FELIX MAGATH UNO DI NOI»: lo abbiamo sùbito fatto riarrotolare, affinché nulla potesse turbare il clima di festa né dare la stura ad una sequela di bestemmie, “fino all’ipossia” (immagine comicissima, lo devo dire, con tutta la solidarietà per qualunque tipo di problema scatenante e con tutto il rispetto – di norma – per il Secondo Comandamento).

Adoro tirarmela da deejay, Doc, o meglio da veejay. Hai parlato di biglietto e quindi volevo mettere «Ticket to ride», live 1965 appunto da un tempio quale Wembley Stadium, ma il testo era meno appropriato del titolo (riferendosi alla partenza di una “lei”).

Hai parlato di biglietto ed anche del diavolo, cosicché un’alternativa molto più recente poteva essere «One way ticket to Hell (…and back)», by The Darkness, ma tali parole – voglio sperare – rischiavano di apparire sproporzionate (il resto peggio ancora, con allusioni alla “white powder”).

Gira e rigira, l’idea immediata – pur senza musica – ha finito per prevalere: la battuta finale dal film «Il colore dei soldi», con l’ex rampante «spaccone» Fast Eddie Felson che, oltre vent’anni dopo aver rottamato il matusa leader del tavolo verde – Minnesota Fats – ed essersi visto lui rottamare le mani dai picchiatori del Sindacato, finalmente si decide a riconquistare il suo scettro: la stecca da biliardo (fermo restando che tu, Doc, sei più giovane dello «Hustler» Paul Newman nel 1986 – dell’interprete, almeno – e che somigli piuttosto a Bradley «American Hustle» Cooper).

Torna a spaccare, dunque. Palla 8 in buca d’angolo.

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MV 19/11/14 – 2° commento a «Il diavolo delle piccole cose»

Houston, abbiamo un problema (non per niente Tom Hanks girò anche «Apollo 13»): pochi minuti fa ho inviato il mio commento, che non era troppo lungo né conteneva più di un link, però temo che sia ugualmente andato a finire nel ricettacolo dell’anti-spam o nella quarantena dell’attesa-moderazione (sarà colpa di un “per…” esclamativo, buttato lì senza riverenti eufemismi?).

Grazie per quanto, a tempo debito, potrete fare. Passo e chiudo.

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MV 19/11/14 – 1° commento a «Il diavolo delle piccole cose: Sydney Pollack»

Il maoista peruviano evocò il regista Sydney Pollack e, anziché col Pollastro, si trovò a fare i conti con il Condor (dei famosi «Tre giorni», sei nel romanzo); che, per la situazione di improvviso pericolo personale, si trasformava da “semplice” analista della CIA in un asso del controspionaggio operativo.

 

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