“Contrordine, compagni”

Salve a tutti i (25 meno 24) lettori di Alamo.

Ieri, rispondendo a Marco sotto l’ultimo breve post, avevo scritto che probabilmente non avrei potuto aggiornare il blog finché i tecnici non mi avessero riconsegnato il pc.

Contrordine, compagni. Bruce Banner poteva aspettare due altre settimane, ma gli ultimi eventi lo hanno trasformato definitivamente in Hulk: the one and only Lou Ferrigno, naturalmente, o magari Hulk Hogan, visto che entrambi sono fra le poche figure dello showbiz a sostenere Trump (non certo Mark Ruffalo, che si prestò a quella marketta demonizzatrice con quasi tutti gli Avengers).

Quindi ci si adatta alle circostanze (lèggasi il mini-schermo del cellulare) e si ricomincia a pubblicare anche qui, oltre che sui più agevoli social media.

Da oggi 18 ottobre, la timeline dovrebbe espandersi sia in avanti, con i nuovi frammenti, che a ritroso, per recuperare quanto già pubblicato su Facebook (ed in parte su Twitter) dopo Ferragosto.

Scusate se, per forza di cose, sarà tutto un po’ più magmatico del solito e meno vivace sul piano iconografico: appena possibile, cercherò di sistemare ed integrare (nonché frazionare, se necessario).

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20 ottobre 2017

Via la maschera, il PREDATORE si rivela per quello che: “un mostro schifoso!” (“one… ugly motherfucker!”).

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Che cosa avrebbe detto lo scorretto stand-up anni ’80 Andrew “Dice” Clay?Immagino qualche piccante doppio senso, tipo “HOLY WOOD”.

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Hollywood sembra popolata da alieni, ma innocenti come E.T., e da un indigeno predatore “guilty as sin”.
ALIEN(S) versus PREDATOR.

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“Il Var, l’Avar e… l’Avatar” è una gag scontata. Ma ora, guarda caso, nelle prime 3 posizioni di Serie A trovi sfumature di blu.

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I soloni PC (in ogni senso possibile), con la benedizione bergogliana, darebbero l’immediato Ius Soli perfino a “Rosemary’s Baby”.

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Possono celebrare tutti i cazzo di riti congressuali che vogliono, almeno per ora, ma di sicuro TUTTO QUESTO NON SI CANCELLERÀ MAI.

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Un’alternativa ai triti Leatherface, Michael Myers, Jason Vorhees, Freddy Krueger, Ghostface…?

Questo Halloween sii P.C. Padoan.

 

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Qui serve ordine… Qualcuno sa dirmi, per cortesia, quando sarà disponibile il Nuovo Catalogo Bolaffi delle Vittime-di-Weinstein?

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Pubblicato il carteggio di Obama con la GF del college.
Passare dal mondo di Tom Clancy a quello di Liala… Certo sono cazzi, eh?

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19 ottobre 2017

Nel Regno dei Cieli, i farisaici lapidatori di Weinstein saranno preceduti dai pubblicani e dalle medesime “vittime” di Weinstein.

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Un mio amico di Twitter, tempo fa, aveva su Facebook una sapida rubrica intitolata “Canzoni (non) per caso”.

 

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Su un fascicolo del Mef leggo l’inutile anglicismo SCHOOL BONUS. Eppure la lingua ufficiale era l’italiano, “last time I checked”.

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Sorrentino che mette come titolo un pronome di terza persona plurale, “LORO”, ma senza il verbo: “A me Carpenter me spiccia casa”.

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Susan Seidelman, nel 1989, girò “LEI, il Diavolo” (“She-Devil”).

Paolo Sorrentino, nel 2017, gira “LORO” (sottinteso “I Diavoli”).

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18 ottobre 2017

La linea di demarcazione fra il corteggiamento e le molestie è sottile, anzi evanescente; come gli scrupoli etico-deontologici di quelli che la sfruttano per tentare atti di gambizzazione politica (demagoghi PC, legulei, pennivendoli) o di individuale predazione pecuniaria (le autoproclamate vittime innocenti).

Bei tempi, per tutte le Donne, quando al civico 1600 di Pennsylvania Avenue c’era quel sodale degli infibulatori…

http://www.occhidellaguerra.it/dietro-le-accuse-molestie-trump-ce-lavvocato-amico-della-clinton/

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Qualcuno penserà che, a scanso di guai, convenga anticipare. Sooner is better.

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“Gli italiani non muoiono mai…”, ha stigmatizzato il ministro dell’economia. È vero, sì, ma esclusivamente per una categoria ben definita.

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17 ottobre 2017

SOB… Ero così affezionato allo stereotipo della bella che, di fronte alle avances del potente, gli rovescia il drink addosso…

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Le foeminazi, rivendicando “Il corpo è mio e lo GESTISCO io”, sono proprio quelle che formalmente ne parlarono come di un’azienda.

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16 ottobre 2017

L’onestà di Hanoi Jane Botteri: “INCREDIBILE silenzio di Trump su Weinstein”. Qualunque cosa dicesse, la userebbero contro di lui.

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Sento Hanoi Jane Botteri coinvolgere Trump, nel caso Weinstein. Il cerchio si stringe, il set-up si fa palese. Fui facile profeta.

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“Because I think you’re a sexist, misogynist dinosaur”.

NON provate ad imporre la revisione di OO7.

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L’unico caso di “folletto” (islandese, come la chiamano) molestato da un “orco”.

https://www.vanityfair.it/people/mondo/2017/10/16/bjork-molestata-regista-danese-denuncia-lars-von-trier-foto

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Fo, diciamola tutta: Cristoforo Colombo scaraventò perfino un capo indiano giù dalla finestra; per poi fare in modo che sembrasse una “morte accidentale” (o suicidiaria).

Purtroppo quel colonialista “torturatore” nonché “assassino” dell’irriducibile ribelle native-american, pretestuosamente accusato di un massacro, è ormai all’inferno da cinque secoli; ma perché trattenersi? Si chiamino a raccolta 800 prestigiosi intellettuali, che solo i reazionarî definirebbero “FIRMAIOLI FORCAIOLI DEL CAZZO”, e si rediga un bel documento che irroghi al reprobo invasore genovese anche la meritatatissima damnatio memoriae.

Soltanto allora si potrà titolare “Giustizia è fatta”.

http://www.imolaoggi.it/2017/10/15/jacopo-fo-cristoforo-colombo-come-riina-nicola-porro-sei-peggio-di-tuo-padre/

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Questo iconico “giro di giostra” formato Gif è tratto dal film “CAREER OPPORTUNITIES”, 1991, in italiano “Tutto può accadere”.

Beninteso, l’uso della presente mmagine – e dei due titoli – è puramente simbolico: NON si intende affatto coinvolgere l’incantevole Jennifer Connelly nel caso hollywoodiano del momento).

Career GIFs - Find & Share on GIPHY

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“SHE CRIES AND FUCKS” (traduzione di “Chiagne e fotte”).

Anzi, “THEY ALL CRY AND FUCK”.

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15 ottobre 2017

E se, penalmente (mutatis mutandis), finisse come per “Hurricane” Rubin Carter, il pugile?

http://canadafreepress.com/article/hurricane-harvey-damage-spreads-in-hollywood

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Ecco, a questo punto non si può più fare finta di niente: quella cosa della “MECCA”, sia pure “del Cinema”, ormai è insostenibile.

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Questo è ormai l’annus horribilis di Hollywood: nei primi mesi il Gran Casino degli Oscar e negli ultimi il Grande Casino e basta.

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La mia ammirevole conterranea Rose McGowan da Certaldo, attualmente grande accusatrice di Harvey Weinstein, all’indimenticabile corteo di quando ella militava nel Salvation Army e (anche se qui lui non si vede) era spiritualmente legata all’integerrimo pastore metodista Brian Hugh Warner, noto ai più con il nome che aveva assunto da religioso: Marilyn Manson.

http://m.ilgiornale.it/news/2017/10/15/tornano-virali-i-video-hard-dellaccusatrice-di-weinstein/1452738/.

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Onore a Bruno Contrada, servitore dello Stato.

Ignominia sui persecutori e sui protervi calunniatori al di sopra della Cassazione.

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“Body Double” (“Omicidio a luci rosse”) OST.

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Il ruggito della…

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Who? What? When? Where? Why?

WHORES!

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Fino a poco tempo fa, poche definizioni mi sembravano tautologiche come quella di Giovanni XXIII: “Il Papa Buono”.

E mi sbagliavo.

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LEGAL EAGLE come R. Redford: “Sono un avvocato: le parole ben scelte sono i ferri del mio mestiere”.

http://m.ilgiornale.it/news/2017/10/15/ce-un-assalitore-sessuale-hillary-e-la-gaffe-clamorosa-attacca-trump-c/1452575/

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Iosif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin, si sta rivoltando nella tomba per quest’assenza di garantismo.

https://www.mediaite.com/online/breaking-the-academy-has-kicked-out-harvey-weinstein/

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“Cara” Delevingne, NOI saremmo “parte del problema”? SIETE VOI, e le global-foeminazi, che valorizzate il detto “CHIAGNE E FOTTE”.

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Qui non sarà varata una “Operazione Ira di Dio”, per giustiziare i terroristi all’estero.

Nessuno avrà mai le palle di Golda Meir.

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Ci sono 35 ASSASSINI, dei due colori, impuniti all’estero.

Dio, quanto vorrei si procedesse come gli Israeliani dopo Munich ’72…

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14 ottobre 2017

L’immancabile esperta, sul caso del momento: “Non è un maniaco sessuale ma un PREDATORE sessuale”.

Sì, certamente: IN-DIANA-JONES.

Ovvero “I Predatori della Virtù petduta” (se preferite l’assonanza volgarotta, ” – della Sorca perduta”).

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“L’ORCO NEL FORNO”

Sabato 14 ottobre. Poco prima delle 20 mi sintonizzo sul canale all-news (in chiaro sul digitale terrestre) del famoso magnate australiano.

Pochi minuti e va in onda un bel servizio forcaiolo sul caso Weinstein. La redattrice foeminazi snocciola una serie di perle che riporto di séguito, a caldo, in maniera concettualmente fedele ed anche pressoché testuale (in maiuscolo le espressioni pregnanti, delle quali sono assolutamente certo):

– “Il giudizio ‘COSÌ FAN TUTTE’ prevale su quello ‘COSÌ FAN TUTTI’, perché tuttora vige ovunque UN SISTEMA DI POTERE MASCHILISTA”;

– “Hillary Clinton si è detta DISGUSTATA dallo scandalo ed ha auspicato che tutte le vittime di molestie trovino IL CORAGGIO DI USCIRE ALLO SCOPERTO”;

– “Un punto a favore del produttore è che, DI FRONTE AL MACHISMO ARROGANTE DI TRUMP, L’AMERICA HA FATTO SPALLUCCE. Ma forse Hollywood, stavolta, potrebbe dare alla vicenda UN LIETO FINE, CON L’ORCO NEL FORNO E LE PRINCIPESSE SALVE”.

L’ erinni ha chiuso il suo pistolotto proprio con queste rivoltanti farneticazioni isteriche, “L’Orco NEL FORNO” (da brava foeminazi) e “LE PRINCIPESSE salve” (qui vi risparmio lo scontatissimo, triviale rimando ad un’altra favola della buona notte).

Probabilmente soltanto la fascia protetta l’ha dissuasa dal ricordare a tutte le consorelle l’aureo aforisma dei muri anni ’70: “Il cazzo c’inquina” (e in questo caso vi faccio grazia dell’abusata replica sulla “t’ombola”).

Non è un capolavoro di anti-giornalismo? I fatti – o presunti tali – NON separati dalle opinioni.

Però soprattutto, a proposito di “fatti” (e di “fattoni/e” intossicati/e da vetuste ideologie venefiche), c’è una totale assenza di separazione di “Sky”, da “Lucy” prima e da “Diamonds” dopo.

 

George Clooney, che “si è scopato mezza Hollywood” (Gherarducci della Gialappa’s, anni fa) dichiara Weinstein “INDIFENDIBILE”…

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Che mondo sarebbe, senza la cioccolata spalmabile?

E che fiction sarebbe (Rai 1 o Canale 5) senza spalmarci sopra l’Onorata Societá?

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Madre Maria

MADRE MARIA

Ferragosto da “Feriae Augusteae”, certamente… Ma per i cristiani cattolici oggi è anche, o meglio soprattutto, la Solennità dell’Assunzione in Cielo di Maria Madre di Dio (“Dormizione” per gli ortodossi); e quindi scelgo di fare gli augurî con una canzone che possa risultare gradita a tutti, credenti o meno.

Paul McCartney ha spiegato più volte che la “Mother Mary” citata nel testo è sua madre, da lui persa all’età di 14 anni; ma nel contempo, da cattolico di nascita qual è, egli non ha mai smentito chi gli chiedeva se la protagonista della ballad fosse la Vergine Maria, ad un livello di lettura trascendente, così lasciando libertà di “interpretare la canzone come meglio credesse”.

Ad avvalorare ciò, come evidenzia il blog di Luis Antequera, “le parole che dànno il titolo alla canzone e fanno parte del ritornello, Let It Be, sono esattamente quelle che San Luca pone in inglese sulla bocca di Maria quando questa si offre alla volontà di Dio espressa dall’arcangelo Gabriele: ‘let it be in me according to your word’, ‘Avvenga di me quello che hai detto’ ” (Lc 1, 38).

Buona Assunzione e buon ferragosto a tutti.

Marco Valori