Marco Val (aka valorim60)

The-Green-Berets-(1968) -- square

Ho votato Forza Italia, con preferenze (in ordine alfabetico) Bartolozzi – Guzzanti – Mussolini, dícasi MUSSOLINI.

Andai a dormire con gli exit-poll di Mentana, che davano il Pd al 33%. Mi sono destato con i dati del Viminale – incompleti – che innalzavano i demosinistri al 41%: Alba Rossa.

Da una parte i beceri trionfalismi renzacchiani su un “risultato storico”, di tendenza bulgara. Dall’altra un patetico giustificazionismo: “Abbiamo pagato l’assenza di Berlusconi”. Forse, ma soprattutto l’ambivalenza.

Non è facile senno del poi rilevare come l’essere un partito né di lotta né di governo equivalga ad autodistruggersi.
“Responsabilmente” si può bere Bailey’s, NON la cicuta; che ti viene propinata dai magistrati politicanti – in primis quello supremo – e da un pugno di infami rinnegati adoratori della dèa-poltrona.
Si deve rovesciare il tavolo, specie quando hai avuto multiple riprove, se mai ve ne fosse bisogno, che il direttore del Casinò aveva truccato i giochi.

Prima ancora, anziché levare alti e tardivi lai per le manovre di chi sloggiò da Palazzo Chigi l’eletto dal popolo sovrano, si doveva fare di tutto perché non si reinsediasse lui al Quirinale; che sembra ridiventato la residenza del Papa Re.
Cos’altro ci si poteva aspettare, la conversione dell’Innominato? Certo, nel 2011 tutto sarà pure avvenuto nel sofistico alveo della legalità formale; ma, come ha detto in proposito il professor Becchi (vicino al Movimento 5S)

oltre alla legalità esiste anche la legittimità, che è altrettanto importante.

NON si può, infine, regalare propaganda elettorale all’avversario per “il volto giovane, pulito e simpatico” (anche se “dietro ha il Pd bla-bla…”): poiché lui è il capo dei postcomunisti, ammanigliati con le procure d’assalto e con i feticisti delle manette alla Flores D’Arcais-Travaglio, l’unico dato incontestabile è quello anagrafico dei 39 anni.

Per una volta nella vita sarei tentato di dire che io mi trovi dalla parte sbagliata delle Alpi.

Ma oggi preferisco dare il mio ideale contributo perché il nuovo golden-boy (“ebetino” lo lascio dire a Grillo) rappresenti al più presto dal vero il remake di «Giovani, carini e disoccupati», diretto e interpretato da Ben Stiller (in originale «Reality Bites», i morsi della realtà, quelli che la luna di miele politica non gli ha sinora fatto conoscere).

Ancora di più, oggi preferisco rifarmi la bocca celebrando i 107 anni dalla nascita dell’eroe di «The Alamo» e «The Green Berets» (il quale ultimo venne qui picchettato dai compagni democratici e antifascisti), ovvero il superfalco maccartista Marion Mitchell – poi Michael – Morrison in arte John Wayne.

Happy Birthday, Duke!”5ae00fcbcf8d12538aba4c254f5e6728

Annunci