Flavio Mogherini fu un brillante regista e scenografo del cinema italiano: massima considerazione e massimo rispetto.

Sua figlia Federica, già ammiratrice del Premio Nobel per la Pace Yasser Arafat (vecchia, ma fa sempre ridere) è Ministro degli affari esteri – nonché “della cooperazione internazionale” – nel gabinetto Renzi e, da un paio di settimane, “Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza”.

La Giovane Marmotta di Pontassieve, tutta chiacchiere e distintivo, ed il suo Gran Mogol Junkie – o come cazzo si chiama – dimostrano di voler proprio scongiurare che i nuovi ottomani ce lo facciano in un certo modo, sottilmente indicato dal titolo di un film paterno:

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Tragicamente al di fuori di ogni facezia, torna in mente l’orribile fine di Marcantonio Bragadin, comandante della Repubblica di Venezia in Cipro (che Dio lo abbia in gloria): questa missione rende omaggio a a lui, in primo luogo, ed a tutti gli altri eroici resistenti dell’assedio di Famagosta, una Alamo del XVI secolo (quanto Otranto – grazie a Marco per l’input – lo era stata del XV secolo).

Così come tributa un “Presente!” ed un “Hurrah!” per i vendicatori di Lepanto, la nostra San Jacinto.

Contro le “vere bugìe” dei panciafichisti e collaborazionisti più o meno abbronzati (ma comunque bronzei), anche quando si vantino di inviare armi e munizioni, “ENOUGH TALK!”; non c’è che una reazione, questa:

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