L’Accademia Ackermann del PC

Recupero di séguito il “centone” che era rimasto in sospeso, dopo l’attacco a Westminster del 22 marzo.

26 febbraio 2017

Build That Wall

February 25 at 2:43pm ·

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BoycottOscars
#BuildThatWall

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The Oscars are tonight…
but I DON’T GIVE A SHIT.
(MV)

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Antonio Socci pagina ufficiale

February 26 at 10:08pm
·

Al Carnevale di Viareggio non risulta che ci siano cattolici “conservatori”. Ma hanno rappresentato papa Bergoglio con “falce e martello”, pugno chiuso e cappello del Che. Sotto si legge la scritta: Che GuePapa. E attorno angioletti con la faccia di Marx, Lenin, Fidel Castro e Mao. Che diranno in Vaticano? Grideranno al complotto? Sarà colpa di Burke? O di Trump?

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/02/12/foto/viareggio_via_al_carnevale_le_immagini_della_prima_sfilata-158155416/1/#7

(MV) – In Vaticano, probabilmente, diranno: “Grazie, anche noi vi amiamo” (plurale maiestatis, va da sé).

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27 febbraio 2017

Un regista IRANIANO che ti fa la morale su “leggi disumane”, manicheismo “noi ed i nemici”, induzione della “paura”,
NON HA PREZZO…
Etc.

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Oscar italiano per “make-up and hairstyling” di SUICIDE SQUAD.
Dedica agli immigrati. Che, con quel titolo, meriterebbe il premio Comunardo.

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CONTRORDINE, COMPAGNI: l’Oscar per il Miglior Film non l’ha vinto “LA LA LAND” ma bensì “MOONLIGHT”.
Black is Black / I want my baby back…

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Faccio mia una definizione di Alfredo Castelli, sui fumetti.
Per vincere l’Oscar non c’è niente come una bella storia di “PERE & SFIGA”.

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Oscar: lo scambio di buste per il Miglior Film ha ridefinito, in mondovisione, il concetto già noto come “figura di merda”.
ACADEMY ANKWARD.

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Nel 2016 #OscarSoWhite, nel 2017 vince “Moonlight”.
Voglio provare se il giochetto funzioni anche in altri campi: #SerieAtimSoBlackandWhite.

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La Notte degli Oscar nel film “Una Pallottola Spuntata 33⅓ – L’Insulto Finale”: LESLIE NIELSEN LIVES!!!

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Oscar 2016 al film “Spotlight”.
Oscar 2017 al film “Moonlight”.
Tutte queste luci per poi farci la figura di quelli che brancolano nel buio.

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In realtà, il “qui pro quo” degli Oscar era la deliberata apoteosi dell’anti-trumpismo: un’allegoria per dire che anche il POTUS è un’altra.

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C’è un’ipotesi allarmante, sul qui pro quo degli Oscar: dietro, come dice Whoopi in Jumpin’ Jack Flash, ci sarebbe il “K-motherfucking-G-B”.

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/terrorista-che-organizza-marcia-delle-donne-contro-trump-1369317.html

(MV)
– Vogliono cambiar nome alla festa, come per il film: da “Day Of The Woman” in “I Spit On Your Grave”.
– La doppiezza delle marciaiole foeminazi (groupies di Mao-Stalin-Arafat…) è quella cosa per cui esse, oggi, sputano tutto su Donald Trump ma nel 1998 ingoiarono tutto con Bill Clinton.

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C’era “Moonlight”, e c’era Emma Stone; il che rendeva quasi inevitabile, con le buste, un numero illusionistico: “Magic in the Moonlight” 2.

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La paranoia è quella cosa per cui puoi pure avere sul palco Bonnie & Clyde, ma dài l’impressione che a sovrintendere ci siano Dumb & Dumber.

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Caso mai ci fossero dubbi, tràttasi di roba mia (soltanto il meme, non la foto).

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http://www.optimaitalia.com/blog/2016/02/11/errore-nei-voti-colpo-di-scena-a-sanremo-2016-fuori-miele-passa-il-turno-gabbiani/248305

Noi, adesso, siamo TROPPO avanti. E poi…
Comunque vada, Panta rei / and Singing in the rain” (ma non La La Land).

P.S. – In realtà c’è un errore anche nel link: il cantante carrarese, che poi quest’anno avrebbe vinto nella categoria principale, si chiama notoriamente Gabbani.

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Antonella Giordano shared a link.

February 27 at 7:59pm

Ci sta.

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(MV) – John Travolta ci sta dentro, come dicono i giovani, anche quale interprete di “White Man’s Burden / Il Rovescio della Medaglia”.

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Marco Valori shared Breitbart‘s photo.

February 27 at 11:45pm ·

(MV) – Just a “Midnight Run”, Mr. De Niro, isn’t it?

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28 febbraio 2017

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/12315553/oscar-anti-trump-insulti-presidente-kimmel-immigrati-farhadi-gregorini-.html

(MV) – Penso a “S.O.B.”, di Blake Edwards.
Cioè “Standard Operational Bullshit”.
Ma soprattutto “Son Of a Bitch”.

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Nanni Cobretti

February 27 at 5:00pm ·

Anche i Razzies la buttano in politica. Qual è la prossima, un attore che si candida alle governative?

http://variety.com/2017/film/news/razzies-2017-winners-list-hillarys-america-batman-v-superman-1201996446/

(MV) – Lo immagino, il Jimmy Kimmel di servizio: “Straight-to-Basket of Deplorables for $ 0,99”.

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http://www.mondofox.it/2017/02/27/oscar-2017-jimmy-kimmel-trolla-trump/?utm_source=twitter.com&utm_medium=social&utm_campaign=public

Un vero genio…
Peccato che Bono già lo facesse per telefono, con Chirac ed altri, più di 20 anni fa.

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http://movieplayer.it/news/oscar-2017-jimmy-kimmel-warren-beatty-ha-sbagliato-perche-ha-fatto-tro_48968/

(MV) – No, Warren paga il fatto che TU & COMPAGNI foste troppo impegnati in un cunnilinguus ideologico.

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(Quello virgolettato è il tweet, originale, di Jimmy Kimmel-ha-fatto-fare: “Hey Donald Trump, sei sveglio”? Il resto è farina, a buon mercato, del mio sacco).

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Carlo Gallia

February 28 at 3:47pm ·

“Così concentrati sulla politica che hanno fatto flop”.
Mai stato dalla parte di Trump ma questa se la sono proprio cercata…

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(MV) – Ed il fenomeno lì a destra, ovvero l’officiante Jimmy carneade Kimmel, si è pure permesso di schizzare un’incivile fregnaccia colpevolista (“Ha sbagliato perché ha fatto troppo sesso“), sul conto della Superstar al centro; senza peraltro riuscire nemmeno a far sorridere.

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Giuseppe Cozzolino II

February 28 at 5:37pm ·
Dai tempi della Guerra di Troia, l’origine di tutti i mali è sempre quella…

http://cinema.fanpage.it/la-gaffe-da-oscar-il-responsabile-distratto-da-emma-stone-stava-twittando-una-sua-foto/


(MV)

COME CAPRO POSSO ESPIARE…

“Cherchez la femme”, eh?

Ma vi pare plausibile che, diversamente dalle estrazioni del Lotto (le quali muovono capitali assai inferiori), UNO SOLO sia l’incaricato del passaggio? Se davvero le cose stanno così, il difetto – come si dice – è nel manico ovvero nell’organizzazione; e fa bene l’Agenzia, di cui è socio l’uomo nel mirino, ad assumersi una responsabilità collettiva.

Però tutto quanto somiglia molto alla ricerca di un capro espiatorio, per nascondere il fatto che l’elemento distraente fosse non Emma Stone bensì, come appunto ha detto Trump, l’eccesso di concentrazione sulla politica; anzi, e questo lo preciso io, lo sforzo bellico di “disinformatsja” stalinista e “character assassination” (hai voglia, Jimmy carneade Kimmel, ad assumere poi l’ipocrita atteggiamento del pacificatore nazionale come Lady Germanotta Gaga. Mancava solo che ti mettessi a cantare «One» degli U2).

Se fossi Mr. Brian Cullinan, con cui solidarizzo, risponderei a tutti costoro in puro stile hard-boiled, come fa Robert Mtchum in «The Amsterdam Kill / Poliziotto privato: un mestiere difficile» (Robert Clouse, 1977):

– Come capro posso espiare, ma le corna le lascio a voi.

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Se Orson Welles non fosse mancato nel 1985, oggi avrebbe quasi 102 anni.
Ma io credo che vedrei comunque la sua mano, dietro a tutto questo.

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Nanni Cobretti

February 28 at 9:06pm ·

 A film by Peter Berg

(Questo meme è opera dello stesso Nanni Cobretti, come – a domanda – egli rendeva esplicito nei commenti sulla sua pagina Facebook).

(MV)

Hats off. Ci vuole coraggio, per realizzare così presto un altro disaster-movie.
Chissà quale attore sia stato ingaggiato per il ruolo di Brian Cullinan, aka “il capro espiatorio”…

Però, nella realtà, c’è una differenza fondamentale rispetto al disastro della British Petroleum. Stavolta NON CREDO che il Presidente USA in carica dirà: “Voglio sapere qual è il sedere che devo prendere a calci“.
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01 marzo 2017

Marco Valori
ha condiviso il post di BadTaste.it.

1 marzo alle ore 14:09

MV – “I don’t subscribe to coincidence, corporal. I believe that no matter how random things might appear, there’s still a plan”.
(Col. John ‘Hannibal’ Smith; «The A-Team», 2010).

BadTaste.it

1 gennaio ·

Questa mattina gli abitanti di Los Angeles si sono svegliati e hanno trovato una scritta un po’ diversa sulle colline di Hollywood…


http://www.badtaste.it/2017/01/01/vandali-trasformano-scritta-hollywood-hollyweed-notte-capodanno/214227/

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/titol-bastardi-islamici-ora-belpietro-va-giudizio-1370261.html


(MV) –  Formazione anni ’70, eh? Probabilmente, un direttore PC avrebbe dovuto titolare “MONELLI INTREPIDI”.

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02 marzo 2017

“NOOO…! BASTARDS!”

A Steven Spielberg (produttore), Robert Zemeckis (regista e sceneggiatore), Bob Gale (co-sceneggiatore) e soprattutto a Michael J. Fox, conviene stare ben lontani dall’Italia o meglio ancora da tutta l’Unione Europea: potrebbero correre il rischio di essere denunciati dalle belle anime “inclusive”, e quindi di essere rinviati a giudizio “per istigazione all’odio razziale”.

Tutti sanno che Marty McFly, vedendo Doc Brown stramazzare crivellato dai terroristi libici cui aveva sottratto il plutonio, non si pèrita di urlare verso gli assassini quel disperato “BASTARDS!” (fedelmente tradotto in italiano, e da lui ripetuto fra sé e sé durante la fuga in DeLorean), anziché qualche leziosa espressione PC al di sopra di ogni sospetto “islamofobico”.

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Nanni Cobretti

2 marzo alle ore 9:01 ·

Ragazzi la faccenda si fa sempre più intrigante, in questo momento mancano solo le intercettazioni telefoniche, gli hacker russi e il film-denuncia di Oliver Stone.

http://variety.com/2017/film/news/oscar-best-picture-gaffe-brian-cullinan-envelope-1201999283/

(MV) – Arriverà, arriverà (il film-denuncia di Oliver Stone: nessuna parentela)…
E per il titolo si ispirerà, un po’ beffardamente, ad uno tra i più famosi e celebrati personaggi dell’incolpevole Warren Beatty, ovvero John Reed di «Reds»:
“I dieci minuti che sconvolsero il mondo del cinema”.

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Enrico Mentana

2 marzo alle ore 15:09
·

Tutti giustizialisti sulla pelle degli altri. Tutti garantisti sulla propria. Nel Far Web italiano carovane di Bufala Bill copiano e incollano su tutte le bacheche le “loro” (si fa per dire) verità. Nell’elementare legge dell’inColt credono che l’informazione consista nello sputtanare i loro avversari, e la disinformazione nel dare le notizie sui loro beniamini. E sparano (quel che sapete)

(MV) – Mi viene voglia di accodarmi stravolgendo – Dio mi perdoni – il celebre finale del western fordiano «The Man who shot Liberty Valance» (e quest’ultimo nome, a tali effetti, sarebbe pleonastico):
“This is the Web, sir. When the legend becomes fact, post the legend!”.

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Marco Valori ha condiviso il post di Nanni Cobretti.

2 marzo alle ore 22:08 ·


Nanni Cobretti

28 febbraio alle ore 14:08 ·

ATTENZIONE trovato l’uomo che ha allungato la busta a Warren Beatty ovvero il Lee Harvey Oswald del cinema, ecco le cinque cose importantissimissime da sapere su di lui che se solo l’FBI e la CIA le avessero sapute prima si poteva prevenire l’attentato in Svezia (include “salutava sempre”)

http://heavy.com/entertainment/2017/02/brian-cullinan-2017-oscars-responsible/

(MV) – Mi accodo. E, riprendendo il parallelismo con Lee Harvey Oswald, l’inchiesta sull’accaduto verrà certo avocata al massimo livello istituzionale, costituendo una nuova “Commissione Warren”.
Il coronamento letterario, infine, sarà garantito fra qualche anno da un nuovo romanzo di alternate history, sempre scritto da Stephen King: «02/26/17».

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http://www.vanityfair.com/hollywood/2017/03/pwc-accountants-froze-backstage

Mi sa che non abbiano studiato bene le parole del maestro Jack Palance in «Tango & Cash»:

– Quicker… and easier. Yes, quick and easy is how you make a cake. Or clean a toilet bowl, or shop… by mail. But quicker and easier is not how you run a multi-million dollar business such as ours.

E quando dico “Mi sa che non abbiano studiato bene”, per essere più esplicito, mi riferisco agli organizzatori in blocco (vedi il font assurdamente piccolo, per indicare sui biglietti le varie categorie, di cui parla Vanity Fair); non circoscrivo semplicisticamente alla coppia di capri espiatorî, i due “expendables” che ora fa comodo dare in pasto alla furia talebana, onde preservare l’immagine della Mecca cinematografica e l’integrità del suo “multi-million dollar business”.
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03 marzo 2017


Postilla sugli Academy Awards (sempre con riferimento all’articolo online di Vanity Fair).

Non solo era assurdamente piccolo il carattere di stampa, nell’indicazione di ogni singola categoria premiata, ma erano anche ridicolmente evanescente il tono e marginale il posizionamento (in calce). Alle formule “Best Picture / Best Actress etc.” si doveva garantire la medesima evidenza tipografica, o quasi, dell’intestazione “OSCARS”; ed in quel caso non ci sarebbe stato bisogno di nessun intervento da “quarto uomo”, perché i due premiatori avrebbero sùbito percepito l’errore con assoluta certezza.

Bisogna fare tutto il possibile PRIMA, per evitare – o almeno tamponare immediatamente – gli eventuali qui pro quo o minchiate varie.

E già che ci sono, mi ha dato molto fastidio la mossa maleducata con cui il produttore di «La La Land», pur nell’encomiabile impegno per risolvere l’impasse, ha strappato il biglietto del vero vincitore dalle mani di Warren Beatty, senza minimamente attenuare il gesto con una parola di cortesia.

Dopo la disillusione il newyorkese signor Jordan Horowitz “andrà in banca piangendo”, come recita una vecchia battuta; ma poi gli gioverebbe anche una capatina nel Bronx, forse, per trovare superiori modelli di buone maniere ed in particolare di rispetto verso i più grandi.

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I giochini di parole su «La La Land» (li ho fatti anch’io) hanno un po’ rotto i coglioni.
Però mai quanto “È la [qualsiasi cosa], bellezza”.

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04 marzo 2017

O-SCAR.
(Anglo-napoletano: “Lo Sfregiato”).

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Non solo Dio non esiste, ma provate a cercare un idraulico durante i weekend: per tamponare un MEGA-show che faccia acqua da tutte le parti.

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“Articolo 1 DemPro” figura meglio.
La mera sigla DP evocava Democrazia Proletaria; oppure la “politica dei due forni” (ma in senso passivo).

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(Si ringrazia Mel Brooks per la gag originale, da «Spaceballs»).

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http://www.105.net/news/music-biz/227203/katy-perry-attacca-di-nuovo-donald-trump.html#.WLrpcBtpT5E.twitter

Là diranno “Man bites dog!”…

Ma io preferisco “CLAMOROSO AL CIBALI!”…

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Katy Perry fece perfino un appello pro Hillary nel quale si spogliava.

A lei si che deve bruciare, il fatto di non avere spostato un cazzo.

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Marco Valori ha condiviso la foto di Clint Eastwood Fans.

4 marzo alle ore 19:30 ·
(MV) – A quelli non resta nient’altro da fare, Clint.
Il fondo, lo hanno già toccato da un pezzo.

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05 marzo 2017

Ci sono espressioni che rischiano la condanna all’oblìo, certe volte, in séguito all’evoluzione dei costumi.
Per esempio, “istinto materno”.

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Credevo che il maccartismo, oggi, fosse la simpaticona Melissa McCarthy che prende per il culo Sean Spicer.
Ma a quanto pare, c’è di peggio.

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Obama non va biasimato: intercettava sì Trump, ma solo nella speranza di poter intercettare anche le briciole del suo maestoso giro di figa.

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Fedeli al dio quattrino.

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Marco Valori ha condiviso la foto di MemeRight.

5 marzo alle ore 7:16 ·


HEAD OF «DICK»
(mv)

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Madonna, Katy Perry, Miley Cyrus…: le ho amate molto (non quanto amo Belinda Carlisle, certo).Oggi non mi paiono altro che pezzi di Emmy.

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Tanti anni di movimento femminista, per poi sostituire la “casalinga inquieta”, nell’immaginario collettivo, con la “casalinga disperata”…

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Ringrazio per l’immagine, trovata in rete, su cui ho aggiunto io le parole.

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Marco Valori
ha condiviso la foto di Iconic Cool After Dark.
5 marzo alle ore 16:11

·(MV) – Ma come si fa a non candidare Amy Adams, in qualunque film appaia…?!
Come diceva il programmatore di «WarGames», a proposito di Las Vegas virtualmente nuclearizzata, “Suitably biblical ending / Giusto castigo biblico”.

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06 marzo 2017

Hollywood attaccava Trump per il Muro col Messico; e proscrive dagli Oscar, come capro espiatorio, anche una signora che di cognome fa RUIZ.

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Hollywood criminalizza Trump per il Muro anti-narcos e poi banna dagli Oscar, come capro espiatorio d’un errore collettivo, Ms. Martha RUIZ.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/03/oscar-2017-gaffe-la-la-land-scorta-per-i-due-responsabili-minacce-ed-estranei-sotto-casa/3429238/

(MV) – Posses di facinorosi, mail minatorie, sorveglianza armata: a lui, Jason Bourne je spiccia casa.

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Marco Valori
ha condiviso un ricordo.

6 marzo alle ore 10:44 ·

Marco Valori
6 marzo 2016
·

CAZZONI DA LEGARE

C’è in Tv – forse da mesi, più che settimane – quel commercial in cui, per evitare il pigro rinnovo di una Rc Auto troppo onerosa, l’imbonitore fuori campo (Carlo Valli, storica voce italiana di Robin Williams) esorta una giovane signora a legare come un salame il consorte prodigo e rinchiuderlo in una cassa, giù in cantina.
Poi, una volta trovate su quel certo Portale Internet condizioni assicurative più vantaggiose, e stipulata la polizza migliore, lo speaker dice alla donna che adesso può anche liberare il marito: “Se ti serve…” (smorfia di lei).

Per me, si tratta di un’idea pubblicitaria estrosa ed efficace.
Ma proviamo ad immaginare che cosa sarebbe accaduto, verosimilmente, a ruoli invertiti: uomo immobilizza moglie dalle mani bucate finché ella, cessato il rischio dissipazione, non “gli serva” di nuovo.
Tempo zero, in qualunque momento dell’anno ed ancor più sotto alcune date simboliche tipo l’imminente 8 marzo, si sarebbe formata una “posse” alla western di femministe incazzate come tigri, nonché bramose di giustizia sommaria attraverso i media (con il supporto di qualche scudiero maschio): prima identificare il copywriter sessista misogino fallòcrate, subdolo ispiratore di manicheismo nel valutare le diverse attitudini economico/intellettive e – quel che è peggio – bieco istigatore allo sfruttamento/violenza di genere sulla femmina “reificata”; quindi additare il fellone al pubblico ludibrio, impiccandolo alla principale delle nove colonne su ciascuna front-page dei quotidiani testé unificati (sotto la cupola debenedettina).

Colpirne uno per educarne cento. Parità un par de palle.

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Nanni Cobretti

6 marzo alle ore 20:11 ·

Avete presente quando provarono a pompare gli incassi di Mad Max Fury Road dicendo che era nata una campagna di boicottaggio da parte dei maschilisti? Qualcuno ha preso appunti (dimenticando che quel giorno nacque il concetto di “Milo Yannopoulos persona rilevante”, tra l’altro).

http://mashable.com/2017/03/06/beauty-and-the-beast-russia-gay-propaganda-ban/?utm_cid=mash-com-fb-main-link#dDIlLgbkbzqI

(MV) – Conoscevo già la parola “Queer” ma solo ora, dal pezzo linkato qui sotto, apprendo che la sua iniziale può essere incorporata nella sigla, omnicomprensiva, con cui si indica il “terzo sesso”: LGBTQ.

Questa cosa avvalora particolarmente una boutade che avevo letto sui social-media (Twitter, mi pare), non molto tempo fa:

– Protesta LG: basta aggiungerci consonanti a caso!

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07 marzo 2017

Se la sigla completa è LGBTQ, includendo anche l’iniziale di “Queer”, vorrei lanciare una sottoscrizione: aiutiamoli a comprare una vocale.

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In Italia è ancor più utile che si aggiunga la Q (Queer) alla sigla LGBT; che altrimenti potrebbe sembrare il codice fiscale di Legambiente.

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Marco Valori
ha condiviso la foto di MI6-HQ.com.


7 marzo alle ore 9:05
·


(MV) – What do they have in common, captain Marko Alexandrovich Ramius and president Donald John Trump? The “silent propulsion”.

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Se avesse vinto Amy Adams (neppure candidata), chissà che busta avrebbe rischiato di arrivare in mano a Warren Beatty: magari una bolletta.

http://www.craveonline.com/girls/1221691-amy-adams-and-her-cleavage-at-oscars

– Photo: Pascal Le Segretain (Getty) –

BEVERLY HILLS, CA – FEBRUARY 26: Actor Amy Adams attends the 2017 Vanity Fair Oscar Party hosted by Graydon Carter at Wallis Annenberg Center for the Performing Arts on February 26, 2017 in Beverly Hills, California. (Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images)

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“LA LA LANGLEY”: prossimamente su tutti i dispositivi.

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http://cinema.everyeye.it/notizie/indiana-jones-5-non-sara-l-ultimo-capitolo-del-franchise-parola-di-bob-iger-265033.html

Un film di Indy senza dissolvenza col logo Paramount è come un film di Bond senza Gun barrel sequence.

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08 marzo 2017

http://www.corriere.it/cronache/17_marzo_07/sciopero-generale-dell-8-marzo-si-fermano-trasporti-scuola-4ae4ce08-0318-11e7-abb5-4486feee70af.shtml

Que viva la Lisistrata!
E stasera tutte a vedere “Fifty Shades Darker”, ché si pagano solo 2 euro!
#ilcazzocinquina!

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Zein bin Ra’ad Zein al-Hussein, ONU, reputa il Ban “illegale, meschino e contrario ai diritti umani”…

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Nanni Cobretti

8 marzo alle ore 8:36 ·

Il primo film di donne di menare della storia (Thomas A. Edison, 1901)

(MV) – “Non una di meno”.

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Premio Nobel per la Quiescenza (imposta agli altri).
“I believe that no matter how random things might appear, there’s still a plan” / “Per quanto le cose possano apparire casuali, c’è sempre un piano” («The A-Team», 2010).

Ma dubito fortemente che esso, in questo caso, corrisponda a quello del Padreterno in cui crediamo noi cattolici; da Mel Gibson e Mark Whalberg in giù.

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In «Kingsman – The Secret Service», Samuel L. Jackson dice ad Obama: “Apra bene quelle cazzo di orecchie”.
Mai esortazione fu più superflua.

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Pensate se uno, come Bill Murray in “Groundhog Day” (2 febbraio), si ritrovasse intrappolato nell’iterazione di questa giornata. E invece…

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/congresso-pd-anche-cirinn-si-schiera-orlando-1372521.html

(MV) – Le primarie non mi riguardano. Ma viene voglia di tifare Renzi.
Sperando che non faccia prigionieri.

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http://movieplayer.it/news/dumbo-eva-green-nel-cast-del-film-diretto-da-tim-burton_49181/

(MV) – Perché un altro family-movie, Mlle Green, perché?!
La vostra missione, nel cinema, è un’altra…

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09 marzo 2017

“(Thor-pignattara)”.

Così avevo commentato l’immagine, sotto il post di Nanni Cobretti che linko qui sotto (il di lui status originale era: Ma che gli è successo, è entrato nella fase post-hardcore?”).
Tanto valeva farne un meme, a questo punto, ringraziando sia la fonte immediata che quella primaria (di cui, in calce, ho preservato il logo).

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206321827484935&set=a.2371909997539.86254.1844206553&type=3&theater

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http://www.bestmovie.it/news/thor-ragnarok-nuovi-interessanti-dettagli-sulla-trama/587261/
(MV) – Stanno togliendo lavoro a Friedberg & Seltzer, o ai fratelli Wayans (qualcuno magari penserà : “meglio così”), facendosi direttamente lo spoof.
Se avete amato “Un Turco Napoletano”, adorerete “Una Valchiria Afro-latina”.

– Condivisione tramite la pagina di Giuseppe Cozzolino II:

https://www.facebook.com/steed67/posts/776335185862549?pnref=story

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10 marzo 2017

Sono connesso, dunque annesso.

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Siamo connessi dunque annessi.

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11 marzo 2017

Renzi​: “il PD argine della tenuta democratica”.
Peccato che la vera piena, del prepotere togato, la alimentino dal ’92 proprio gli ex PCI.

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Niente rivela una tendenza élitaria ed oligarchica quanto l’aggiungere a “popolo” (di cui all’Articolo 1) il suffisso dispregiativo “-ismo”.

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Nanni Cobretti

11 marzo alle ore 10:20 ·

Ragazzi state tutti calmi non è viral finché qualcuno non riceve “minacce di morte sui social networks”

http://giphy.com/gifs/smJ5ZIBb1NPwc?ref=fbt

“Round round get around / I get around / Yeah / Get around round round I get around… “ (i fratelli Zucker, Jim Abrahams e Pat Proft non avrebbero potuto sceneggiarla meglio).

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12 marzo 2017

L’etimologia appropriata di “centro sociale” risiederebbe nella città russa di Soči, sul Mar Nero, ai tempi del criminale regime stalinista.

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Una volta, in collegamento Tv da Napoli, sentii disquisire il Fenomeno della pelota: in una decina di minuti, riuscì a riferirsi altrettante volte a sé stesso parlando in terza persona.
Purtroppo lui non aveva la fascia bianca di capitano degli azzurri, ma quella tricolore di sindaco del capoluogo campano.
E non era esattamente “Pibe” il termine che avresti associato alla sua faccia; tanto meno “de oro”.

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Sono sempre stato un grande estimatore di De Magistris.
Gianni, dico, il fuoriclasse di pallanuoto.
Non l’altro, il figurante di Spaceballs.

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Come far diventare Giggi er Bullo una “maschera” napoletana.

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Non solo Dio non esiste, ma provate a cercare un idraulico per Palazzo S. Giacomo, a Napoli, durante i weekend.
O nel resto della settimana.

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Imola Oggi

12 marzo alle ore 9:05 ·

Le bufale di De Magistris: “Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che io rappresento”.
(Ma se li ha istigati lui!).

(MV) – Ineccepibile.
Sua Eccellenza ha PRESO le distanze da quelli che esibiscono le medesime, antipodicamente, rispetto a democrazia-ordine-legalità; ma dopo aver preso da loro tali distanze, rispetto ai sacrosanti principî e valori, ha avuto cura di farle perfettamente proprie.

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DE MALIS MAGISTRIS

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De Magistris: “A Napoli lo Stato sono io”.
Ora manca solo ammonire Salvini: “Se non stiamo attenti ci riempiamo la città, di gente come te”.

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RAGIONEVOLI DUBBI
“Lotto Marzo”, come l’hanno genialmente ribattezzato, è appena trascorso, ma la Lotta Continua.
La superoina Captain Marvel, all’anagrafe Carol Danvers, nel 2018 farà già la sua prima apparizione in «Avengers: Infinity War» e, l’anno seguente, avrà il suo bravo film “stand alone”. Di quest’ultimo, naturalmente, non sono ancora iniziate le riprese ma già si conosce la data del 2019 prescelta per l’uscita: 8 MARZO, appunto, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA (non “July, 17”, come prospetta questo trailer fan made).
Parecchi, a cominciare dagli uomini col complesso di colpa, diranno: “È cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza”.
Io invece, citando le immortali parole dell’attore black Yaphet «Live And Let Die » Kotto a proposito della querelle su Idris Elba potenziale new Bond, preferisco dire: “POLITICAL CORRECTNESS BE DAMNED”.
https://www.theguardian.com/film/2015/apr/08/former-007-villain-yaphet-kotto-says-james-bond-cannot-be-black
Intendiamoci, il film di Captain Marvel mi interessa molto, quasi quanto la protagonista Brie Larson mi affascina. Però provo fastidio (eufemismo) per l’egemonìa del pensiero unico globale, di fatto ancorato – fra gli altri – a slogan foeminazi degli anni ’70; ed un po’ di fastidio (eufemismo) anche per l’atteggiamento di più o meno fanciulle, più o meno gentili, che sembrano avere sempre accanto un pop-up con la scritta #ilcazzocinquina.
Sul palco del Dolby Theatre Ms. Larson, già vincitrice dell’Oscar (alla sua prima candidatura) per il film «Room», quest’anno si è ritrovata a dover premiare Casey Affleck, per «Manchester by the Sea»; il quale, in quel sepolcro imbiancato definito Mecca del Cinema, è attualmente malvisto per una storia di presunte molestie sessuali talmente fondata da NON aver prodotto sviluppi giudiziarî.
La bellissima Brie non si è sottratta al suo dovere scenico ma lo ha fatto con lo stesso caloroso trasporto con cui il colonnello Sepp Blatter, nel 2006, avrebbe premiato l’Italia campione (per-tutti-una-lezione) se lui non avesse elegantemente preferito abdicare all’odiosa incombenza (anni dopo gli sarebbe toccato abdicare del tutto, ma questa è un’altra storia).
Il Pensiero Unico Hollywoodiano, e non solo, è un monolite che non può essere scalfito dal principio civile del “reasonable doubt” (in dubio pro reo, classicamente); né dalla considerazione di quanto i loro protetti della vera Mecca e dintorni, innocenti vittime del “Muslim Ban”, rispettino l’altra metà del cielo.
Ve la siete ampiamente meritata, la biblica figura di merda planetaria con cui Nέμεσις vi ha punito. Viva i suoi strumenti, Brian Cullinan e Martha Ruiz.

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Da una parte la retorica, e l’assurda fattispecie, del “femminicidio”.
Dall’altra lo smantellamento delle prerogative materne.
SCHIZOFRENIA.

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/esperto-interrotto-diretta-bbc-dai-figli-colpa-nonna-1374151.html
James Kelly, 9 mesi, riesce a farmi ridere ogni volta; senza essere doppiato da Willis né Villaggio.

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14 marzo 2017

BBC: “BRING BACK CHILDREN”

Questo video, sul commentatore BBC in collegamento via Skype dalla South Korea ed i buffi – teneri – inconvenienti che gli càpitano in diretta, è inevitabillmente diventato virale, come usa dirsi: ho già scritto che nemmeno gli sceneggiatori di «Una pallottola spuntata», Jerry e David Zucker con Jim Abrahams & Pat Proft, avrebbero potuto renderlo più esilarante di quanto abbia fatto la realtà (chi avesse molta fretta può avanzare direttamente a pochi istanti prima di 2’22”, però – secondo me – “il brivido dell’imprevisto” si apprezza di più ove ci si predisponga per tempo, immergendosi fin dall’inizio in un mood di ordinaria amministrazione televisiva).

Eppure sembra che tale gustosa ed innocua “viralità”, per l’immancabile bastian contrario intellettualmente sovrastante alla massa, sia una sorta di AIDS: sindrome da discriminazione identitaria acquisita (con i retrògradi modelli educativi pre-gender).

http://www.newstatesman.com/politics/media/2017/03/bbc-pundits-children-video-not-funny-its-patriarchy-nutshell

Intendiamoci, voglio conservare un residuo di speranza che tale articolo punti in effetti ad irridere, scimmiottandole, le boldriniane vergini – o semivergini – vestali del sedicente antisessismo duro e puro.
Ma temo che non sia così. Qui davvero c’è chi pretende di stabilire che cosa sia divertente, e soprattutto ammissibile, per tutto il resto del genere umano. Forse io, che rido di gusto ogni volta che entra in scena l’infante con il suo wheeler, dovrei mettermi un po’ di cenere in fronte come hanno fatto Mark Whalberg e gentile Signora su Facebook (con ammirevole noncuranza del diffuso pregiudizio anticristiano ed in specie anticattolico), per la ricorrenza dell’Ash Wednesday.

Chssà, chissà… “Patriarchy in a nutshell” (il patriarcato in sintesi) is the new #ilcazzocinquina?
Uno comincia ad ignorare – come se niente fosse – le coatte differenziazioni sociali dipendenti dall’identità di genere, anzi uno si permette di sghignazzare sulla diversiità di ruoli familiari pre-determinata ineluttabilmente con il corredo cromosomico XX o XY, e poi – My Fair Lady, signora mia – non si sa mica dove andremo a finire… Magari, un domani più o meno lontano, potremmo perfino arrivare ad eleggere sindaco di Londra un esponente pseudo-integrato della cultura più patriarcale, fallocratica, misogina e repressiva esistente sull’orbe terracqueo. Ma questa, per ora, è solo fantapolitica.

 

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Per la salute, su Fb è di tendenza la foto vintage col testo “Sfida accettata”.
Ma nessuno potrà battere l’immagine 2017 di Paolo Gentiloni.

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Le vie della prevenzione medica sono infinite. Quindi accettate pure tutte le sfide che volete, pubblicando su Facebook le vostre personali foto vintage: è cosa buona e giusta (senza ironia).
Ma siate, nel contempo, anche realisti: non illudetevi che, in termini di stretta sensibilizzazione, ciò possa eguagliare la sfida di Alexandra Anna Daddario contro la forza di gravità.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-democratici-che-vogliono-cancellare-salvini-1374846.html

(MV) – I sinistri più democratici ammetteranno: “Sono compagni che sbagliano”.
La mira. Con le bombe-carta.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/legittima-difesa-salvini-piazza-25-aprile-pd-non-tocchi-1375140.html

(MV) – Corteo anti-crimine il 25/04? Per forza i sinistri blaterano: c’è un album di famiglia, da tutelare.

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15 marzo 2017

Nanni Cobretti


14 marzo alle ore 12:40 ·

“Ho portato un fucile” #DirtyDancing #30thAnniversary

“THE BEST YOUTH”

(“Red Dawn”; John Milius, 1984).

P.S. – Sarà scorretto, in ogni senso, però lo preferisco a “The Best of Youth”. L’avevo scritto per customizzare un po’ lo sharing, come sempre cerco di fare, e poi ho desiderato riportarlo anche nei commenti sulla Pagina originale: tale “Wolverines Pack” – con Lea, Charlie, C. Thomas e gli altri – mi esalta sempre come quella domenica pomeriggio nel febbraio di 32 anni fa, quando vissi “Red Dawn” al Fiamma di Siena – nome appropriato – due volte di séguito, ovviamente con un solo biglietto. Ma, se fosse stato necessario, ne avrei pagato volentieri anche un altro.
(MV)

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Ci sono utenti Facebook cui potrebbe insegnare il controllo dell’ego anche Zlatan Ibrahimović; e la gestione della rabbia anche Luis Suárez.

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17 marzo 2017

Tom’s Hardware Italia.

15 marzo alle ore 19:00 ·

Impostazioni privacy, aggiornamento marzo 2017

www.tomshw.it

“[…] ‘Cause if you’re gonna spy, you better SPY HAAARD!!!” ♩♪♫♬

Weird Al Yankovic, title-track del film «Spy Hard» con Leslie Nielsen.

Però qui si presta bene anche il titolo italiano, «Spia e lascia spiare»: voi utenti social che vi fate un pacco di cazzi altrui, così per sfizio, poi vorreste che Langley non si facesse i vostri, nel superiore interesse della sicurezza nazionale e di tutta la democrazia occidentale?

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Keanu, il primo nome di Reeves, in hawaiiano sta per “Cool breeze over the mountains”.
Io l’avrei già commercializzato come eau de toilette.

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lappello-erdogan-ai-turchi-europa-fate-almeno-5-figli-futuro-1376304.html

(MV) – In «Operazione Sottoveste» Grant diceva: “L’ultima cosa di cui abbiano bisogno è l’incoraggiamento”.

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18 marzo 2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/nuova-vita-ivana-cucco-l-ex-brigatista-promossa-dirigente-1376529.html

Da ALASIA ad ASL. Ma cancellare tre vocali, AIA, non basta certo a cancellare una vita da criminale.

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19 marzo 2017

La cinefilìa è una tale deformazione che tu senti “DESTINAZIONE FINALE: ORLY”, nelle news, e sùbito ripensi ad un’inquadratura di quel film.

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Gli Oscar: l’Accademia Ackermann del PC.

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20 marzo 2017

Input, casuale: “Giornata internazionale della Felicità” (20 marzo).
Output diretto: Felicity Jones.


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Che la “Giornata internazionale della Felicità” sia una fregnaccia, per me, l’avevo già fatto capire illustrandola con una personale reazione pavloviana: foto sexy di Feliciity Jones, che certamente non ha il suffisso “-accia”.
Però val la pena di tornare sull’argomento. Anzitutto per dire che la risoluzione dell’Assemblea generale ONU, con cui nel 2012 si istituì la ricorrenza, meriterebbe un Nobel speciale per aver concentrato in così poche righe tutti i più triti luoghi comuni:
Poi per ribadire che il valore di questa iniziativa, per me, corrisponde alla zeppa di tre lettere nella parola “Felicità”, che caratterizzava il titolo di una celebre commedia musicale (ma in tutt’altro senso).
VIVA FELICITY JONES!
VIVA “FELICI-BUM-TÀ”!


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http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2017/03/20/news/televisione_parliamone_sabato_paola_perego_donne_est-160960708/

VOGLIO LA TESTA DI GARCIA

Io chiederei anche di dare alle fiamme “Internal Affairs”, di Mike Figgis (1990); in cui Richard Gere, del personaggio di Nancy Travis, diceva questo (riporto in inglese per attenuare):
– She’s very pretty too. A little skinny for my taste, but they say the skinny ones give good head so…

E, per converso, irrogherei la stessa pena a “Best Defense”, di Willard Huyck (1984); in cui l’ingegnere Dudley Moore, considerando il rischio di non uscire vivo da una missione spionistica, raccomandava al figlio di orientare le proprie future scelte sessuali – eufemismo – esclusivamente verso “donne grasse”, per il seguente assunto:
– Fat girls tend to come a lot.

Non parliamo poi di un film che oltraggiò l’intera componente femminile del genere umano fin dal titolo: “Earth Girls Are Easy”, di Julien Temple (1989).

Insomma, su certi luoghi comuni non si deve fare ironia salottiera, o schermica, ma soltanto giustizia sommaria. Ed il “locker room talk” lasciamolo a quell’inveterato puttaniere che sta al 1600 di Pennsylvania Avenue in Washington, DC.

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P.S. – Non si trascuri neppure questo video, con tutto il filone di séguiti e varianti, constatando il suo evidente carattere lesivo nei confronti della dignità muliebre.
“Siamo tornati indietro di 100 anni” – come ha tuonato dal pèrgamo la suprema sacerdotessa – vale anche per quello: SIA RIMOSSO DAL WEB, IN TEMPO ZERO!

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Di fregni, non se ne alza uno solo al giorno, né soltanto a Roma, ma parecchi: sui social.
E pretendono la testa di qualche Alfredo Garcia.

 
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La Perego, che IRONIZZAVA sui miti maschili, ha fatto indignare più di Erdogan, che IRREGGIMENTAVA i corpi femminili quali arma demografica.

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“Le scuse non bastano”: tutto ad un tratto, Campo Dall’Orto si mette a parlare come il Cary-Hiroyuki Tagawa di “Showdown in Little Tokyo”.

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21 marzo 2017

Qualunque cosa dirai sull’argomento “Donne”, seppure faceta e non seria, potrà essere usata contro di te nel Tribunale del Popolo foeminazi.

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Caso Perego. Non so se dipenda più da deficienza di ironia o da abbondanza di isteria.
Comunque, signore/i, io ve lo dico: state male, eh…

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I social sono un turpe Moloch, o Dagoth, che ha costante bisogno di vittime sacrificali: da Morandi che fa la spesa di domenica alla Perego.

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Se un guitto, a Sanremo, va a blaterare che un leader politico ruba l’appannaggio di europarlamentare, allora è tutto corretto, non è vero?

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Giorni fa, la parrucchiera di mia madre stigmatizzava la predilezione degli uomini per le donne dell’Est Europa.
Forse va rimossa anche lei.

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Ma come cazzo fate a non capire che il vero bersaglio era il gallismo? Ma non l’avete visto “Il Diavolo” di G.L. Polidoro con Alberto Sordi?

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Ma come cazzo fate a non capire che il vero bersaglio era il gallismo? Non vi ricordate “Un sacco bello”, l’episodio del viaggio in Polonia?

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Gente di destra che, pur di attaccare la RAI “del canone in bolletta”, si aggrega ai linciatori del PolitiKally KorreKt pseudo-antisessista.

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La colpa della Perego è quella di aver creato scimmiottamenti pseudo-satirici, che hanno già rotto i coglioni come i giochi su “La La Land”.

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http://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/12336226/parliamone-sabato-laura-boldrini-intervento-decisivo-chiusura-trasmissione-paola-perego.html#.WNFoMTXcKIE.twitter

Le Oche Capitoline, da tastiera e no, siano fiere del loro insipiente starnazzare: hanno fatto respingere i “Galli”.

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/smaila-se-parli-delle-foibe-sei-tacciato-fascismo-1377169.html

(MV) – I più abietti sono quelli che scimmiottano tale impegno anti-omertoso, con la domanda “E le foibe?”.

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http://www.ilmessaggero.it/roma/campidoglio/achille_lollo_strage_primavalle_m5s_mattei-2069324.html

Consulente per cosa, quel pendaglio da forca? Per incendiare il Parlamento, come voleva Guy Fawkes?

__________________________________________________________________22 marzo 2017

Da decenni si irride la RAI “della trappa democristiana”, che copriva le gambe delle Kessler.
Mille volte meglio la DC delle probevirago PC.

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Le angustie si sopportano anche grazie all’umorismo ed all’ironia.
Chi della “lista” non ha capito una sega, dunque, fa pure una gran pena.

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(Ultimate version).
Ogni giorno, sui social network e sui media sensu lato, si alza un mucchio selvaggio di fregni, che avvampano come cani di paglia e reclamano la testa dell’Alfredo Garcia di turno.
Una squallida sottospecie di killer élite, anelante a conquistare la croce di ferro – con fronde di quercia – del movimento foeminazi e del PC in generale (o meglio PKKK).

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TACETENE SEMPRE

Solidarietà a Paola Perego, “blacklisted” da parte dei nuovi maccartisti griffati PC, per il semplice divertissement salottiero del suo «Parliamone sabato» (che “quelli in malafede, sempre a caccia delle streghe” non sono capaci di comprendere, per stoltezza congenita e fanatismo acquisito).

Viceversa il comitato delle probe-virago nonsolodonne, presieduto dalla terza nonché tersa carica (già alto commissario ONU ed aspirante commissario RAI), continua a lasciar passare in àmbiti meno faceti, come sono – o dovrebbero essere – i Tg, l’uso e abuso della volgare espressione forcaiol-segaiola “Olgettine” (sono costretto a ripetermi perché LORO si ripetono), la quale è ad un tempo:
– STALINISTA verso un leader politico, che da almeno 23 anni rappresenta “l’uomo nel mirino”, ergo verso tutto il suo entourage pubblico e privato;

– RAZZISTA verso la comunità cinese, di cui si scimmiotta una presunta limitazione fonetica (in un contesto informativo che, appunto, non dovrebbe permettersi licenze da avanspettacolo o cabaret);
– e soprattutto MASCHILISTA, da anni definendo un gruppo di ragazze con quell’ameno marchio d’infamia (tipo la “Scarlet Letter” di Hawthorne), già irrogato dall’inquisizione mediatica – quarto, quinto e sesto potere – con sentenza definitiva passata in giudicato.

RAI. DI TATTO, DI PIÙ.
(Ma solo con chi ce pare; per gli altri, sticazzi).

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/sud-spende-donne-e-alcol-e-berlino-difende-dijsselbloem-1378005.html

Quella su Est vs Ovest era solo ironia da talk-show.
Questa su Nord vs Sud è idiozia da coffee-shop.

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Marco Valori

TR(i)UMP(h)! – 2 di 2

Updated 28 novembre 2016, h. 22.35

Come rievocavo nei commenti alla parte «1 di 2», questo pezzo di Bon Jovi, uno tra i miei favoriti, lo avevo pubblicato sui social-network il 9 novembre per festeggiare il «Trump’s Triumph», in barba alla realtà virtuale propalata dai sondaggisti; ed un po’, simpaticamente, anche in barba al clintoniano frontman Jon Bon Jovi.
(Ma quanto era carina ed avvenente Elizabeth Hurley, qui in «EdTV» del 1999, e quanto lo è tuttora a cinquantun anni! Forse, ancor più che il batterista della band Tico Torres, già sposato con Eva Herzigova, avrei voluto essere il mio coetaneo Hugh Grant; e fare di tutto per non separarmi da Liz).
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10 novembre 2016
Noir Factory – Laboratorio di Cinema & Scrittura divertito con Giuseppe Cozzolino e altre 35 persone.

9 novembre alle ore 21:10 ·

A proposito delle Elezioni Americane…

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Go ahead… Make my Election Day.
(MV)

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12 novembre 2016

Come scrisse Bertolt Brecht al presidente della DDR, dopo l’insurrezione operaia del 1953 duramente repressa grazie al contingente sovietico, “Il Comitato Centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”.

Magari dopo aver sciolto quello attuale nell’acido; degli umori che la Cupola internazionale sta riversando, oggi, dopo Brexit e Tr(i)ump(h)

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/juncker-trump-non-conosce-mondo-lui-perderemo-due-anni-1330561.html

Una volta, in un prato, una rana vide un bue.
In preda ad invidia per quell’imponenza, prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Domandò quindi ai propri piccoli se fosse diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Sùbito la rana riprese a gonfiarsi, con maggiore sforzo, e di nuovo chiese chi fosse più grande…

Con Fedro mi fermo qui perché non voglio menare gramo, sia pure in forma allegorica, nemmeno a chi sta insultando o irridendo tutti, dal premier italiano al neo-eletto presidente americano (quindi le rispettive Nazioni; come aveva peraltro già fatto con quella britannica).
Mi àuguro solo che qualcuno si rivolga ben presto a ‘sto coat… tecnocrate lussemburghese nell’unico linguaggio che egli capisca, alla romana, cioè accompagnando con eloquente gesto (flessione delle dita in blocco, più volte) un’intimazione pacata quanto minacciosa: “Ahò… Scendi”.

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/emily-ratajkowski-nuda-contro-donald-trump-mio-corpo-mia-1330793.html

(MV) – Contro una scelta politica inaudita, serviva un gesto inaudito (mai visto) da parte di Ratajikowski.

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13 novembre 2016

Ricapitolando, Trump sarebbe stato eletto da una plebaglia di esseri inferiori.
Però il razzista è lui.
Ma che bravi soloni (accrescitivo)!

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Michael Moore, tempo fa, aveva definito Trump “una molotov umana scagliata contro il sistema”.
Chissà, oggi, come definisce le molotov vere.

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Chissà quanti, nel mondo di Hollywood e dello showbiz, si stanno acconciando a fare la stessa manovra di Jennifer Lopez (quella del titolo).

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http://www.ilgiornale.it/news/mondo/new-york-manifestazione-contro-lelezione-trump-1330831.html

Gli scalmanati delusi dalla democrazia, sentendosi superiori a Martin Luther King, hanno un “GRANDE sogno”: quello che tutto il loro pressing piazzaiolo costringa i Grandi Elettori a sovvertire l’esito del libero voto, Stato-per-Stato, conferendo la nomina alla sconfitta Ms. Clinton in quanto presunta vincitrice del suffragio nazionale. (Il do-it-yourself del regolamento per l’elezione del POTUS, come si vede).

Poi, immagino che le stesse inconsolabili prèfiche, dei tre sessi, si daranno da fare anche per riunire i Beatles.

Alla luce di tutto questo, cari californiani (che naturalmente rispetto), siete proprio convinti che il fumo avesse tanto bisogno di essere legalizzato?

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Obama non sta facendo una gran moral-suasion per preservare nel suo Paese, con la Democrazia, anche quella Pace per cui ebbe il Nobel 2009.

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THAT ’70s SHOW

I facinorosi DDR, Delusi dalla Democrazia Reale (preferivano la democrazia virtuale – dei sondaggi – ed il socialismo reale), continuano ad alimentare nelle strade d’America – ma anche altrove, per esempio nella stessa Berlino – quel clima da nuova guerra civile prospettato in campagna elettorale, a guisa di irresponsabile spauracchio, dalla candidata democratica Hillary Clinton.

Fatto sta che nel servizio del Tg2 – Ore 13 di oggi, domenica 13 novembre, ho sentito scandire dai piazzaioli USA (in inglese) il celebre slogan comunista “El Pueblo unido jamás será vencido” (dalla famosa canzone cilena nata già ai tempi di Allende, e divenuta quindi popolare in tutto il mondo – grazie agli Inti Illimani – contro la successiva dittatura Pinochet).
Sembra un po’ di essere tornati agli anni ’70, non è vero? Ma c’è molto di più, ovvero – Udite! Udite! – il famigerato principio “Tanto peggio, tanto meglio”.

Càpita infatti che, al microfono della Rai, parli per qualche secondo un capo degli agitatori; il quale serenamente dichiara:
– La protesta andrà avanti ad oltranza, così lui (Trump, nds.) SARÀ COSTRETTO A RISPONDERE USANDO LA FORZA DELLLO STATO, E PER NOI SARÀ UN SUCCESSO COME AI TEMPI DEL VIETNAM.

Non l’ho sognato, giuro, sono le testuali parole del tizio: canuto (nonché “barbudo”), età apparente intorno ai sessantacinque anni.
Ai tempi della «Dirty War» (come ce ne fossero di pulite) il grand’uomo era, presumibilmente, uno di quei sordidi imboscati figli-di-papà che si ammantavano d’ideologia per coprire la loro vigliaccheria; che bruciavano la cartolina-precetto e si accendevano una cartina dopo l’altra; che si giocavano la memoria a breve termine in esperienze tipo Woodstock mentre i loro coetanei davano tutto in Indocina e comunque, in caso di rientro, avrebbero subìto la perdita di memoria da parte dell’ingrata comunità nazionale.
Spero che quell’immenso bastardo finto pacifista / vero guerrafondaio fosse già “attenzionato” dai federali e dunque, per il suo criminale delirio, venga prontamente arrestato.

Ma il presidente tuttora in carica Barack Hussein Obama, dal canto suo, che fa? Come già ho accennato in un tweet, ben si guarda dal far seguire alle formali parole di accettazione e di collaborazione, verso il vincitore, una concreta attività di “moral suasion” nei confronti degli oppositori sediziosi: sembra non gli stia particolarmente a cuore preservare nel proprio Paese, insieme con la Democrazia, anche quella Pace per la quale gli era stato conferito – alle intenzioni – il Pemio Nobel 2009.

Non voglio spingermi a sospettare che il POTUS voglia avvelenare i pozzi d’acqua potabile, o incendiare quelli di petrolio come l’Isis sta facendo attorno a Mosul, però la sensazione che egli stia fondamentalmente pensando “Cazzi suoi” è fortissima.
Con possibili implicazioni negative per le ambizioni politiche della gentile consorte Michelle, oltre tutto, che i revanscisti già stanno invocando per il 2020. Vabbe’, ora non drammatizziamo… Male che vada la carriera di lei, i piccioncini potranno sempre tornare a mangiarsi un gelato nel Southside di Chicago, come al primo appuntamento (rievocato con apposito film di regime), e magari anche tornare a vedere «Do the Right Thing» di Spike Lee (ibidem); senza bisogno di sbattersi a FARLA, la cosa giusta, ché è troppo impegnativo.

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Wake UP, America ha aggiunto una nuova foto.

12 novembre alle ore 1:52 ·

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(MV) – Go ahead, Mr. Eastwood, go ahead…

Please, live long and let die by anger.

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14 novembre 2016

Domenica notte, sull’abbrivio del post Eastwoodiano, un amico mi chiedeva qualche impressione sulla probabile squadra di Donald Trump, da parte sua vivamente approvando i nomi di Rudy Giuliani e Sarah Palin.
Gli ho naturalmente risposto in quella sede, però mi piace ripetermi anche in un apposito status (quindi lo ringrazio per l’input).

Siamo in grande sintonia, Lorenzo. Talmente in sintonia che stamani presto, prima ancora di accendere il pc e vedere il tuo commento qui sopra (ieri sera avevo già staccato), mi si delineava in testa un nuovo post incentrato esattamente su Ms. Sarah Palin, e le volgari offese di cui fu oggetto otto anni fa quale N. 2 del ticket di John McCain: lo butto giù a breve, il prima possibile, perché certe cose mi fanno chiudere la vena, come si dice (mi riferisco alla manifestazione foeminazi annunciata per il giorno dell’insediamento).

Grande entusiasmo per un mito legalitario quale Rudolph Giuliani, anche da parte mia; anche perché è l’unico pezzo grosso a non aver mai abbandonato Donald Trump, nemmeno quando buona parte del Gop stava cercando di mettergliela al culo (ossia di revocarne la candidatura, poco più di un mese fa, appunto per quella porcata spionistica del caso “Hot-Mic”).

Vedo con molto favore anche la cooptazione in squadra del generale David Petraeus, già comandante delle operazioni militari in Near East, e di Newt Gingrich, vecchia volpe dell’ala repubblicana conservatrice.

Mi dànno fastidio, invece (devo ammetterlo), le voci che circolano intorno al Tesoro: un ex mammasantissima di Goldman-Sachs e addirittura l’attuale Capo dei Capi di JP Morgan.
Ecco, io non sono nessuno, ma se avessi il potere di mettere a Trump una pulce nell’orecchio, gli direi: “No guarda, Donnie: sei stato votato dal Popolo contro il prepotere di establishment e lobbies. Ergo le banche d’affari, ANCHE NO”.

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Adunata oceanica foeminazi per l’insediamento di Donald Trump.
Nel caso che la chiamino “If not now when?”, CI DOVRANNO PAGARE LE ROYALTIES.

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HARVEY DENT, «TWO-FACE», FOR PRESIDENT

Nel 2008 la signora governatore dell’Alaska, Ms. Sarah Louise Palin, N. 2 del ticket repubblicano per le presidenziali (il N. 1 era il senatore John McCain), indirettamente si auto-definì “un pitbull con il rossetto”. Anzi, per essere precisi, ecco la citazione testuale presa da Google:
They say the difference between a hockey mom and a pitbull? Lipstick”.

Il candidato democratico tutto liberté-égalité-fraternité, Mr. Barack Hussein Obama, dalla tribuna di un comizio elegantemente replicò: “Puoi mettere il rossetto anche ad un maiale; ma rimarrà un maiale”.

Io non ricordo (e non mi sono fottuto la memoria a furia di cannoni) alcuna vibrata reazione politically-correct sui media, a tutela della dignità femminile offesa con accostamenti da suburra; tanto meno ricordo adunate oceaniche foeminazi, allorquando il senatore dell’Illinois vinse le elezioni e si insediò a Washington come 44° Presidente degli Stati Uniti, il primo (semi-)afro.

Gli uomini e le donne saranno pure uguali, come cantava l’ottimo Cesare Cremonini; gli uomini tra di loro saranno certamente uguali… MA LE DONNE TRA DI LORO, EVIDENTEMENTE; NON SONO AFFATTO UGUALI: CI SONO QUELLE DI SERIE “A” e “QUELLE DI SERIE “C”.

«Do The Right Thing», come nel film di Spike Lee che i due attuali Inquilini della Casa Bianca si degustarono – dopo il gelato – al primo appuntamento (come da biopic-romcom «Southside With You / Ti amo, Presidente», forse non commissionata ma di sicuro autorizzata): “Fa’ la cosa giusta” significa saper distinguere, secondo convenienza, fra le donne delle due categorie.

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Trump ha vinto contro establishment e lobbies.
Spero non coopti in squadra i caporioni delle banche d’affari.
“IL MIO GOVERNO È DIFFERENTE”.

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THE NEW PERSUADERS!

Sì, lo so: probabilmente altri, nel vedere questo “team up” anglo-americano avrebbero chiamato in causa l’irripetibile coppia formata dal britannico Stan Laurel e dal georgiano Oliver Hardy, nella migliore ipotesi (nella peggiore, il molto più recente ed effimero – comunque memorabile – duo costituito da un altro georgiano, Jeff Daniels, e dal canadese – ergo formalmente suddito di HM – Jim Carrey).
Il mio primo pensiero è stato invece per «The Persuaders!», perché siamo oggettivamente di fronte a due “Persuasori” (in barba a tutto ciò che ben sappiamo), per quanto assai diversi da lord Brett Sinclair e dal petroliere Danny Wilde.

Tra l’altro, proprio nel primo episodio di «Attenti a quei due» (il titolo italiano della serie, stracitato, che casca a fagiolo per gli antipatizzanti dei due nuovi leader), si sentiva una gradevolissima canzone di Tony Hatch & Jackie Trent, «Gotta Get Away» ovvero “Devo andare via”; che potrebbe essere l’inno sia dell’indipendentista Nigel Farage che dell’isolazionista Donald Trump.

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THAT’S THE MASS, BABY

A fronte di alcuni grandi professionisti che eccellono anche nell’onestà, come Enrico Mentana, molti altri non si rassegnano al fatto che il quarto/quinto potere, pressoché interamente dispiegato a sospingere – se non canonizzare – la Clinton e a demonizzare Trump, non sia stato influente o comunque risolutivo nel senso auspicato; né si rassegnano al fatto che il tycoon abbia reagito contro questi diffamatori seriali, segnandoli anche a dito dalla tribuna oratoria, e che adesso si prenda la piccola soddisfazione – a mezzo tweet – di togliersi i sassolini dalle scarpe.

Fin dalla frustrante nottata elettorale (in cui su RaiNews24 si evocò lo spettro del Führer, allusivamente da parte di Antonio Di Bella ed esplicitamente da parte dell’ospite Alan Friedman), stanno dipingendo Donald Trump come se questi personificasse il titolo, sia in italiano che in lingua originale, di un film memorabile: «L’Ultima Minaccia / Deadline U.S.A».

Per una volta allora, invece che citare fedelmente da esso la storica battuta di Humphrey Bogart, come faccio di solito (magari accompagnandola col seguente filmato), voglio essere io a permettermi una cosa che non amo particolarmente: prendermi la licenza di parafrasare la one-liner del direttore Hutcheson, sostituendo la parola-chiave “stampa” con “massa”, mai vituperata più di oggi (con la variante “democrazia” già si era espresso Toni Capuozzo, in un mirabile corsivo su Facebook a tamburo battente).

Ma io continuo a preferire l’inglese, sia perché “bellezza” – già più lezioso di “baby” – è stato reso stucchevole dall’abuso di parafrasi solo pretestuose, sia per mantenere l’assonanza con il sostantivo del dialogo originale in inglese americano: mass/ press (http://dictionary.cambridge.org/it/pronuncia/inglese/mass).

“Mass-media”, del resto è la terminologia comunemente usata per esteso. In fondo, che si tratti di LIBERI mezzi o di LIBERO popolo, quello che conta è il concetto dell’indipendenza nello scegliere, della refrattarietà ad ogni oscuro disegno di manipolazione; ed anche stavolta i cittadini, in dèficit degli organi informativi (come nel caso Brexit), se la sono garantita da sé.

“That’s the MASS, baby, the MASS. And there’s nothing you can do about it. Nothing”.

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15 novembre 2016

Ci sono “americani”, 240 anni dopo la Dichiarazione d’Indipendenza, che vogliono emigrare in Canada: per tornare sotto la Corona britannica.

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Wake UP, America

13 novembre alle ore 16:48 ·

How despicable is this and where’s the outrage from the feminists on the left? Better yet, where’s the Secret Service?

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http://conservativefiringline.com/anti-trump-protester-nations-capitol-rape-melania/

(MV) – “Where’s Obama?”, aggiungerei.
La fiera, nobile, coerente protesta degli anti-sessisti contro il vincitore delle elezioni.
Da noi, “Rape” potrebbe essere una semplice dichiarazione autoreferenziale; in America, purtroppo, è una sordida esortazione criminale.

(Come dite? Ah sì, certo: è solo un photoshop artatamente diffuso dalle forze oscure della Reazione… La ParteBuonaDelPaeseGlobale mica si abbassa a certi infimi livelli, lo si vide con la signora ex-governatore dell’Alaska).

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Lo derisero, per la gag della sedia vuota.
Ma il tempo è più galantuomo di un Nobel Peace(&LoveIsLove).

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http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/e-band-cambia-nome-non-ricordare-donald-trump-1331827.html

Perché non traducete il nome “Barenaked Ladies”? Come avrebbe detto Peter Venkman, siete francesi, no? Crazy Horse, Moulin Rouge, etc…
(E la band di Ed Robertson è pur sempre del Canada, nuova frontiera dei DDR, i Delusi dalla Democrazia Reale).
A questo punto credo sarebbe cosa buona e giusta, suo dovere e fonte di salvezza, che anche la Disney cambiasse il nome originale di Paperino: via sùbito quel – non più sopportabile – “Donald”! (E così, magari, dovrà sparire anche la statua del Papero che fa bella mostra di sé, e pessima pubblicità, al pianterreno di quel postaccio chiamato Trump Tower).
Ci vorrebbe proprio, come per Zio Paperone – Scrooge McDuck, un bel nome dickensiano: che so?, OLIVER DUCK.

Il riferimento piacerebbe certo anche al Papa, il quale “non giudica” a priori – bontà sua – ma si preoccupa che (per colpa del lazzarone, nds.) abbiano a soffrire i poveri e gli esclusi, come nell’Ottocento – non solo romanzesco – del grande Charles.
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16 novembre 2016

http://www.lastampa.it/2016/11/15/esteri/juncker-trump-mi-preoccupa-la-sua-una-campagna-disgustosa-u0r1l4OpZXkorpmpgmOavJ/pagina.html

Qualcuno glielo spieghi, urgentemente: per tirare calci a tutti, o sei un mulo o sei il Jean-Claude giusto.
Però “monsieur” Juncker, tecno-autocrate lussemburghese presidente della commissione europea, NON è il Jean-Claude giusto.

Lui semmai ricorda più Joss Ackland, il tracotante e irriducibile boss che nel finale di “Nowhere To Run” (“Accerchiato”), non rinuncia a sibilare un’ultima battuta minacciosa contro il Jean-Claude giusto (ma non gli va benissimo):
You… bastard! Do you know who I am?
– [Sbattendogli una portiera sul basso ventre] I know WHAT you are.

(Ecco, appunto).

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LADY EXODUS

“La Santanché ha detto che Trump potrà essere un buon presidente? Allora sarà un presidente bugiardo, perché in campagna elettorale ha detto delle cose orribili” (dopo di che ieri sera, avendo sentito abbastanza, il sottoscritto cambiò canale).

 A chi si deve tale perla del pensiero, scopiazzante «The Devil’s Alternative» di Frederick Forsyth, in cui il Presidente degli Stati Uniti – poprio all’inizio – esclama “Qualunque scelta io faccia, degli uomini moriranno”, nel senso che The Donald avrà comunque torto a prescindere dall’operato?
Non ci crederete ma la locutrice in questione, partecipante ad un talk-show politico, era la tecno-autocrate (di regia nomina sabaudo-borbonica) signora Elsa «Exodus» Fornero.
Dagli USA al Lussemburgo di Juncker (stra-favorito) all’Italia, continua quindi il grandioso talent-show globale per eleggere il miglior èmulo di Joss Ackland nell’epilogo del film «Nowhere To Run» («Accerchiato»), con Jean-Claude Van Damme:
You… bastard! Do you know who I am?!
– [Sbattendogli una portiera sul basso ventre] I know WHAT you are.
(Votate, votate, votate; almeno qui).

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Il renziano “anticipo pensionistico” viene abbreviato «Ape».
Per camparci, temo, bisognerà fare i salti mortali.
Come «Tarzan, the Ape Man».

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Avevo pensato: è passata una settimana dall’Election Day e stanno ancora dipingendo Donald Trump come fosse una sorta di Biff Tannen; il quale – tutti lo ricorderanno – in «Back to the Future Part II»,1989, era appunto diventato un tycoon (grazie all’almanacco sportivo che si era portato indietro dal futuro, e conseguenti “scommesse” su risultati conosciuti).

Ebbene, devo riscontrare – una volta di più – che bisogna sempre presumere di NON essere originali. Infatti, anche in questo caso, avevo scoperto l’acqua calda, e ben volentieri lo documento (l’articolo è di tredici mesi fa):

http://www.slashfilm.com/in-back-to-the-future-part-ii-biff-tannen-is-donald-trump/

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Veicolo contro il quale, 7 giorni fa, sono andati a sbattere l’Internazionale politically correct, il quarto/quinto potere ed i sondaggisti.

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T6 * – JUDGMENT DAY:
“Come with me if you want to live”;
“Hasta la vista, baby”.

* come la Triumph di Steve McQueen in «The Great Escape».

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Ricordate quando Abatantuono diceva «l’APE Piaccio»?
Vi si è ispirato Renzi: spera che l’Anticipo PEnsionistico sostenga la sua piacioneria.

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17 novembre 2016

2016 – ALLARME A HOLLYWOOD.

– Dopo un siberiano di Vladivostok (Yul Brynner, due film: 1960 e 1966);
– dopo tre americani wasp (George Kennedy,1969; Lee Van Cleef, 1972; Michael Biehn, serie Tv 1998-2000);
– dopo un americano finalmente black (Denzel Washington, carismatico ed eccellente come sempre, nel remake di quest’anno),

C’È IL FONDATO TIMORE
che un’eventuale prossimo atto del classico western «The Magnificent Seven» sarà non solo all’insegna della restaurazione suprematista bianca, pilotata dal simil-Russell Crowe che risponde al nome di Stephen Bannon e fa lo stratega del presidente-eletto; ma che altresì, in nome del feeling con Vladimir Putin, verrà girato in coproduzione con i russi e vedrà nuovamente un ex-sovietico alla guida dell’eroica pattuglia mercenaria: la superstar moscovita Alexander Nevsky.

http://www.imdb.com/name/nm1323785/mediaviewer/rm941169152

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Marco Valori ha condiviso il suo post.

17 novembre alle ore 13:08 ·

Ci andai vicino, dopo la Brexit, a scherzare con “Junkie” (“tossico”).
Oggi potrei specificare “Drunker”.

MV
26 giugno ·
Twitter

“Non è mai stato un grande amore”, schizza veleno l’Eu-burosauro.
Pronto il remix di Alanis Morissette: SUPPOSED FORMER INFATUATION JUNCKER.
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18 novembre 2016

Su Obama: se non l’omertà (meglio), “2,4 milioni di RIMPATRIATI”.
Su Trump: “3 milioni di DEPORTATI”.
E poi si lagnano, della mancata stima.

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Attuali differenze fra la Santa Messa ed i notiziari della Rai (Tg1, Tg2, etc.):
– la prima comincia sempre con la cosiddetta antifona d’ingresso, i secondi con il pistolotto renziano per il SÍ;
– la prima, rispetto ai secondi, esibisce sempre un maggior understatement nell’adorazione del Signore ed anche una maggiore laicità nella divulgazione del Verbo.

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Il Ku Klux Klan vuole festeggiare l’elezione di Trump? E non ha pensato, già che c’era, ad invitare anche il “Partito nazista dell’llinois”?

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“Contrordine, compagni” (come diceva il geniale Giovanni Guareschi): gli scrupoli di coerenza non li hanno mai fermati.

Sono anche andati in America, chi alla convention di Philadelphia chi alla White House, sperando di lucrare consenso interno dall’operazione “Io sto così con Barack [gesto degli indici affiancati], lei sta così con Hillary”.

Poi Trump vince le elezioni e, con una «U-Turn» che neanche J.Lo, il nostro amato premier tenta di accreditarsi come il corrispettivo italiano del nuovo presidente, l’unico in grado di realizzare anche qui il “Cambiamento” (ma non era, questo, un feticcio di Obama?). Tra un po’ “The Matteo” dirà pure che The Donald si è palesemente ispirato a lui per uno dei suoi tormentoni social: #DrainTheSwamp, bonificare la palude.

(Metto un’altra volta Jennifer perché, se proprio deve essere, meglio quello vero di lei che certe facce).

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L’America lancia le mode e noi le seguiamo: ecco dunque servito il nostro caso “Hot-Mic” autarchico.
Però con un bel rilancio, non c’è che dire: “grab them by the pussy” non è neanche lontanamente paragonabile a “un’infame, da uccidere”.

Vabbe’, dal momento che quest’ultima sentenza proviene da uno della Parte Giusta, non drammatizziamo né tanto meno criminalizziamo: una richiesta di scuse e “Amici come prima”, cantavano Paola e Chiara agli esordi; anzi, COMPAGNI come prima.

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Obama aveva con sé Janet Napolitano, agli Interni.
Purtroppo non ha un GIORGIO Napolitano, per superare i limiti della democrazia liberale.

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19 novembre 2016

Da «A View To A Kill»:
– L’Ordine di Lenin per il Compagno Bond: prima volta che viene decorato cittadino non sovietico.
Presto la seconda.

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L’Italia è riformata. Bisogna riformare gli Italiani.

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Ancora pioggia… Ehi, non è mica il 5 dicembre!

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“Se vince il NO, addio agli 80 euro”.
E questa sarebbe una minaccia? Non hanno imparato niente dal fedelissimo Don Vincenzo, “O’ Fenomeno”?

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Come chiunque, per formare la squadra di governo, anche Donald Trump sta facendo buon viso ad una serie di compromessi.
Con il Ku Klux Klan.

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Dal 5 dicembre l’Italia sarà come Los Angeles nel 2019: avvolta dall’oscurità, battuta dal diluvio e minacciata da replicanti (del passato).

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“Il fronte del NO è solo un’accozzaglia contro di me”, disse proprio quello che aveva con sé, in maggioranza-esecutivo, Monica #LoveIsLove Cirinnà e Beatrice #FertilityDay Lorenzin; ma soprattutto quello che governava (parola grossa) con l’ex delfino del Caimano e spadroneggiava – “fiducia non olet” – esclusivamente grazie al Soccorso Verdini in Senato (per questo mirando a trasformare la Camera Alta in dépendence di 15 regioni rosse su 20 totali).

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“Il fronte del NO è un’accozzaglia contro di me”.
Eeeh, ce l’hanno tutti con me perché sono giovane e rosé (troppo rosso per gli uni, troppo bianco pergli altri)…
È UN’INGIUSTIZIA, PERÒ…!

P.S. – La partita è sì apertissima (indecisi, espatriati, prestigiatori), ma io non aspetterei l’ultimo momento per fare quel fagotto.

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THE DEPLORABLES – MIGA (suona anche meglio di MAGA)

“Il fronte del NO è solo UN’ACCOZZAGLIA contro di me”.

– Visto da destra (allargata, è vero):
Evvài… L’Amerrica lancia le mode e, tempo un paio di mesi, noi le seguiamo.

10 settembre 2016: Hillary Clinton, tradendo il nervosismo sull’esito delle presidenziali, insulta i simpatizzanti del suo avversario come “BASKET OF DEPLORABLES”, cesto dei miserabili.

19 novembre 2016: Matteo Renzi, tradendo il nervosismo sull’esito del referendum, insulta i fautori del NO come “ACCOZZAGLIA” contro di lui.
Partita aperta, ma ora l’Independence Day (© DJT) è un po’ più vicino anche per l’Italia.

– Visto da sinistra (sempre sensu lato):
Vabbe’… Continuiamo così: facciamoci del male.

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20 novembre 2016

Renzi, secondo Berlusconi, sarebbe “L’UNICO LEADER” della nostra politica.
Ma con un nemico così, l’interessato, che bisogno ha degli amici?

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Quest’anno, l’olio d’oliva non sarà eccellente.
Ma se il “No” la spuntasse, QUALUNQUE tipo di coltivazione verrebbe devastato dalle locuste.

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Se vince il No alla Riforma, torna a tal punto LA PALUDE della vecchia politica che le Everglades della trumpiana Florida ci fanno una sega.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-e-vizio-dellelicottero-us-pure-regionali-1333842.html

Vabbe’, lasciàtelo giocare… Tutti amiamo «Tuono Blu».
E adoriamo «Predator»:
– GET TO THE CHOPPER!

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Se vince il No, torna «LA PALUDE DEL CAIMANO» (democrazia K.O.: non ha “l’anticorpi coi controcojoni”)!

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AMERICAN BROADWAY OF LIFE

http://www.ilpost.it/2016/11/19/messaggio-hamilton-mike-pence/

Mike Pence credeva di assistere in pace ad uno spettacolo, sicuramente fiducioso nell’indipendenza dell’arte dalla politica, ed invece si è dovuto beccare (tipo fallo di frustrazione) i fischi degli ultra-democratici in platea.

Donald Trump (ancorché non presente in sala) si è dovuto beccare un appello, diciamo pure un “avvertimento”, dagli ultra-democratici attori del musical «Hamilton» (cui il Pulitzer – ebbene sì, il Pulitzer, NON il Tony Award – deve aver dato alla testa più di uno “speedball”).

Però, dopo tutto, il ticket repubblicano vincitore delle elezioni può ritenersi fortunato. Chissà a quanti ultra-democratici avrebbe procurato un orgasmo, l’eventualità che qualcuno di loro preferisse la pistola al pistolotto (secondo istigazione di quell’opulento, anzi lutulento, rapper); e che il teatro diventasse almeno per il Vice, intanto, ciò che altrove era già stato – 151 anni fa – per “Honest” Abraham Lincoln.

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Nobel per la Letteratura a Bob Dylan.
Pulitzer al musical “Hamilton”.
A questo punto, se il Pallone d’Oro sfugge a Renzi non c’è giustizia.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/11/19/trump-bannon-satana.-e-il-potere_748e67b8-acb7-41b6-9e12-095afa6cc7ac.html

“DARKNESS IS GOOD. DICK CHENEY. DARTH VADER. SATAN. THAT’S POWER”.
Al simil-Russell Crowe che risponde al nome di Stephen Bannon, e che fa il consigliere strategico di Donald Trump, non manca certo un sulfureo senso dell’umorismo.
Però si nota sùbito che non ha familiarità con il nostro football. O in quell’elenco, pur ristretto, avrebbe inserito Luciano Moggi.

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http://www.imolaoggi.it/2016/11/19/la-stilista-di-michelle-non-vestira-melania-non-condivido-valori-di-trump/

NEL (DOPPIO) SEGNO DI MERYL STREEP

Si attua la demonizzazione anche rendendo impossibile il titolo “THE DEVIL (anzi, SHE-DEVIL) WEARS SOPHIE THEALLET”.

La stilista di Michelle non vuol vestire Melania?
1) Siamo contenti lo stesso.
2) L’obiezione di coscienza nei sarti, veramente, ci mancava.

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È tutto così perfetto: “I Soliti Noi”, “ACCOZZAGLIA”, “Festival”…
Non c’è da far altro che postdatare i festeggiamenti, di 11 mesi.

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http://www.imolaoggi.it/2016/11/19/roma-m5s-chiede-di-abolire-la-messa-di-natale-fratelli-ditalia-e-ridicolo/

(MV) – Non si entra nel clima natalizio, almeno per me, finché non arriva la prima roboante cazzata iconoclasta; pardon, la prima roboante cazzata “inclusiva”.

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21 novembre 2016

… anzi: SONO IO, PaludiNO; e faccio parte dell’Accozzaglia; anzi, ACCROZZAGLIA.

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http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12023042/messa-natale-cancellata-grillini-roma.html

Si chiamano Cinquestelle e vogliono oscurare la Cometa…
Ah, la tradizione: ORA SÍ CHE È NATALE!

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M5S attacca Fazio per aver ospitato Renzi sùbito dopo i Coldplay.
Poteva andare peggio: sono ancora attivi gli YES.
https://it.wikipedia.org/wiki/Yes

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Financial Times: «Italia fuori dall’euro se vince il No».
A giorni un editoriale di Playboy: «Fuori dalla grazia di Dio chi si fa le seghe».

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http://www.virginradio.it/news/rock-news/221«»625/green-day-all-attacco-di-trump-durante-gli-american-music-awards.html#.WDNkNdHWWoo.twitter

Niente è più fascista che contestare a priori.
E rispettare la democrazia solo quando rende legale un bel Green Day.

Lorenzo Benzi Green Day polemici solo nei periodi delle presidenze repubblicane.

MV L’hai detto. E me ne rammarico giacché “American Idiot”, musicalmente, mi piace parecchio (ho la Special Edition).
La contestazione, se civile, fa parte del gioco democratico; ma deve prima di tutto rispettare la libera volontà popolare e poi essere mirata all’operato tangibile di chi si contesti, non alle sue intenzioni presunte.
Altrimenti, ripeto, è quella il vero fascismo. Ed allora è molto meglio che Billie Joe e compagni (di tutta l’America, ma non solo) passino il Day a fumarsi il Green.

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22 novembre 2016

Appelli per il SÌ, appelli per il NO… Ma per fortuna, qui, «Pompa» rimane esclusivamente una release firmata Squallor.
Senza la E finale.

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Mi àuguro che ce la faranno a rispettare almeno il mese di novembre, che è tutto consacrato alla memoria dei Defunti.

Ma i primi due giorni di dicembre, di questo passo da New College oxfordiano (“Un’accozzaglia contro di me”, “Una scrofa ferita”…), si arriverà fatalmente a:

– MA LI MORTACCI TUA E DE CHI N’TE ‘O DICE CO’ ‘NA MANO ARZATA…!!!
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23 novembre 2016

Valerio Pellegrini

10 novembre alle ore 20:54 ·

Dagli USA ci aspettavamo il primo presidente donna e invece ecco il primo presidente POP (eletto senza aver mai ricoperto incarichi pubblici o militari).

(MV) – Apprendendo dai sondaggi – cum grano salis, va da sé – che la popolarità di Donald Trump è già cresciuta di 9 punti (dal 37%, pre-elettorale, all’attuale 46%), finalmente mi risolvo a condividere un post che – nella sua oggettività – era gà perfetto in sé.
Ineccepibile, sì: lui è il primo presidente POP.
Successore, direi, del primo presidente RAP.

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Descrivete con un titolo di film il rapporto intercorrente fra Renzi, potere esecutivo, e Viale Mazzini, quinto potere.
THE HORSE WHISPERER.

The Horse Whisperer Robert Redford ©Touchstone Pictures/Buena Vista for Sky Premier publicity only

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WEED WEEK

Apprendendo dai sondaggi – cum grano salis, va da sé – che la popolarità di Donald Trump è già cresciuta di 9 punti (dal 37%, pre-elettorale, all’attuale 46%), I Green Day di Billie Joe Armstrong (corifei dei DDR, gli “antifascisti” Delusi dalla Democrazia Reale) dovranno probabilmente cambiare nome: in GREEN WEEK o appunto WEED WEEK, una settimana intera trascorsa a fumare erba per dimenticare i sogni infranti.

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Ma come si fa, il 4 dicembre, a non votare – voluttuosamente – tutte le riforme in blocco? Quand’anche non fossero che uno spaccio di fumo, all’ingrosso, corrisponderebbero più che mai alla descrizione che lo stand-up comedian Bill Hicks faceva delle bionde:
“È difficile smettere di fumare, ora mi sembrano tutte il massimo. Ogni sigaretta sembra sia fatta da Dio, arrotolata da Gesù e sigillata dalla passera di Claudia Schiffer”.
In questo caso, almeno nella di lei presunzione, direi Boschiffer.

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– D’Alema: “sembra una vecchia gloria del wrestling”.
– Bersani: “è un esperto di birra”.
– Gli oppositori esterni ed interni: “palude, bestie, gufi, rosiconi, frenatori (trad. disfattisti, di ducesca memoria), etc.”.
– Il fronte del NO: “un’accozzaglia contro di me”.

Poi si becca (volgarmente) della “scrofa” e si atteggia a vergine offesa ma non rancorosa.
Credibile come un altro lord Brummell, il tecnocrate in capo Jean-Claude Juncker, il quale ammonisse: “Bevete Baileys CON MODERAZIONE”.

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http://www.huffingtonpost.it/2016/11/23/obama-medaglia-liberta-ellen-de-generes_n_13165256.html

Eh sì, Ellen fece coming-out in tempi di grande repressione sessuale, una roba da «Lettera Scarlatta» di Nathaniel Hawthorne. Vale a dire quando il puritano «Basic Instinct» era uscito da soli cinque anni e, soprattutto, c’era un Presidente così bacchettone che si faceva fare i bocchini dalle stagiste.

Grazie, comunque, di non aver insignito Clint Eastwood: QUELLA è la sua onorificenza più grande.

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#LaBuonaAccozzaglia
Ovvero:
ad un presunto Napoleone Bonaparte, bramoso di mettersi in testa la Corona Ferrea, io preferisco Napoleone Wilson.

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http://www.repubblica.it/economia/2016/11/23/news/manovra_l_opzione_donna_estesa_alle_lavoratrici_nate_a_fine_58-152640511/

È stato spassoso udire al Tg2 delle 20.30, testualmente,  “Via libera all’OPZIONE DONNA ALLARGATA”.
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http://www.ilgiornale.it/news/politica/wall-street-sogna-trump-pu-finire-incubo-1334860.html
“Noi siamo sopravvissuti a Berlusconi, gli Stati Uniti sopravviveranno a Trump”: così parlò Severgnini, sul New York Times, per metabolizzare l’enorme rospo che – come tutta l’intellighenzia globale – si era dovuto ingoiare quindici giorni or sono.
Sembra che la geniale profezia si stia avverando, purtroppo per lui, ben quattro anni anni prima del previsto e dell’auspicato.
Agli osservatori curvaioli non rimane, dopo tante palle, che tifare per la “bolla”.

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(MV)
Keith Ellison next leader of the Democrats?
Okay, let’s go on like this: let’s hurt ourselves…

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Nanni Cobretti

22 novembre ·

Io questo ve lo lascio qui. Purtroppo “il governo non vuole” che io veda il leggendario Nuovo Ordine Mondiale dei Ferrara Bros, altrimenti scattava fisso il paragone. UPDATE: il regista e’ il figlio di Chuck Norris. Per davvero.

(MV)
“Darkness is good. Dick Cheney. Darth Vader. Satan. That’s Power”. Peccato che il film non abbia potuto usare come tagline questa frase (già idealmente scolpita sul Monte Rushmore). 🙂

Scusate se non sarò breve ma un trailer così, nel trentennale (italiano: gennaio ’86) di «Invasion U.S.A» mi porta direttamente a DefCon1 di hype, nonostante il PG-13.
Ieri sera, a prima vista dello status, avevo letto male e per un attimo avevo creduto – sinceramente – che ci trovassimo di fronte ad un “premature remake” di «Armageddon».
Poi mi accorsi che c’era il giochetto di parole (un po’ forzato nella scrittura, certo più fluido nella pronuncia) e, credo come ogni italiano, pensai immediatamente al Nando di Alberto Sordi nonché ad uno stand-up di Enrico Montesano.
Infine, premuto Play, capii che non c’erano di mezzo né i Fratelli Wayans né Friedberg & Seltzer (tanto meno gli inarrivabili ZAZ): qui ci si prende dannatamente sul serio, come si trattasse del Gibson di «Conspiracy Theory» – e forse della real life – diretto dal Milius di «Red Dawn».

Solo il fatto che Norris Jr. abbia (inaspettatamente, per me) tre anni più del maestro Boll mi trattenne dal commentare “Piccoli Uwe crescono”.

P.S. – Jennifer Connelly a parte (che non si discute: si ama), è così che sarebbe dovuto continuare «American Pastoral» dopo il primo, folgorante, mezzo minuto di trailer (visto sulla pagina di Nanni Cobretti poco tempo fa).

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25 novembre 2016

http://www.imolaoggi.it/2016/11/23/elton-john-rifiuta-di-esibirsi-per-trump/

Digiàmolo: nel caso opposto, avremmo parlato di salto sul cazzo… sorry (the hardest word) sul CARRO del vincitore.

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Ma quale “voto di scambio”…! Tra i peones, è voto di scambio; a livello di nomenklatura è liberalità.

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Renzi ha detto che l’Economist invita a votare No “perché vuole un’Italia debole”.
Ossia la perfida Albione smetta d’insegnarci il mestiere.

Precisazione: l’ho scritto per amor di battuta ma le interferenze, in un verso o nell’alltro, non mi vanno a genio.

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L’esito potrebbe dipendere dagli Italiani all’estero. Poiché li sento definire, alla Severgnini, “ITALIANS”, perché non reclutate anche lei?

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(No hard feelings, Louise).

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Condé Nast Live· 25 novembre

25 novembre ·

Hannah Montana diventa Miley Cyrus: che trasformazione! http://bit.ly/2fLJCA0

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(MV) – Se l’è meritato dopo, il last name di quel personaggio Tv (ed a me dispiace molto, est modus in rebus): simulando sul palco effusioni orali con un simil-Clinton, ad esempio, e di recente insultando volgarmente sui social il vero Donald Trump.

(No hard feelings, Miley).

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A tutti gli emigranti annunciati dello showbiz statunitense, delusi dal democratico suffragio universale, rammentiamo la mèta cui anelavano:

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27 novembre 2016

Juncker: “Mi limito a dire che non vorrei vincesse il No”.
Insomma, solo un pizz… un messaggio. In bottiglia.
Dopo essersela scolata bene.

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Con questa riforma, disse la Boschi, sarà più facile combattere il terrorismo.
E, oltre alle doppie camere, eliminare anche le doppie punte.

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http://www.mirror.co.uk/3am/celebrity-news/charmed-star-rose-mcgowan-caught-9327112#ICID=sharebar_twitter

SFW? Quello è IL MEGLIO, di lei. Purtroppo, su Twitter, continua a bollare l’altro-da-Sé come “fucking deplorables”.
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“Se vince il NO c’è il rischio di un altro governo tecnocratico”.
Com’era, invece, quel temine coniato da Luca Goldoni? Ah sì, CLEPTOCRAZIA.

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Gli spot del governo dovrebbero chiarire la materia del voto.
Infatti parlano di “CNEL”, solo in sigla, come se avesse la notorietà di FIAT.

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Sauro Pennacchioli
a MOMENTO POP

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(MV) – “Principe” anche lui, del resto; pure deppiù.

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Donald J. Trump
@realDonaldTrump

If Cuba is unwilling to make a better deal for the Cuban people, the Cuban/American people and the U.S. as a whole, I will terminate deal.


Great statement! Sounds like the U.S. President Theodore Roosevelt’s foreign policy: “Speak softly, and carry a big stick”.
(MV)
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RUN, DONNIE, RUN!

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Marco “Deplorable” Valori

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