Riferimento: il commento di Marco, in data 24/04/2014, pubblicato qui

http://ilpandadevemorire.wordpress.com/2014/04/12/a-i-u-t-o/#comment-10064

“La terra trema, la connessione latita, il blog tace.
Così, approssimandosi la giornata più merdosa dell’anno, un pensierino a chi la festeggia tanto per rendermi simpatico. L’unico senso utile del 25/4 ce lo offre l’onomastica cristiana, per cui auguri Big Val e omonimi.”

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Per darti ragione nella sostanza quanto nel lessico, Marco, basterebbe ricordare un episodio risalente a pochi anni fa: l’accoglienza riservata al vostro sindaco signora Letizia Brichetto Moratti, che aveva osato imbucarsi, spingendo la carrozzella del padre ex-partigiano, in una celebrazione dei liberi-democratici-antifascisti. Questa doveva restare «Cosa Loro», e sasso in bocca agli altri (vedi ulteriore esempio di stretta attualità, in àmbito diverso ma colluso).

“Orgoglio San Marco”, da graduato del «Santerno», alla faccia degli stronzi che fanno rimuovere striscioni e tentano di negare anfiteatri, per non turbare i rapporti col subcontinente (molto sub e niente affatto continente), a sua volta sotto elezioni.

E “Orgoglio Cristiano”, nel senso onnicomprensivo (con i nostri fratelli in Abramo) della civiltà occidentale, alla faccia di chi ha sostituito la maglia azzurra alla Sacra Sindone, per di più sotto Pasqua; una iconoclastia di fatto, vale a dire un appecoronarsi (come avrebbe scritto uno di Fucecchio) ai destinatarî dell’invettiva sopra, da te linkata sul Panda, tipo quel loro turpe capintesta italiano che oltraggiò – da Vespa con le parole e in ospedale col gesto – il simbolo della nostra religione.

Se la graziosissima Nadezhda Tolokonnikova, in un un videoclip della sua band, avesse fatto qualcosa di simile su di una sacra immagine moscovita, sarebbe finita al fresco – in Siberia – un’altra volta.
Il colmo del ridicolo è che la stessa Tv di regime, poche settimane fa, aveva censurato la splendida «Luna» di Gianni Togni, proprio stravolgendone i versi “Un giorno anch’io / ho fatto a pugni con Dio” in una forma ad usum Delphini, cioè ad uso di pischello canterino: “Un giorno anch’io / ho fatto pace con Dio”.

Ti ho già ringraziato per gli augurî e li ho ricambiati, con grande cordialità; ora desidero estenderli – fra gli omonimi – ad un ateo che porta il nome di Marco per scelta, essendo nato Giacinto.
Lui ha detto e fatto le sue brave cazzate, ultima in ordine d tempo quella di confermare la fiducia nel Savoia borbonico quale figura di garanzia democratica; però non si può negare la sua caratura di grande combattente per la libertà, nonviolento senza trattino, ripensando ai tempi demitiani in cui denunciava l’«arco prostituzionale» anti-MSI.

Ringrazio una buona volta per l’aggettivo inglese che tu generosamente, assecondato dal Boss, mi hai da tempo elargito. Io ho fatto riscontro a ciò con «The Sundance Kid»: un ruolo, quest’ultimo, che piacerebbe a me; ma tu sei più giovane, meno verboso ed hai trovato la sua Etta Place (omaggi). Comunque sia, l’importante – oggi in particolare – è di trovarsi insieme dall’altra parte, rispetto ai compañeros del caudillo boliviano Evo Morales.

Ti ringrazio infine per gli spunti già offerti dal tuo pezzo su bar & caffè, con cui non ho mancato di solidarizzare: intendevo pubblicare un commento medio sul Panda ma poi, visto l’acre sproloquio che ne era derivato, anche in quel caso avevo preferito spostare il tutto sul mio brogliaccio: si tratta proprio del post precedente, «Coffee Break».

Come controveleno ai miasmi della più bieca vulgata odierna, chiudo con un omaggio a coloro i quali davvero hanno vinto (e sempre vinceranno) la guerra contro tutti i totalitarismi ed i fondamentalismi:

https://www.youtube.com/watch?v=W2JZqzQ0ePg

 

 

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